Lunedì, 30 gennaio 2023 - ore 18.24

Fermiamo la portaerei Cavour che gira il mondo a vendere armi italiane.

| Scritto da Redazione
Fermiamo la portaerei Cavour che gira il mondo a vendere armi italiane.

Il Ministero della Difesa ha inviato la portaerei Cavour per il mondo a promuovere l’industria bellica italiana insieme ad altre attività commerciali, militari ed umanitarie.
La Cavour è partita il 13 novembre da Civitavecchia e terminerà il suo tour il 30 aprile toccando 7 paesi del golfo Persico e 13 in Africa. A bordo ci sono 5 cacciabombardieri, 4 elicotteri e vari stand espositivi delle principali industrie di armi. I costi di questa “campagna navale” sono di 33 milioni di euro con un incremento del 65% in più rispetto al previsto.(Sole 24 ore, 26 dicembre)

Ci chiediamo come mai in tempi di forte disoccupazione e di tagli sensibili in settori vitali per le persone e le comunità ci sono ancora tanti soldi da spendere per incrementare il mercato delle armi.

Rete Disarmo, un cartello di società civile sottolinea che la vendita d’armi e l’intervento umanitario sono incompatibili  per finalità, natura e logiche e non possono stare insieme; abbinarle vuol dire fare il danno della neutralità e imparzialità delle organizzazioni umanitarie e della loro possibilità di operare efficacemente e in sicurezza nei contesti di crisi. Inoltre, sostiene che commerciare armi e aiuto umanitario non è un compito che il nostro ordinamento attribuisce al Ministero della Difesa o alle Forze Amate. Ricorda poi i diversi pronunciamenti dell’Unione europea secondo cui la crisi economica sta trasformando alcuni ministeri della Difesa in espliciti promotori delle esportazioni di armamenti: una tendenza che per rinforzare la competitività delle industrie militari dei rispettivi paesi, rischia di mettere a repentaglio gli sforzi per definire una politica organica di sicurezza e di difesa comune in ambito europeo.

Tutti questi passaggi spiegano come mai ben 112 organizzazioni del mondo della cooperazione, del disarmo, della solidarietà e 6 reti di organismi di varia natura hanno espresso al Presidente della Repubblica  la propria avversione alla spedizione della Cavour e hanno inviato una  lettera al Presidente Napolitano che - secondo la  Costituzione - “ha il comando delle Forze armate” (Art. 87) per chiedere se sia stato messo al corrente ed abbia dato il suo esplicito assenso all’iniziativa che prevede l’impiego di mezzi e personale delle Forze Armate a supporto di attività commerciali dell’industria militare e del settore privato. Tutti gli organismi firmatari hanno invitato anche il Parlamento ad esaminare con attenzione questa iniziativa soprattutto per le rilevanti implicazioni sulla politica di sicurezza e di difesa del nostro Paese.

Rete Disarmo informa che sta monitorando la rotta della portaerei Cavour per far conoscere le problematicità connesse ad ogni sua tappa. www.facebook.com/ControlTourCavour

I primi dati diffusi evidenziano lo stato di tensione dell’intera zona mediorientale ed africana dove il gruppo navale Cavour è diretto; sottolineano il grave deficit di libertà democratiche a fronte di ingenti spese militari e di un basso livello di sviluppo umano dei paesi che saranno visitati. Ben 12 su 18 degli Stati ai cui governi verrà presentato il campionario di armamenti italiani sono definiti dall’Indice di democrazia dell’Economist come “Regimi autoritari”.

Non si deve dimenticare poi che i ministeri della Difesa a cui la Cavour esibirà il campionario bellico delle ditte di Finmeccanica sono stati destinatari nell’ultimo quinquennio di quasi 5 miliardi di euro di armamenti italiani cioè di circa il 30% di tutte le esportazioni di sistemi militar del nostro paese.

(Pax Christi Cremona)

2 gennaio 2014

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