Jannik Sinner ed il mignolo ferito del fisioterapista Giacomo Naldi | Franco Rivaroli
Egregio direttore, da ex tennista di buon livello, mi sento di intervenire sul caso Sinner di cui molto si discute in queste ore.
Era davvero ferito il mignolo sinistro del fisioterapista Giacomo Naldi durante il torneo di Indian Wells? La domanda che rimbalza sui siti di tutto il mondo - con tanto di caccia alle foto della tribuna di Indian Wells - è da paranoia doping, ma dà la misura di quale sia l’eco globale dell’ ‘affaire Sinner ’, come l’ha definito l’Equipe.
In rete, all’indomani della notizia della doppia positività con assoluzione per Sinner, circola la foto di Naldi in tribuna il 10 marzo, giorno del primo test, con il dito fasciato: l’immagine che corrobora la tesi difensiva di Sinner, anche se qualcuno a l l’estero, ripreso da Inside The Games, ha notato che negli scatti dei giorni prima e dopo quella fascia non c'era.
In ogni caso, la versione dello spray anti ferita usato da Naldi e trasmesso inconsapevolmente sul corpo di Sinner ha convinto i giudici indipendenti, che si sono tra l’altro avvalsi dei pareri di tre esperti e alti dirigenti di laboratori accreditati Wada.
Fin qui direi c’è poco da dire, se non prendere atto. Restano però in sospeso alcune domande: è possibile che ad un livello così alto si possa incappare in un errore del genere da parte dello staff di Sinner?
Che cosa sarebbe accaduto se i giudici avessero preso una decisione opposta in una materia - il doping - già molto delicata di suo?
E infine con che spirito scenderà in campo Sinner da ora in poi? Sarà la vittima o il colpevole per i colleghi e gli spettatori? Sinceramente le risposte sono molte, mi affido alle parole di un grande come Wilander: «Forse c'è qualcosa da rivedere anche nel modo in cui il mondo del tennis effettua i controlli» .
Franco Rivaroli Cremona



