Martedì, 16 aprile 2024 - ore 09.25

Il black out energetico della Francia nucleare

Scioperi, guasti e manutenzioni impediscono di rimettere in funzione per l'inverno tutti i reattori nucleari

| Scritto da Redazione
Il black out energetico della Francia nucleare

La Francia rischia black out invernali e il capo della Commission de régulation de l’énergie (CRE), Emmanuelle Wargon, ha sollecitato il riavvio di tutti i reattori nucleari francesi: «E’ fondamentale che i lavori riprendano il prima possibile – ha detto a Radio Monte Carlo – EDF deve aver messo in manutenzione tutti i suoi reattori nucleari».

Infatti, le centrali nucleari che secondo qualcuno in Italia risolverebbero miracolosamente la crisi energetica, in Francia sono state bloccate per un terzo da uno sciopero e altri reattori sono fermi per manutenzione o problemi di finzionamento e strutturali.    .

La Francia produce circa il 70% della sua elettricità con 56 reattori nucleari, tutti gestiti da EDF che è in corso di ri-nazionalizzazione per evitare il suo fallimento a causa degli alti costi del nucleare. Virginie Neumayer, della Fédération nationale des mines et de l’énergie della CGT, il più grande sindacato francese, ha detto che lo sciopero del 18 ottobre ha bloccato 20 dei reattori e in 17 è stata sospesa la manutenzione.

Gli scioperi alle centrali nucleari sono in corso da diverse settimane, insieme alle proteste nelle raffinerie e nei depositi di benzina di proprietà delle major petrolifere TotalEnergies ed ExxonMobil che stanno causando massicce interruzioni nella fornitura di carburante in tutta la Francia.

I sindacati chiedono salari più alti per i lavoratori perché l’inflazione è salita oltre il 6% e gli scioperi nel settore energetico arrivano proprio quando la Francia prevede che la sua produzione nucleare raggiungerà il minimo di 30 anni  a causa di un numero record di blocchi dei reattori dovuti a problemi di corrosione degli impianti  e alla manutenzione periodica programmata. Inoltre, il funzionamento dei reattori nucleari era già stato ridotto a causa della siccità record prolungata di quest’estate, quando il livello dell’acqua dei fiumi francesi ai quali attingono le centrali nucleari è sceso ai minimi storici.

Il 18 ottobre Réseau de Transport d’Électricité (RTE), il gestore della rete elettrica francese, ha avvertito che gli scioperi prolungati, che ostacolano i lavori di manutenzione e il riavvio dei reattori nucleari, potrebbero portare a pesanti conseguenze per il rifornimento di energia durante l’inverno. Ma anche senza scioperi, «Il rischio di blackout non può essere del tutto escluso, ma può essere evitato nella maggior parte dei casi riducendo i consumi nazionali dall’1 a 5% e fino al 15% nelle peggiori condizioni meteorologiche estreme. Le principali incertezze riguardano l’approvvigionamento del gas, la situazione energetica nei Paesi europei limitrofi, l’evoluzione della domanda e il ritmo di riavvio dei reattori nucleari francesi».

Quindi, la Francia nucleare ha gli stessi problemi energetici (e forse di più) dell’Italia che ha bocciato il nucleare con due Referendum… Un bel rebus per i fan dell’impossibile, costosissimo e fuori tempo rinascimento nucleare italiano.

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