Sabato, 27 novembre 2021 - ore 00.35

Dopo il voto amministrativo il centrosinistra si deve unire | Evelino Abeni

Nettissima è la vittoria del centrosinistra e del Partito Democratico in particolare.

| Scritto da Redazione
Dopo il voto amministrativo il centrosinistra si deve unire | Evelino Abeni

Dopo il voto amministrativo il centrosinistra si deve unire | Evelino Abeni

 Chi ha vinto? Il risultato delle recenti elezioni amministrative è inequivocabile: nettissima è la vittoria del centrosinistra e del Partito Democratico in particolare.

Soltanto chi fatica, a destra (non molti per la verità), a dismettere i panni della propaganda cerca di sminuirne la portata. Destra che deve condurre serie riflessioni sull’esito del voto e la sua sconfitta. Ma anche il centrosinistra, seppure vittorioso, non può ritenersi esentato dal condurre analisi approfondite sul risultato.

Bene ha fatto Enrico Letta – seppure orgoglioso per il successo conseguito –a mettere in guardia il suo partito dal crogiolarsi nel trionfalismo. C’è un tema che si colloca pesantemente nella situazione politica e istituzionale: l’assenteismo. Che la metà dei cittadini aventi diritto al voto ritenga di disertare le urne elettorali è indicativo di una perdita di vitalità della democrazia, che non può non nutrirsi della partecipazione dei cittadini nei confronti dei livelli istituzionali preposti a compiere le scelte per la vita del Paese.

La sinistra italiana che –nel corso della sua storia –è stata protagonista nelle iniziative, nelle battaglie politiche su questo terreno, deve rilanciare tale protagonismo in questa fase delicata. L’astensionismo poggia su un bacino di voti così grande che è tale da lasciare spazio a spostamenti elettorali rilevanti, dai quali derivare scelte decisive per il governo e per il futuro del Paese. Il centrosinistra, e il PD in particolare, ha vinto soprattutto per scelte tattiche azzeccate (le alleanze, lo spirito unitario messo in campo).

Ma tutto ciò potrà non essere sufficiente per affrontare altre scadenze elettorali (penso alle Politiche), per le quali le tattiche dovranno inscriversi in un disegno strategico più generale. Per essere più esplicito, ritengo che la sinistra (che dovrebbe essere la componente maggioritaria del centrosinistra) superi la pratica dei cartelli elettorali per dar corpo a una coalizione che si presenti all’elettorato come la forza in grado di governare l’Italia per un periodo di tempo che consenta una programmazione a lungo termine. Tale, insomma, da poter affrontare con autorevolezza e determinazione gli importanti, gravosi impegni che si prospettano. Nel centrosinistra debbono essere messe in campo le opzioni più identificative della sinistra.

Come ha affermato Andrea Orlando, va elaborata una critica al nostro modello di sviluppo e al nostro assetto sociale. Il PD –anche in ragione del risultato elettorale, che lo rafforza sulla scena politica –dev e assumere una forte, visibile e credibile iniziativa su questo terreno e contribuire in modo decisivo a dotare la sinistra italiana degli strumenti organizzativi atti a sostenerla.

Bisogna uscire da questa condizione di frammentazione che mi appare sempre più inspiegabile, se non con la difesa di posizioni di mera testimonianza quando non addirittura di difesa dei propri orticelli. È il momento dell’unità e della generosità: lo richiede la complessità e la gravità della situazione italiana e internazionale. Unità che non vuol dire disconoscimento delle diverse sensibilità, ma capacità di farle convivere in un disegno basato su una nuova idea di società. Questo deve essere il compito della sinistra. Da tempo cullo il sogno della costruzione di un organico soggetto politico, frutto di una sua ricomposizione unitaria.

Comprendo anche, però, la difficoltà di realizzare, in tempi rapidi, tale obiettivo. Ma credo anche che fermi non si possa stare e che un notevole passo avanti potrebbe essere percorso dando vita a una federazione delle forze di sinistra. Mi pare di capire che Enrico Letta intenda affrontare il problema con determinazione. Mi fa ben sperare il fatto che il Segretario del PD si orienti su un rilancio dell’organizzazione sul territorio, condizione essenziale per il recupero del rapporto con la gente e capace di ridurre l’ar ea d e l l’assenteismo. Su questa linea, ho apprezzato le recenti decisioni degli organi dirigenti della federazione cremonese del PD per una riorganizzazione della sua presenza sul territorio: vi avverto il profumo di buona politica.

EVELINO ABEN Cremona

25 ottobre 2021 

 

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