Sabato, 30 maggio 2026 - ore 17.26

Il nuovo numero di Altreconomia è in edicola, prima uscita con la nuova veste

Da questo mese Altreconomia esce nella nuova veste grafica: nuovi la testata, il formato, l’impaginazione, le pagine aumentano da 52 a 76. Invariato il prezzo

| Scritto da Redazione
Il nuovo numero di Altreconomia è in edicola, prima uscita con la nuova veste

Altreconomia dedica la copertina del numero di marzo a un reportage dalla Cina. Per primi in Italia, raccontiamo il movimento di fattorie cooperative dove produttori e consumatori solidali s’incontrano per promuovere un’agricoltura a basso impatto ambientale.

Nel 1981, le ditte sementiere erano 7mila. Oggi sei multinazionali controllano il mercato: sono Monsanto, Syngenta, Dow, Dupont, Bayer e Basf. Tra pochi mesi nascerà DowDuPont, la più grande ditta sementiera al mondo, con un fatturato complessivo legato al comparto di 19 miliardi di dollari (Monsanto vale oggi 15 miliardi), mentre ChemChina ha offerto 42,8 miliardi di dollari per acquisire la svizzera Syngenta. Dopo la conclusione delle due operazioni DowDuPont, ChemChina-Syngenta e Monsanto controllerebbero il 55% della vendita globale delle sementi.

Un approfondimento è dedicato alla Libia, alla vigilia della nuova guerra che dopo cinque anni potrebbe interessare il Paese nordafricano: si spiega perché un’eventuale missione militare potrebbe rafforzare la debole presenza di Daesh, e si evidenzia come la partecipazione italiana potrebbe danneggiarci.

In Kashmir ci sono tra gli 8 e i 10 mila desaparecidos, persone arrestate dalle forze di sicurezza indiane e poi sparite nel nulla. Siamo stati lungo la frontiera più militarizzata dell’Asia, quella con il Pakistan, dove l’India mantiene circa un milione di soldati. Nel reportage di Altreconomia il dramma delle “mezze vedove”, donne che vivono da sole senza il marito, di cui però le autorità non hanno mai riconosciuto la morte.

25 anni fa è nato Linux, un sistema operativo open source frutto dell’impegno di uno studente, Linus Torvalds. Oggi è una solida realtà informatica che alimenta computer, server, tablet, smartphone, stazioni spaziali e dispositivi domestici.

Da marzo 2016, inoltre, Altreconomia esce nella nuova veste grafica: nuovi la testata, il formato, l’impaginazione, mentre il numero di pagine è aumentato considerevolmente, passando da 52 a 76.

Invariato, invece, il prezzo di copertina, che resta di 4 euro, e quello per l’abbonamento ordinario, di 40 euro (include anche la versione digitale della rivista). «Abbiamo cercato maggiore chiarezza, pulizia ed efficacia. Ci siamo arricchiti di firme straordinarie per le nostre rubriche», scrive il direttore Pietro Raitano nell’editoriale. Il riferimento è, tra gli altri, a Tomaso Montanari, professore di Storia dell’arte moderna all’Università di Napoli che firma la rubrica “Un volto che ci somiglia” all’interno del “Terzo tempo”, un’intera sezione tutta nuova dedicata alla cultura e al mondo delle scienze. Il numero è infine arricchito da un’intervista al premio Pulitzer Douglas Hofstadter, che ha dedicato la sua attività di ricerca ai meccanismi dell’analogia che regolano la cognizione umana.

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