Martedì, 28 giugno 2022 - ore 14.36

Il ripristino della biodiversità deve essere parte integrante della transizione energetica europea

RepowerEU: appello congiunto dei network ambientalisti europei per la realizzazione di energie rinnovabili rispettose della biodiversità

| Scritto da Redazione
Il ripristino della biodiversità deve essere parte integrante della transizione energetica europea

In vista della pubblicazione della comunicazione RepowerEU da parte della Commissione europea, in una dichiarazione congiunta, BirdLife, Climate Actin Network Europe (CAN), Wwf, NaturFreunde, CEE, Bankwatch Network ed European Environmental Bureau, chiedono un approccio olistico alla transizione energetica accelerata, in cui le politiche in materia di clima, energia e biodiversità si rafforzano a vicenda . Il cambiamento climatico e la biodiversità sono indissolubilmente legati e non dovrebbero essere affrontati isolatamente. Una soluzione per uno deve essere una soluzione per l’altro. Sebbene ora vi sia una rinnovata urgenza per gli Stati membri dell’UE di spingere per la diffusione delle energie rinnovabili, ciò deve essere fatto con il pieno coinvolgimento dei cittadini e delle comunità e garantendo la protezione della natura. Se questo approccio ponderato viene adottato dagli Stati membri dell’Ue, può comportare un livello più elevato di accettazione da parte del pubblico che a sua volta può portare a una più rapida autorizzazione e diffusione delle energie rinnovabili in tutta Europa.

Secondo Ariel Brunner, head of policy di BirdLife Europe, «L’Europa ha bisogno di accelerare le licenze per l’energia eolica e solare, ma il modo per raggiungere questo obiettivo è attraverso una solida pianificazione, non la deregulation ambientale. Non possiamo mettere gli ecosistemi e l’atmosfera l’uno contro l’altro poiché sono profondamente interconnessi ed entrambi cruciali per la nostra sopravvivenza. Progetti ecologici che coinvolgono le comunità locali sono la via più veloce per l’azione climatica e per ridurre la dipendenza dell’Europa dai regimi totalitari».

Per Chiara Martinelli, direttrice di CAN Europe, «Questo è il momento per accelerare la transizione verso un sistema energetico completamente rinnovabile, garantendo al contempo le massime sinergie con la tutela della biodiversità. Le comunità, la protezione della natura e il cambiamento climatico non sono indipendenti l’uno dall’altro e affinché qualsiasi soluzione sia significativa, deve soddisfare gli obiettivi di tutti e tre. Abbiamo bisogno di regole e misure per autorizzare più rapidamente i progetti solari ed eolici garantendo allo stesso tempo la protezione della natura. La pianificazione e la mappatura del territorio per le aree più adatte per i progetti eolici e solari sono fondamentali, oltre a garantire il dialogo e la cooperazione con le comunità locali e le ONG durante l’intero processo».

Ecco cosa si legge nel “Joint NGO statement: Protecting nature and fighting climate change must go hand in hand”:

La perdita di biodiversità e il cambiamento climatico sono entrambi guidati dalle nostre attività economiche e si rafforzano a vicenda. Il cambiamento climatico è ulteriormente esacerbato dalla perdita di biodiversità e dal declino degli ecosistemi, e il cambiamento climatico a sua volta aumenta lo stress sui sistemi naturali e sulla biodiversità. Questo è uno dei risultati principali che è stato nuovamente confermato nell’ultimo rapporto dell’IPCC.

Sebbene sia generalmente riconosciuto nei circoli scientifici e politici che il cambiamento climatico e la perdita di biodiversità sono interconnessi, in pratica entrambi i problemi sono in gran parte affrontati all’interno dei loro ambiti. Ma solo considerando il clima e la biodiversità come parti dello stesso complesso problema, è possibile sviluppare soluzioni che massimizzino i risultati benefici sia per limitare il cambiamento climatico sia per fermare la perdita di biodiversità. Il legame inestricabile tra il cambiamento climatico e la perdita di biodiversità significa che la risoluzione soddisfacente di una delle due questioni richiede di prendere in considerazione l’altra.

L’azione per limitare il cambiamento climatico e proteggere la natura deve essere urgente e deve andare di pari passo. La finestra di opportunità si sta chiudendo rapidamente. Ora più che mai, anche vista la guerra in Ucraina, abbiamo bisogno che l’Ue e i nostri governi lavorino con vigore e mostrino una volontà politica senza precedenti per costruire un sistema energetico giusto, resiliente e sostenibile, creando parallelamente un futuro positivo per la natura.

In quanto reti di ONG dedicate all’azione climatica e alla protezione della natura, riconosciamo e sosteniamo pertanto che:

1. Così come le crisi del clima e della biodiversità sono collegate, lo sono anche le soluzioni. Nessuno delle due sarà risolta con successo a meno che entrambe non vengano affrontati insieme;

2. Dobbiamo proteggere e gestire efficacemente almeno il 30% della terra e dei mari d’Europa entro il 2030, con un terzo di quell’area posto sotto stretta protezione. Le specie minacciate devono essere recuperate in uno stato di conservazione favorevole;

3. Dobbiamo limitare l’aumento della temperatura a 1,5° C durante questo secolo per proteggere le persone e la natura dai peggiori impatti dei cambiamenti climatici. Per contribuire a questo obiettivo, l’Ue deve eliminare rapidamente i combustibili fossili e passare a un sistema di energia rinnovabile pienamente efficiente e sostenibile entro il 2040;

4. La protezione della natura è possibile solo se manteniamo e sviluppiamo ulteriormente misure, politiche e obiettivi di regolamentazione solidi. In particolare, abbiamo bisogno di un’ambiziosa legge sul ripristino della natura per rendere il ripristino della natura su larga scala un requisito legale per tutti gli Stati membri. Il ripristino della natura su larga scala migliorerà la resilienza delle società di fronte agli impatti dei cambiamenti climatici come siccità, inondazioni e incendi boschivi e contribuirà a mitigare i cambiamenti climatici rimuovendo il carbonio dall’atmosfera; 5. Per eliminare gradualmente i combustibili fossili abbiamo bisogno di un’azione decisa e concertata per fermare i sussidi che li sostengono, ridurre significativamente la nostra domanda di energia (attraverso misure di efficienza e sufficienza) e aumentare massicciamente lo sviluppo del solare e dell’eolico per garantire un sistema di energia rinnovabile al 100%; il passaggio alle rinnovabili richiederà anche importanti investimenti nelle infrastrutture di rete, nello stoccaggio e nella catena di approvvigionamento sostenibile;

6. Chiediamo ai nostri governi di adottare le misure giuste per ottenere una più rapida diffusione dell’energia solare ed eolica: iniziando col cogliere appieno le opportunità sulla distribuzione del solare fotovoltaico sui tetti e sul migliore utilizzo delle aree dismesse e delle aree a bassa sensibilità;

7. Altrettanto importante, chiediamo approcci più strutturali sulla pianificazione del territorio e sulla mappatura delle aree più idonee a sfruttare appieno il potenziale locale delle fonti di energia rinnovabile, garantendo nel contempo la tutela della biodiversità. La pianificazione territoriale deve essere informata dalla mappatura della sensibilità, che identifichi le aree in cui la diffusione dell’energia rinnovabile ha un impatto negativo sulle comunità di specie e habitat sensibili. Occorre garantire la trasparenza e il coinvolgimento tempestivo delle parti interessate con una stretta cooperazione e dialogo in tutte le fasi del processo;

8. Gli sforzi dei governi per ridurre al minimo l’impatto dei progetti solari ed eolici sulla natura dovrebbero essere accompagnati dall’eliminazione graduale delle pratiche non sostenibili, come le forme distruttive di agricoltura, pesca e silvicoltura. La bioenergia deve offrire risparmi di gas serra significativi e a breve termine rispetto ai combustibili fossili, il che significa che dovrebbero essere incentivati ​​solo gli scarti e i residui a decomposizione rapida senza altri utilizzi;

9. Sia la protezione della natura che la limitazione del cambiamento climatico hanno molti molteplici vantaggi collaterali con un sostanziale valore economico. Questi vantaggi, tuttavia, sono spesso visibili solo a lungo termine e di solito non possono essere monetizzati. Pertanto gli investimenti nello sviluppo del solare e dell’eolico devono essere integrati da investimenti nella protezione della natura;

10. Il nostro impegno per la transizione ecologica deve sempre prendere in considerazione sia la necessità di diventare carbon neutral sia la necessità di essere nature positive. Questa deve essere una luce guida condivisa a tutti i livelli, dai progetti locali alla definizione delle politiche e della legislazione dell’Ue.

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