Domenica, 23 gennaio 2022 - ore 23.11

Franco Bordo (Art.1- MdP): ‘Fermiamo il CETA, a Crema una serata di approfondimento i 1° dicembre’

Appuntamento venerdì 1 dicembre, alle 20:45, a Crema, presso la Sala di Santa Maria di Porta Ripalta. Introduce Bordo, intervengono Massimo Balzarini, Monica Di Sisto e Paolo Voltini

| Scritto da Redazione
Franco Bordo (Art.1- MdP): ‘Fermiamo il CETA, a Crema una serata di approfondimento i 1° dicembre’

«Come ampiamente documentato nel “libro bianco” prodotto da Coldiretti, Cgil, Arci, Adusbef, Movimento Consumatori, Legambiente, Greenpeace, Slow Food, Federconsumatori, Acli Terra e Fair Watch, il trattato commerciale noto come CETA causerebbe danni sostanziali all’agricoltura italiana e alle produzioni di qualità, ridurrebbe i diritti del lavoro e aprirebbe all’importazione di sostanze chimiche vietate e combustibili inquinanti, minando conquiste sociali e standard ambientali»: così Franco Bordo, Deputato di Articolo Uno - Movimento Democratico e Progressista, nonché fondatore dell’intergruppo parlamentare NO CETA, invita alla serata che Bordo stesso introdurrà venerdì 1 dicembre, alle 20:45, a Crema, presso la Sala di Santa Maria di Porta Ripalta (Via Matteotti, 46), con ingresso libero. Interverranno Massimo Balzarini, della Segreteria Regionale di CGIL, Monica Di Sisto, Vicepresidente di Fairwatch e responsabile della campagna nazionale NO CETA, e Paolo Voltini, Presidente di Coldiretti Cremona.

«Il principio di precauzione, da noi applicato, verrebbe messo in secondo piano rispetto alle esigenze del commercio, con possibili ripercussioni sulla sicurezza alimentare e sulla salute dei cittadini. Preoccupazioni anche per i servizi pubblici, che il CETA non proteggerebbe a dovere, così come per il temuto tribunale speciale per gli investimenti, grazie al quale le grandi imprese estere potrebbero chiedere compensazioni virtualmente illimitate agli Stati che approvassero regolamentazioni lesive dei loro investimenti», spiega il parlamentare. «Grazie al lavoro di sensibilizzazione condotto da queste Associazioni, organizzazioni sindacali e professionali, nelle scorse settimane si è costituito l’intergruppo parlamentare NO CETA, che supera già i 100 rappresentanti, di tutti gli schieramenti politici», aggiunge Bordo.

«L’obiettivo dell’intergruppo, di cui sono stato uno dei fondatori, è quello di informare, sui territori e nelle sedi istituzionali, in merito alle ricadute negative che tale accordo comporterebbe su parecchie filiere produttive del nostro Paese, sulla riduzione di diritti dei lavoratori come di quelli dei consumatori. L’altro obiettivo, assolutamente prioritario, è quello di fermare l’iter di ratifica da parte del Parlamento, nella convinzione che sia necessaria una fase di maggiore conoscenza e approfondimento da parte dei parlamentari di uno strumento di cui sono veramente poco informati», sottolinea il Deputato. «La richiesta di fermare la ratifica dell’accordo UE-Canada viene anche da numerose Regioni e centinaia di Comuni, istituzioni locali che in queste settimane si sono schierate con delibere di dissenso nei confronti del CETA», conclude Franco Bordo.

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