Quanto accaduto il 3 ottobre 2013 a Lampedusa non può non suscitare la ribellione morale di chiunque abbia senso civico e rispetto della dignità umana. Quel tragico naufragio è forse l’episodio più grave in termini di perdita di vite umane, ma purtroppo non è l’unica strage di migranti avvenuta nel canale di Sicilia: in questi anni, oltre 20000 persone vi hanno già perso la vita, trasformando i fondali del Mediterraneo in un enorme cimitero. Fare memoria del passato serve per imparare a guardare al futuro con senso critico e porre rimedio agli errori commessi ed è per questo che è indispensabile sensibilizzare in particolare le nuove generazioni al rispetto dei diritti e della dignità umani, nonché dei valori della solidarietà e dell’accoglienza, per contribuire a affermare quel senso di comunità troppo spesso offuscato dai pregiudizi e dall’egoismo sociale. Per questi motivi e per tramutare il dire in fare sono tra i firmatari di un legge per l’istituzione della Giornata nazionale in memoria delle vittime dell’immigrazione, il 3 ottobre, che da Lampedusa, dove mi trovo oggi, preme come una necessità non più derogabile e ancora più carica di dolore e forza.
Franco Bordo: ‘Una Giornata nazionale in memoria delle vittime dell’immigrazione’
Di seguito, il comunicato del Deputato per Sinistra Ecologia Libertà

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