Lunedì, 18 maggio 2026 - ore 19.29

Inceneritore Cremona Malvezzi replica ad Alloni (pd) ed al Comune

In merito alle polemiche nate in rapporto alla promessa elettorale di Galimberti di chiudere l’inceneritore nel 2017 e la decisione assunta invece di fermarlo il 2014 vi sono state diverse prese di posizione e di polemiche. In particolare Carlo Malvezzi (Consigliere Regionale di NCD) risponde al Agostino Alloni

| Scritto da Redazione
Inceneritore Cremona Malvezzi replica ad Alloni (pd) ed al Comune Inceneritore Cremona Malvezzi replica ad Alloni (pd) ed al Comune Inceneritore Cremona Malvezzi replica ad Alloni (pd) ed al Comune Inceneritore Cremona Malvezzi replica ad Alloni (pd) ed al Comune

La dichiarazione di Carlo Malvezzi :«Sono costretto ad intervenire di nuovo sulla vicenda inceneritore di Cremona e Lgh, dovendo chiarire una volta per tutte una serie di cantonate prese dal Comune di Cremona, dalle segreterie del Pd e dal mio collega Alloni. Lo studio regionale — come già lo studio Leap — ha chiarito che la promessa fatta dalla maggioranza che governa Cremona di spegnere l’impianto di termovalorizzazione entro il 2017 è irrealizzabile se non a costi insostenibili perla collettività. Sarebbe doveroso che la stessa maggioranza chiarisse su quali basi scientifiche ha fondato questa promessa, che oggi si rivela per quel che è: una bufala clamorosa. La valutazione delle migliori soluzioni possibili è frutto di un lavoro di analisi approfondito condotto da tecnici esperti e qualificati. Sia lo studio Leap sia il tavolo regionale hanno sancito che le migliori soluzioni non sono quelle desiderate dal Pd. Se ne facciano una ragione e ne prendano atto. Al mio collega faccio notare che la questione non è che piaccia o meno una soluzione piuttosto che un’altra: alla politica spetta il compito di assumere decisioni partendo dalle evidenze tecniche e scientifiche, attuando le soluzioni ritenute migliori. Quando questo non accade si generano disastri. La cessione della maggioranza di LGH ad A2A (gestita da Milano e totalmente subita da Cremona) impedisce agli amministratori cremonesi di dare indirizzi vincolanti sulle scelte future in materia energetica. Sarebbe ora che loro ed i politici della sinistra scendessero dal piedistallo della loro presunzione e facessero un bagno di realtà. Potrebbero cominciare liberando la città dal mare dei rifiuti nel quale l’hanno gettata».

 

 

 

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