Martedì, 11 agosto 2020 - ore 21.31

Didattica sul dialetto: le vocali di Agostino Melega (Cremona)

Questa settimana presenterò alcune schede didattiche partendo con i valori dei “segni” o “grafemi” (questo lo dico a parte agli adulti) usati per rappresentare i “suoni” o “fonemi” del vernacolo stesso.

| Scritto da Redazione
Didattica sul dialetto: le vocali di Agostino Melega (Cremona)

Didattica sul dialetto: le vocali di Agostino Melega (Cremona)

Alcuni amici mi hanno detto della loro difficoltà di leggere e di scrivere in dialetto cremonese. Ed allora come per un gioco che può coinvolgere anche i bambini delle ultime classi delle elementari e i ragazzi delle scuole medie, volentieri questa settimana presenterò alcune schede didattiche partendo con i valori dei “segni” o “grafemi” (questo lo dico a parte agli adulti) usati per rappresentare i “suoni” o “fonemi” del vernacolo stesso.

Vediamo allora l’articolazione delle vocali:

1)      é = e chiusa, come nel termine italiano “tela”, e nel cremonese lentécia (lenticchia), termine presente nel proverbio: de lentécia, a mangiàane en gràan se ‘n fà na técia,  (di lenticchia, a mangiarne un grano se ne fa una teglia), in riferimento al potere lassativo dello stesso vegetale.

2)      è = e aperta, come nell’italiano “oggetto” e nel cremonese pès (pesce): pès pèersech (pesce persico), pès gàt (pesce gatto). Lo stesso termine è presente nei modi di dire: aléegher ‘me ‘n pès, ossia molto allegro, e svèelt ‘me ‘n pès, indicante una persona svelta, molto agile.

3)      ó = o chiusa, come nell’italiano “molto”, presente nel vocabolo cremonese bói (bollore, il gorgoglio di un liquido che bolle), che rimanda alle frasi dàaghe en bói” (cominciare a far bollire) e levàa ‘l bói (levare il bollore).

4)      ö = vocale tonica pari nella pronuncia al -eu- francese, al neuf (nuovo) in tale lingua transalpina, e presente nel cremonese ös (uscio), termine riscontrabile in riferimenti quali: ‘l ös a dò àante (uscio a due battenti), oppure ös de véeder” (porta a vetri).

5)      ü = u lombardo simile a quello che i francesi usano nella parola per indicare la luna, ossia lune. Noi lo troviamo, ad esempio, nel cremonese lümàaga” (lumaca), presente in modi di dire quali: pàs de lümàaga (passo lento) e scàala a lümàaga (scala a chiocciola), così come troviamo quella stessa -ü-, tanto per rimanere sullo stesso tema, nel verbo lümagàa” (andare a raccogliere lumache).

Domani prenderemo in esame le consonanti.

A PRESTO!

Agostino Melega (Cremona)

 

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