Martedì, 15 giugno 2021 - ore 23.39

Gli italiani visti dall’Eurobarometro

| Scritto da Redazione
Gli italiani visti dall’Eurobarometro

Segnali in chiaroscuro, ma di fatto incoraggianti. Questo è in sintesi il messaggio che emerge dal Rapporto nazionale che accompagna i risultati dell’edizione 94 dell’Eurobarometro, lo strumento con cui la Commissione europea misura l’opinione dei cittadini europei nei confronti del progetto europeo.

Segnali incoraggianti, tenuto conto delle difficoltà che l’Unione europea, come il resto del mondo, ha avuto nel contrastare gli effetti umani ed economici della grave pandemia. Per l’Eurobarometro 94, i sondaggi sono stati condotti su scala europea tra il 12 febbraio e il 18 marzo 2021 in un momento particolarmente critico nell’emergenza Covid 19.

Il Rapporto nazionale mostra come la situazione sanitaria abbia acquistato una preminenza assoluta rispetto ad altre problematiche in rapporto al precedente sondaggio Eurobarometro, condotto nell’estate 2020, in una fase di temporaneo rallentamento dell’epidemia.

Sale al 46% la percentuale degli italiani soddisfatti della risposta europea, mentre scende al 49% quella degli insoddisfatti. L’87% del campione italiano ritiene che l’Unione europea debba essere dotata di strumenti per meglio far fronte a future crisi come la pandemia.

Priorità ai vaccini per tutti…

Per gli italiani, come per gli europei, in questa fase la priorità dell’Unione europea nella lotta alla pandemia dovrebbe essere quella di attuare una politica che permetta a tutti i cittadini europei un accesso rapido a vaccini sicuri e efficaci. Come seconda priorità, gli italiani sollecitano una politica sanitaria comune europea.

Alla domanda su quando si vaccinerebbe, il 41% degli italiani risponde “prima possibile” e il 25% nel corso del 2021. Il 23% preferirebbe più tardi e il 6% dichiara di non volersi mai vaccinare. Il 67% degli intervistati italiani dice di non comprendere le ragioni di quelli che esprimono scetticismo confronti dei vaccini, mentre il 29% dichiara di capirle.

…grazie all’azione dell’UE

Su questo tema, infine, gli italiani sono leggermente sotto la media europea nel ritenere che l’Unione europea giochi un ruolo chiave per garantire l’accesso ai vaccini nei singoli Stati membri. Lo pensa il 63% degli intervistati italiani, contro il 69% di quelli europei.

Le preoccupazioni sulla situazione economica aumentano…

Dai dati del Rapporto nazionale emerge che l’economia è la principale preoccupazione per italiani e europei dopo la crisi sanitaria. Il 93% del campione italiano ritiene negativa la situazione economica del Paese, in crescita rispetto all’89% del sondaggio dell’estate scorsa e ben al di sopra della media UE del 69%. Il dato italiano è il più alto tra tutti i Paesi europei. Il 62% teme serie conseguenze, mentre solo il 43% del campione europeo condivide questa percezione.

Il pessimismo degli italiani concerne anche il futuro. Il 53% del campione si aspetta che l’economia nazionale si riprenderà dagli effetti della pandemia soltanto nel 2023 o anche oltre, una posizione in forte aumento dal 36% dell’estate scorsa. Tuttavia, circa un terzo degli intervistati si mostra decisamente più ottimista: il 6% prevede un recupero completo già quest’anno, e un altro 30% se lo aspetta per il 2022. Il campione europeo è meno ottimista di quello italiano. Il 61% immagina che le conseguenze della pandemia saranno lasciate alle spalle solo nel 2023 o dopo.

…ma la fiducia per Next Generation EU è alta e quella sull’UE torna a salire

Alla crescita di ottimismo degli italiani per una rapida ripresa contribuisce una più diffusa fiducia sugli effetti benefici del piano europeo di rilancio economico Next Generation EU. Il 66% del campione nazionale lo ritiene un piano efficace, a fronte del 55% degli intervistati UE.

Questo dato conferma il sensibile rimbalzo della fiducia degli italiani nei confronti dell’Unione europea, che è passata dal 28% al 44% in pochi mesi. La percentuale di italiani che dicono di non fidarsi dell’UE va riducendosi (46%).

La maggioranza (53%) degli intervistati italiani ritiene che gli interessi del Paese siano tenuti nella giusta considerazione nell’Unione europea.

Si tratta di un vero e proprio capovolgimento nel giudizio degli italiani, che appena l’estate scorsa consideravano in netta maggioranza (61%) che gli interessi nazionali non fossero presi sufficientemente in conto a Bruxelles. Tra i più convinti che gli interessi nazionali siano presi in considerazione sono gli uomini rispetto alle donne, i giovani e gli adulti rispetto agli anziani, i più istruiti e i più benestanti, mentre disoccupati e pensionati sono tra i più scettici.

L’approvazione del piano europeo di rilancio economico, di cui l’Italia è un grande beneficiario, avvenuta a cavallo tra i due sondaggi, spiega in gran parte il cambio di prospettiva. Si allarga inoltre dal 47% al 57% la maggioranza di coloro che ritengono che il futuro dell’Italia non sarebbe migliore fuori dall’UE. Aumentano dal 56% al 63% gli intervistati che auspicano che più decisioni siano prese a livello di Unione europea.

Il sostegno all’Euro è in aumento...

Il Rapporto nazionale ci dice anche che questo rinnovato entusiasmo si riflette in giudizi sempre più positivi verso le principali politiche dell’Unione europea. Il sostegno degli italiani alla politica economica e monetaria europea incentrata sull’euro passa al 72% dal 60% dell’estate scorsa.

…e il senso di appartenenza all’UE torna a crescere

È in crescita anche il senso di appartenenza degli italiani all’Europa. Il 59% sostiene di sentirsi cittadino dell’Unione europea, in crescita dal 48%, anche se ancora lontano dal 74% della media UE.

E infine tre segnali importanti...

Tra i dati che fornisce il Rapporto nazionale, tre meritano di essere sottolineati.

Il primo riguarda l’immigrazione. Malgrado la diminuzione dei flussi migratori causati dalla pandemia, gli italiani continuano a sostenere in netta maggioranza una politica europea sul tema delle migrazioni, che è vista favorevolmente dal 77% del campione, in crescita dal 72%. Si allarga ulteriormente, dal 62% al 69%, anche il sostegno a una politica comune sui richiedenti asilo, e restano stabilmente alti al 72% i giudizi positivi per un rafforzamento delle frontiere esterne dell’Unione attraverso un maggiore schieramento di personale per il monitoraggio dei confini.

Il secondo riguarda il salario minimo per il quale l’86% degli intervistati italiani si dice d’accordo con l’idea che tutti i paesi dell’Unione europea debbano avere un salario minimo per i lavoratori. L’ultimo riguarda globalizzazione e ruolo dell’Unione europea. Parallelamente all’aumento del consenso relativo alla globalizzazione (58%), resta alta, al 72%, la fiducia nel ruolo svolto dall’Unione europea. La stessa percentuale di intervistati si dichiara a favore di una politica commerciale comune.

Il Rapporto nazionale Eurobarometro standard 94 è disponibile qui. (aise) 

166 visite
Petizioni online
Sondaggi online

Articoli della stessa categoria