Domenica, 14 aprile 2024 - ore 21.55

GAS: LA GRAN BRETAGNA DICE SI AL NORDSTREAM

| Scritto da Redazione
GAS: LA GRAN BRETAGNA DICE SI AL NORDSTREAM

Come riportato dal Financial Mail, il Primo Ministro britannico, David Cameron, e il Presidente russo, Vladimir Putin, hanno concordato il prolungamento in Inghilterra del gasdotto deputato al trasporto diretto di oro blu dalla Russia. Il colosso British Petroleum regista dell'operazione

 

La notizia la si sapeva, ma le indiscrezioni del Financial Mail sono l'ennesima conferma. Come riportato dalla rivista economica, Russia e Gran Bretagna hanno programmato il prolungamento in Inghilterra del gasdotto Nordstream entro il 2016.

 

L'accordo è stato stretto in occasione di un incontro tra il Primo Ministro britannico, David Cameron, e il Presidente russo, Vladimir Putin, durante recenti Giochi Olimpici di Londra.

 

Secondo la fonte, Gran Bretagna e Russia sono pronte a breve a firmare il contratto per l'avvio dei lavori che prolungheranno la conduttura sottomarina fino alla località di Norfolk.

 

L'operazione, che comporta per la casse di Londra una spesa di circa 300 Milioni di Dollari, è collegata alla vendita da parte del colosso britannico British Petroleum delle azioni possedute nella terza compagnia energetica russa TNK-BP alla Rosneft: il monopolista nazionale del greggio in Russia.

 

Con la cessione delle quote di compartecipazione nella TNK-BP, la British Petroluem ha incassato ingenti risorse necessarie per ripianare i costi del disastro ambientale provocato nel Golfo del Messico nel 2010 e, nel contempo, ha ottenuto la nomina di suoi rappresentanti presso il Consiglio di Amministrazione della Rosneft.

 

Il prolungamento del Nordstream consentirebbe alla British Petroleum di rafforzare la partnership con l'altro monopolista energetico russo controllato dal Cremlino, Gazprom, e, così, di recuperare gli investimenti perduti dopo la vendita delle azioni nella TNK-BP.

 

Oltre alla ratio commerciale, a sostenere l'ingresso di Londra nel Nordstream è anche una motivazione politica.

 

Come riportato a Lombardi Nel Mondo dal Leader dei Conservatori - la forza politica al Governo in Gran Bretagna - presso il Parlamento Europeo, Martin Callanan, la Gran Bretagna vede nel gas russo la possibilità di diversificare le proprie fonti di approvvigionamento di gas, ad oggi legate all'oro blu importato da Olanda, Norvegia e giacimenti nazionali.

 

UE e Gran Bretagna su due piani anche in campo energetico

 

Se dal punto di vista britannico il Nordstream rappresenta una fonte supplementare di diversificazione delle forniture, per l'Unione Europea questo gasdotto rafforza la dipendenza dell'Europa dal gas della Russia.

 

Lungo 1220 chilometri, il Nordstream, che trasporta 55 miliardi di metri cubi di gas, è stato costrutto sul fondale del Mar Baltico per rifornire di oro blu la Germania direttamente dalla Russia, bypassando Paesi osteggiati politicamente dal Cremlino come Polonia, Lituania, Lettonia ed Estonia.

 

Il Nordstream de facto è un progetto politico della Russia: esso divide l'Unione Europea tra le Cancellerie Occidentali, beneficiate di forniture dirette di gas per la loro fedeltà a Mosca, e gli Stati Centrali, puniti per il loro sostegno alla posizione della Commissione Europea.

 

L'Esecutivo UE ha più volte criticato il Nordstream in quanto il gasdotto non serve a diminuire la dipendenza dell'Europa dal gas della Russia, ad oggi pari al 40% del fabbisogno complessivo continentale.

 

Nonostante la posizione della Commissione Europea, il Nordstream è stato sostenuto politicamente da Germania e Francia.

 

Sul piano economico, il gasdotto russo è stato supportato, oltre che da Gazprom, dalle compagnie tedesche Wintershall ed E.On, dalla francese Suez Gaz de France, e dall'olandese Gasunie.

 

Matteo Cazzulani

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