Giovedì, 25 giugno 2026 - ore 02.08

I compiti per l'estate | Magda Negri

| Scritto da Redazione
I compiti per l'estate | Magda Negri

Spending review

La politica non può diventare "economicismo", ma da mesi i cittadini responsabili, le classi dirigenti, chiunque voglia concorrere al bene proprio e del paese, è costretto a misurarsi con l'oggettività dell'evoluzione dei debiti sovrani, gli attacchi della speculazione, i tentativi di reagirvi in Europa con l'unione fiscale e monetaria, con la regolamentazione del sistema bancario. Da ultimo, il rafforzamento del fondo salva stati, il movimento positivo impresso da Mario Draghi e dal nuovo asse Merkel-Hollande per la difesa dell'euro, sembrano aprire spiragli positivi per affrontare la più lunga fase di difficoltà economica dalla Grande Depressione dal 1929.

Il voto di fiducia sulla spending review (un po' più sofferto del solito: con la distinzione di posizione dei senatori autonomisti, del Nord e del Sud, addirittura del senatore Marcello Pera, oltre le assenze...) completa un ciclo di riforme strutturali che può incominciare a cambiare nel profondo l'Italia, con elementi di equità e di innovazione. Dietro i numeri (vedere approfondimento sul Corriere), si aprono diverse possibilità di vita, di organizzazione sociale, di investimenti sul futuro. In questo provvedimento, minori spese per 10 mld coprono un'equivalente riduzione della pressione fiscale che sarebbe scattata con l'aumento autunnale dell'Iva.

Il prossimo obiettivo dovrà essere quello di ridurre il peso fiscale su lavoratori e imprenditori, spostare cioè il macigno che soffoca l'economia italiana. Molte cose sono state trattate con affanno per la riduzione delle spese, ma abbiamo misurato la cooperazione del mondo delle autonomie e la capacità di autoriduzione della spesa di importanti ministeri, come quello della Difesa, per concorrere al risparmio nazionale.

Ha fatto bene Enrico Morando a ricordare nel suo intervento che questo faticoso processo di revisione della spesa, per superare i tagli lineari ciechi, era stato avviato dal Ministro Tommaso Padoa Schioppa.

Bloccare il circuito vizioso "più spesa, più tasse, minor capacità produttiva" può essere l'autostrada su cui fare correre una ragionevole nuova ripresa. In questo senso, la politica non è "economicismo" ma può determinarne gli esiti, fino alla ricadute personali più ravvicinate.

 

Legge elettorale

Vivono due mondi paralleli: da una parte l'azione di Monti, di Schauble, di Geithner, per dare un futuro all'Europa, con le significative ricadute nei provvedimenti di politica economica, di cui discute in questi giorni estivi il Parlamento, e dall'altra l'impotente rissa infinita dei partiti sull'unica cosa che dovevano in prima persona realizzare: la riforma della legge elettorale.

Qui nessuno è senza colpa. Il Pd ha in pochi mesi "sparato" una serie di proposte, fra loro le più diverse: sistema ungherese, sostegno al referendum per il Mattarellum, sistema tedesco, sistema spagnolo, doppio turno di collegio. Il Pdl, dopo le amministrative, ha fatto propria la nostra proposta del doppio turno collegandola alla riforma semipresidenziale, che la sorregge. Noi abbiamo, per difficoltà interne e per ritardi di cultura politica, deciso di non avviare nessun confronto; per altro, il riesibito accordo politico Pdl-Lega ci ha dato molti alibi e anche alcune sensate ragioni.

Poi c'è stato l'infortunio dell'intervista di Rosy Bindi su l'Unità di lunedì scorso, dove anche un cieco poteva leggere i due messaggi principali: s'è rifatto l'asse Pdl-Lega, quindi meglio andare a votare subito col porcellum e giocare ciò che resta degli antichi poli. Per fortuna, il Presidente Giorgio Napolitano ha richiamato ogni partito alle proprie responsabilità. Bersani ha proposto il rafforzamento del primo ministro in uno schema parlamentare. Vedremo: si apre una fase nuova del confronto che troverà nelle aule parlamentari, data una base minima di accordo, maggioranze trasversali sulla questione delle preferenze e dei premi di maggioranza. Percorso accidentato, aperto a ogni rischio.

 

Magda Negri

magdanegri.it

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