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Il buon Natale della Fondazione don Primo Mazzolari

«Chi sono i miei fratelli?» (24 dicembre 1957)

| Scritto da Redazione
Il buon Natale della Fondazione don Primo Mazzolari
 

Carissime e carissimi amici della Fondazione don Mazzolari,

Con piacere vi raggiungiamo per augurarvi di cuore buon Natale, trovando come sempre ispirazione nelle parole di don Primo, che ci invitano a riscoprirci fratelli e sorelle.

Buon Natale!

Matteo Truffelli

 
 

«Chi sono i miei fratelli?»

(24 dicembre 1957)

[…] Ma c’è qualche cosa che questa notte io voglio farvi considerare e affidare come dono del Signore, un dono di cui, anche quando cerchiamo di pensarci alquanto, dobbiamo misurare la grandezza, perché vi è legata una grande responsabilità: Gesù ci ha dato il fratello.

[…] E chi sono i nostri fratelli? È una domanda che al Signore hanno posto in parecchie circostanze, specialmente quando il Signore ha risposto con quella parabola del buon samaritano: «Chi sono i miei fratelli?». Guardatevi attorno: siete affiancati, ma questo non è un affiancamento militare, non è un affiancamento di prigionieri; la nostra chiesa non è un campo di concentramento questa sera. Che cos’è la nostra chiesa? Voi che cosa siete? Che cosa sono io per voi e voi che cosa siete per me? Dei fratelli. E, badate, pare quasi che questa sera, poiché abbiamo davanti l’immagine del fratello divino, il Cristo, che illumina ogni volto e lo trasfigura, tacciano le nostre ragioni di divisione.

[…] Chi sono gli uomini, chi sono quelli che sono al di là dei confini, chi sono quelli che parlano lingue diverse, hanno religioni diverse? Sono nostri fratelli.

[…] Ora, miei cari, tutte le volte che noi non ci vogliamo bene, siamo sul campo di Caino, ci dimentichiamo che siamo dei fratelli. Chi odia è omicida, chi vuol male è omicida. E ricordatevi che ogni guerra è un fratricidio. Ci sono parole che possono sostituirsi a questo giudizio, che nella notte di Natale diventa così preciso, così irrevocabile? Perché, se Cristo ci ha rivelato, com’è certo, la fraternità, tutte le volte che noi alziamo la mano contro il fratello, tutte le volte che, o per far valere i nostri diritti o i nostri pretesi diritti, dimentichiamo che al mondo ci sono milioni e milioni di creature come noi, con gli stessi diritti nostri, che hanno diritto di vivere come noi, in un’eguaglianza per cui la fraternità diventa un’esigenza fondamentale, ricordatevi che noi diventiamo fratricidi.

[…] Se c’è un sentimento che domina in questo momento il mondo, è la paura. Abbiamo paura gli uni degli altri; ci armiamo e gli uni e gli altri, perché abbiamo paura; parliamo e gli uni e gli altri, perché abbiamo paura; i congegni della morte sono inventati, perché abbiamo paura. Abbiamo rinnegato il Natale, abbiamo bestemmiato il Natale, abbiamo calpestato il fratello nel bambino Cristo, perché ricordatevi che il sacrilegio più grande è quello di non sentire il grido, l’esistenza, vorrei dire, tutto quello che vi è di santo nella presenza adorabile di un bambino che ci ricorda il vincolo profondo in nome del Padre, di cui siamo tutti figlioli.

E se noi sentiremo questa messa di mezzanotte a questa maniera, se noi sentiremo con questo animo, se noi domanderemo a Cristo di poterci sentire fratelli, io vi dico che niente andrà perduto della preghiera, anche muta, che noi sentiremo nell’animo e della nostra comunione e di questa fraternità rinnovata tra gli uomini del mio paese; perché è così che si diventa fratelli, è così che ci si vuol bene, è così che ci si perdona; così che si incomincia a guardarci senza paura, perché, in fondo – che cosa possiamo fare? –, siamo tanto poveri, tanto fragili, tanto infelici, siamo tutti dei mortali.

E, allora, che cosa ci rimane, o miei cari, cosa c’è dentro di noi questa notte, cosa c’è in questa mano di un bambino che si tende ad ognuno di noi, se non questo bisogno di sentirci più uniti, di volerci veramente bene, di non aver paura gli uni degli altri? Perché se ci vogliamo bene, perché se l’anima di un uomo diventa come un porto, e se si entra così volentieri nelle braccia di un bambino, è perché sappiamo che egli non potrà darci che un bacio o una carezza.

Primo Mazzolari

(da Discorsi - a cura di P. Trionfini - EDB 2006)

 

FRANCESCO D'ASSISI - Un uomo libero

Sabato 17 gennaio 2026, alle ore 17.00, presso il Salone dei Quadri del Comune di Cremona, si terrà la tradizionale commemorazione dell’anniversario della nascita di don Primo Mazzolari (1890-1959), illustre figura cremonese originaria del quartiere Boschetto.

Nel corso dell’incontro sarà presentato il volume: Francesco d’Assisi. Un uomo libero, a cura di don Bruno Bignami e don Umberto Zanaboni, rispettivamente postulatore e vice-postulatore della Causa di Beatificazione di don Mazzolari. Il libro propone anche alcuni scritti inediti del parroco di Bozzolo dedicati al Poverello d’Assisi.

La figura di Francesco accompagnò Mazzolari lungo l’intero arco della sua esistenza: come un innamorato lontano, don Primo intrecciò con il Santo una vera e propria conversazione spirituale, fatta di prediche, meditazioni e articoli. Al centro di ogni testo vibra il Vangelo, con la forza rivoluzionaria di una Parola che richiama alla povertà, unica via verso l’autentica libertà. A ottocento anni dalla morte di Francesco, questa raccolta di dieci scritti - scelti tra i molti che Mazzolari gli dedicò - testimonia come, per entrambi, l’efficacia della Parola non risieda soltanto nella predicazione, ma soprattutto in scelte concrete, talvolta scomode, di chi ha vissuto l’esperienza cristiana come un «ribelle obbediente».

Alla presentazione interverranno fra’ Marco Moroni, Custode del Sacro Convento di Assisi, e Gabriella Chiellino, Founder Ceo di Eambiente (Mestre), che offriranno la loro testimonianza di legame spirituale con San Francesco. L’incontro sarà moderato da Paolo Gualandris, direttore del quotidiano “La Provincia” e i vari interventi saranno intervallati da brani musicali eseguiti da Benedetta Broegg alla tastiera e da Filippo Longhi  al violoncello.

Nel corso dell’evento saranno disponibili copie del volume.

 

Ultime uscite editoriali

 
 

Queste pubblicazioni, come le altre di e su Mazzolari, possono essere acquistate anche presso la Fondazione Mazzolari facendone richiesta tramite mail.

(per l'elenco completo dei libri disponibili consulta il sito della Fondazione)

 
 

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