Lunedì, 15 aprile 2024 - ore 09.01

GAS: LA TURCHIA IN CRISI CON ISRAELE A CAUSA DI CIPRO

| Scritto da Redazione
GAS: LA TURCHIA IN CRISI CON ISRAELE A CAUSA DI CIPRO

Ankara congela la realizzazione di un gasdotto per trasportare oro blu dai giacimenti israeliani in territorio turco a causa della collaborazione di Tel Aviv con Nicosia. Le ragioni di politica estera e interna dell'impasse geopolitico

 

Niente partnership energetica con la Turchia se Israele continua a cooperare con Cipro. Nella giornata di lunedì, 28 Gennaio, il quotidiano turco Hurriyet Daily News ha riportato la notizia secondo la quale Ankara avrebbe condizionato la realizzazione di piani energetici congiunti con Tel Aviv a causa della cooperazione tra il Governo israeliano e quello cipriota.

 

Nello specifico, durante il Summit Economico Eurasiatico di Istambul, il Viceministro turco dell'Energia ha informato un Rappresentante governativo israeliano in merito alla possibilità di bloccare la realizzazione di un gasdotto progettato, nel Novembre 2012, per veicolare gas da Israele alla Turchia.

 

Come riportato da Natural Gas Europe, la posizione risoluta di Ankara è motivata dalla cooperazione energetica che Israele ha di recente rafforzato con Cipro.

 

Tel Aviv ha pianificato con Nicosia infrastrutture per trasportare in Grecia, e poi in Unione Europea, il gas estratto dai giacimenti Tamar e Leviathan, ubicati al largo delle coste israeliane del Mar Mediterraneo.

 

L'avvicinamento di Israele con Cipro ha causato il raffreddamento delle relazioni con la Turchia: Ankara dal 1974 occupa militarmente tre quarti dell'isola di Cipro, e nonostante il mancato riconoscimento da parte della comunità internazionale mantiene la sua presenza militare sull'isola.

 

Oltre alla ragione politica, a provocare l'impasse tra Turchia e Israele è la situazione energetica dei due Paesi nei confronti dell'Unione Europea.

 

Per diversificare le forniture di gas, e limitare la dipendenza dal gas della Russia - che copre il 40% del fabbisogno complessivo UE - la Commissione Europea ha avviato un progetto per l'importazione diretta di oro blu dall'Azerbaijan attraverso la Turchia.

 

Nel contempo, con la scoperta dei giacimenti Leviathan e Tamar, anche Israele è risultato per Bruxelles una potenziale fonte di approvvigionamento di gas alternativa alla Russia, mettendo così in discussione il ruolo di Ankara come Paese chiave per la realizzazione della politica di diversificazione delle forniture energetiche.

 

Ankara alla ricerca della diversificazione delle forniture di oro blu

 

Al panorama geopolitico va poi aggiunto lo scenario interno turco. Così come Bruxelles, anche Ankara sta diversificando il più possibile le forniture di gas per diminuire la dipendenza da Russia e Iran.

 

Oltre ad avere implementato l'importazione di gas dall'Azerbaijan, la Turchia ha considerato il gas israeliano una valida fonte di approvvigionamento supplementare su cui puntare, ma la cooperazione di Israele con Cipro per il trasporto in Grecia dell'oro blu del Leviathan e del Tamar ha messo in forse questo progetto.

 

Oltre che nel settore del gas naturale, la Turchia ha approntato misure per implementare l'importazione di gas liquefatto con accordi, recentemente firmati, per l'acquisto di LNG da Algeria e Qatar.

 

Infine, come riportato sempre dallo Hurriyet Daily News, la compagnia energetica turca TPAO ha selezionato il colosso olandese Shell per l'avvio dello sfruttamento di giacimenti di gas sul fondale del Mar Nero, nei pressi del Golfo di Mersin.

 

Matteo Cazzulani

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