Venerdì, 20 settembre 2019 - ore 11.30

L'Eco Un ricordo di Attilio Botti, primo sindaco socialista di Cremona

Esattamente settan’anni fa (24 febbraio) improvvisamente moriva, all’età di 65 anni, nella sua casa di Corso Garibaldi, Attilio Botti.

| Scritto da Redazione
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Nonostante avesse incardinato la sua testimonianza pubblica a cavallo dei due secoli e nonostante il Ventennio avesse messo in sospensione, oltre alla democrazia ed alla libertà, anche l’immediatezza del ricordo dei protagonisti dell’epoca prefascista, la figura del primo Sindaco socialista di Cremona non risultava, a meno di un anno della Liberazione, né appannata né tanto meno ridimensionata.

L’Eco del Popolo, stampato e distribuito clandestinamente dal 1943 e tornato legalmente ed ufficialmente già nel luglio del 1945, aveva riassunto, in un’epoca in cui l’informazione era assicurata prevalentemente dalla stampa, il ruolo di confronto e di comunicazione dei maggiori eventi di rilevanza pubblica.

Nell’edizione del 5 gennaio 1946, la testata fondata da Leonida Bissolati e diretta da Emilio Zanoni (che in quel momento era stato chiamato anche alla condirezione del quotidiano di emanazione del Comitato di Liberazione Nazionale Fronte Democratico) veniva pubblicato, a dimostrazione della piena appartenenza alla da poco ripristinata democrazia politica ed alla militanza socialista, un suo articolo  dedicato alla rievocazione della figura di Giuseppe Garibotti. Di cui abbiamo dato ampio conto qualche mese fa in occasione delle celebrazioni di quel precursore del movimento socialista e fondatore della cooperazione e del sindacato.

Solo due mesi appresso il settimanale socialista, nell’edizione n. 43 di sabato 2 marzo a pagina 2 annunciava: “La notizia della morte improvvisa di Attilio Botti, sparsasi domenica sera fra gli intimi e diffusasi l’indomani in tutta la città, venne accolta con doloroso stupore in tutti gli ambienti”.

La sua grande gioia per la riconquistata libertà era stata mitigata dalla scomparsa in Russia di un figlio combattente. I funerali di Botti, civili come egli stesso aveva indicato, furono imponenti. Tutti i partiti democratici di Cremona vi parteciparono; il corteo funebre passò tra due ali di folla commossa e consapevole della perdita che la città aveva subito proprio nel momento in cui si aveva bisogno di uomini onesti ed esperti.

L’estensore dell’articolo (presumibilmente Zanoni) tracciava un breve profilo politico ed esistenziale cui, anche nella presente circostanza, torneremo a riferirci.

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