Giovedì, 03 dicembre 2020 - ore 02.17

DIDATTICA SUL DIALETTO CREMONESE : Le CONSONANT/2 | Agostino Melega (Cremona)

Dopo il primo post sulle vocali e sulle consonanti/1 Agostino Melega continua il suo impagabile impegno per far conoscere , ai cremonesi, il dialetto locale.

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DIDATTICA SUL DIALETTO CREMONESE : Le CONSONANT/2 | Agostino Melega (Cremona)

DIDATTICA SUL DIALETTO CREMONESE : Le CONSONANT/2 | Agostino Melega (Cremona)

Dopo il primo post sulle vocali e sulle consonanti/1  Agostino Melega  continua il suo impagabile impegno per far conoscere , ai cremonesi, il dialetto locale.

 Le consonanti si suddividono in: a) bilabiali; b) labiodentali; c) dentali; d) linguali; e) palatali; f) gutturali.

Le consonanti bilabiali sono tre, che qui scriviamo in maiuscolo e in minuscolo: P=p; B=b; M=m.

Vediamole, allora, partendo dalla consonante bilabiale P=p, che è presente, ad esempio, nei vocaboli pàan (pane), söpa (zuppa), sòp (zoppo).

La consonante bilabiale B=b, è presente invece nei lemmi bòon (buono), rabìit (arrabbiato), bumbòon (dolce).

A sua volta la consonante bilabiale M=m si ritrova nelle voci mùusca (mosca), amò (ancora), föm (fumo). Le seconde consonanti sono le due LABIODENTALI: la F=f e la V=v.

La consonante labiodentale F=f si ritrova in fóoch (fuoco), sìfol (fischio);  ciàaf (chiave).

La consonante labiodentale V=v è presente, invece, nei vocaboli vóot (vuoto), ràava (rapa), pìiva (cornamusa).

 Le terze consonanti sono quelle DENTALI, in numero di cinque: la T=t , la D=d, la N=n, la S=s (sibilante sorda) e la  Š=š (sibilante sonora).

La consonante dentale T=t è presente nei vocaboli  tàja (taglia, colpa),  tajàa (tagliare), negót (nulla).

La consonante dentale D=d la troviamo nei lemmi dóna (donna), róoda (ruota), dunél (coniglio).

La consonante dentale N=n la rintracciamo nelle voci nòono (nonno), màan (mano),  mantéen (tovagliolo).

La consonante dentale S=s, chiamata sibilante sorda, le recuperiamo nelle parole sèch (secco), séech (companatico), nisöön (nessuno), pàs (passo), pàas (pace).

La consonante dentale Š=š, chiamata sibilante sonora, la ritroviamo nei vocaboli šó (giù), našàa (fiutare), ràanša (falce fienaia), šanšavréen (frutto del giuggiolo).

LE CONSONANTI LINGUALI, PALATALI, GUTTURALI

In merito alle consonanti usate nel dialetto cremonese, dopo aver accennato ieri alle cosiddette bilabiali: -P-, - B-, -M-; alle labiodentali -F-, -V-; alle dentali -T-, -D-, -N-, -S- (sibilante sorda), -Š- (sibilante sonora), riprenderemo ora il discorso avvicinando gli altri tre tipi di consonanti, vale a dire quelle linguali: -L-, -R-; quelle palatali -GN-, -C-, -G-, e quelle gutturali -C- e -G- .

Ebbene noi possiamo riscontrare la consonante linguale L = l  in vocaboli quali löna (luna), melòon (melone), méel (miele). Così come possiamo individuare la consonante linguale R = r in lemmi quali rót (rotto); seréeša (ciliegia); ciàar (chiaro).

La palatale -GN- è analoga a quella in italiano, come ad esempio in gnòch (gnocco) e gnöch (compatto).

Bisogna fare attenzione alle consonanti C=c e G=g, che possono avere un suono dolce ed un suono duro. Quando esse hanno un suono dolce, vengono qualificate come “consonanti palatali”; quando invece assumono un suono duro vengono definite “consonanti gutturali”.

 La palatale C=c di suono dolce viene evidenziata, ad esempio, nei vocaboli ciùch (ubriaco); cèrech (chierico); la palatale G=G di suono dolce, a sua volta, si riscontra nei termini giàalt (giallo); gèra (ghiaia).

 Le consonante gutturali C=c di suono duro è presente nelle parole chìsa (sculacciata), chél (quello); mentre la consonante gutturale G=g, altrettanto di suono duro, la si ritrova nei termini ghignàa (sogghignare) e ghèi (denari).

Agostino Melega (Cremona)

Cremona 19 aprile

 

 

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