Domenica, 21 ottobre 2018 - ore 01.38

InCammino : Il cuore prima delle gambe di Fabio Salvoni

Da tempo ormai il gruppo "in cammino" che ha raggiunto i 5 anni di vita, ha generato una comunità di amici inaspettata legata al territorio e all'ambiente, ed è bello oggi poter presentare storie di cammino anche a voi divulgatori di cammini.

| Scritto da Redazione
InCammino : Il cuore prima delle gambe di Fabio Salvoni

InCammino : Il cuore prima delle gambe di Fabio Salvoni

Da tempo ormai il gruppo "in cammino" che ha raggiunto i 5 anni di vita, ha generato una comunità di amici inaspettata legata al territorio e all'ambiente, ed è bello oggi poter presentare storie di cammino anche a voi divulgatori di cammini.

Oggi vi presento un articolo di Fabio Salvoni, compagno di viaggio di molti cammini e protagonista insieme a Giuseppe Carbone e Martino Gaudenzi della strada del cammino degli dei, affrontata alla fine dell'anno scorso.

IL CUORE PRIMA DELLE GAMBE

“Il miglior panorama viene dopo la più dura salita” è un cartello che racchiude un po’ lo spirito della Via degli Dei e che si trova proprio alla fine della ripida e faticosa ascesa che porta alla cima del monte Adone.

Gli inglesi direbbero, a ragione, “no pain no gain”.

Tutto vero.

Chi vi scrive non è un esperto camminatore, anzi, a dirla tutta è un pigro cronico.

Ebbene si, sono tutto fuorché uno sportivo.

E cosa mi spinge a unirmi alle “imprese” che organizzano Leonardo e Giuseppe, conscio di dover abbandonare il mio caldo e comodo divano?

Cercherò in queste poche righe di raccontare il mio, anzi il nostro cammino sulla Via degli Dei, uno stupendo percorso che, attraverso sentieri e boschi che sembrano usciti dalla penna di Tolkien, porta dal centro della bellissima città di Bologna fino al centro dell’altrettanto bella città di Firenze.

Non mi soffermerò su tecnicismi che peraltro non conosco, parto però dicendo che questa camminata richiede un certo impegno fisico.

Le salite ripide, la grande fatica, il sudore che fa bruciare gli occhi, qualche piccola imprecazione, le discese ardite e le risalite di battistiana memoria che si susseguono, quella vocina che timidamente dice “ma chi te l’ha fatto fare?!” quando un dolorino cerca di rovinarti la giornata, sono gli aspetti che si dimenticano subito, una volta arrivati.

Quello che invece rimane è tutt’altro.

Sono le sensazioni, i profumi, l’odore del bosco, l’aria pulita e frizzantina alla quale non si è abituati, i colori autunnali che vedi dal vero, mica dagli screensaver di Windows, e che ti lasciano senza parole.

E vogliamo parlare della gente che si incontra?

In città le persone sono prese dalle loro occupazioni quotidiane, in una corsa frenetica verso mille impegni, e salutare uno sconosciuto che si incrocia per strada non passa per la testa proprio a nessuno.

Lungo questi sentieri, invece, ci si sente accomunati dal fatto di non avere preoccupazioni che non siano quelle di camminare e godersi panorami stupendi, ci si saluta tutti cordialmente, ci si ferma a chiaccherare  oppure si percorre insieme parte del cammino, raccontandosi impressioni ed esperienze, si condividono i momenti più faticosi in silenzio, un silenzio di unione e condivisione, che a tratti sfiora la meditazione, si alternano momenti di chiacchiere e spensieratezza allegorica a momenti in cui ciascuno prende le distanze e si gode qualche istante di contemplazione, accompagnato solo dai suoni della natura e da quelli dei passi.

Sulla Via degli Dei si possono trovare persone come la simpatica coppia di attempati ma pimpanti neozelandesi che ci hanno aperto gli occhi sulle meraviglie tecnologiche dei traduttori on-line, nonché dato modo di sfoggiare il nostro maccheronico inglese condito di gesticolazioni che tanto ci rende simpatici nel mondo.

Capita anche di condividere il cammino con persone che si conoscono ma non si vedono da anni come è successo a Leonardo che ha ritrovato, per un bizzarrissimo e fortuito caso, un suo vecchio amico e compaesano... quale miglior modo per incontrarsi!

La sera, a fine cammino, si conoscono i gestori delle strutture e ci si ferma a parlare.

Io non so se siamo stati fortunati noi oppure un po’ dappertutto sul cammino è così, ma abbiamo conosciuto delle persone davvero squisite e disponibili.

Sarà che sono molto più allenato a mangiare che a camminare, ma un altro dei momenti che più caratterizzano queste escursioni di più giorni è il ritrovarsi a tavola tutti insieme alla fine di una dura giornata di cammino.

Stanchi di una stanchezza bella, positiva, una stanchezza che si apre in un sorriso davanti a un piatto di tagliatelle fumanti, che fa sollevare i calici di vino, che fa rivivere i momenti più intensi della giornata, che accompagna dolcemente a letto e fa chiudere gli occhi con l’impressione di aver fatto qualcosa di stupendo.

Mi spiace aver deluso chi si aspettava descrizioni altimetriche, spiegazioni tecniche sulle difficoltà, dritte su come impostare le tappe, consigli su cosa portare e su come affrontare questo cammino, queste cose le lascio agli esperti, io le gambe “da montagna” allenate non le ho, ma questo cammino lo si può fare anche col cuore.

Grazie a Leonardo, a Giuseppe e a Martino.

Buon cammino a tutti

Fabio Salvoni In Cammino

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