Mercoledì, 20 novembre 2019 - ore 00.25

L’Europa può gestire l’immigrazione se si occupa dell’Africa di Sergio Ravelli

«Se non ci occupiamo ora e subito dell’Africa e della tremenda situazione in cui vivono le loro popolazioni, piagate da guerra, fame e malattie – ammoniva Pannella - presto sarà l’Africa ad occuparsi di noi».

| Scritto da Redazione
L’Europa può gestire l’immigrazione se si occupa dell’Africa di Sergio  Ravelli

L’Europa può gestire l’immigrazione se si occupa dell’africa di Sergio  Ravelli

Signor direttore, fin dai lontani anni ‘70 il mio riferimento politico è sempre stato il pensiero e l’azione di Marco Pannella. Il leader radicale ha cercato in ogni occasione di affrontare alla radice i fenomeni complessi che investono la nostra società e il mondo intero .In particolare, ricordo la sua lungimirante lotta condotta nei primi anni ‘80, con il sostegno di oltre 100 premi Nobel, per un intervento straordinario in Africa contro lo sterminio per fame nel mondo. «Se non ci occupiamo ora e subito dell’Africa e della tremenda situazione in cui vivono le loro popolazioni, piagate da guerra, fame e malattie – ammoniva Pannella - presto sarà l’Africa ad occuparsi di noi».

 È quello che sta puntualmente accadendo oggi attraverso il fenomeno epocale delle migrazioni umane. A mio parere, è irresponsabile accettare passivamente, anche solo per spirito caritatevole o assistenzialistico, che milioni  di esseri umani siano vittime, spesso in consapevoli, di un mercato clandestino e criminale che si arricchisce sempre di più sulla vita di donne, uomini e bambini. Urge regolamentare e governare il fenomeno, far rientrare nella legalità le migrazioni - dal Paese di partenza a quello d’arrivo - per sconfiggere la clandestinità che sempre produce criminalità. Certo, solo con la democrazia ,lo stato di diritto, politiche efficaci contro fame, sete e guerra sarà possibile contrastare radicalmente tale fenomeno, rimuovendo le cause che lo determinano. Ma nell’immediato cosa si può fare?

 È stata presentata in Parlamento da oltre 4 anni, ma purtroppo da tutti ignorata, una proposta concreta sull’immigrazione elaborata da donne e uomini di origine africana che vivono in Italia da decenni. La proposta ha lo scopo di garantire il rispetto dei

diritti dei migranti e di offrire soluzioni. In estrema sintesi, essa prevede, sul fronte africano: l’elaborazione di un progetto per la sensibilizzazione degli africani irregolari in Italia e di quelli residenti in Africa, in merito ai rischi dei costosissimi e illegali viaggi via deserto e mare (organizzati dagli scafisti), alle difficoltà di una permanenza in Italia in termini di lavoro , assistenza sanitaria, alloggi, tutele di vario genere.

Lo scopo è incentivare i presenti in Europa a fare ritorno nei loro Paesi di origine (con programmi di reinserimento) e disincentivare nuove partenze dall’Africa. Il progetto tende in particolare a dare una corretta informazione preventiva sulle false attrattive d e l l’Europa (e dell’Italia, in particolare), diffuse ad arte da chi ha interesse a lucrare sui viaggi della speranza. Materiali illustrativi da far arrivare e diffondere, attraverso organismi locali, nella società civile (scuole ,media ,luoghi di culto, associazioni) sia nei centri urbani che nei villaggi degli Stati africani, a cominciare da quelli in cui maggiore è il flusso di espatrio.

 Sul fronte dei Paesi di arrivo: uno studio per un piano di revisione dei criteri di concessione dei visti. Per esempio, attribuire un visto turistico (3 mesi) previa esibizione da parte della persona di un biglietto  aereo A/R valido per la stessa durata, in modo che l’interessato, una volta sbarcato e verificate le condizioni ambientali del Paese di destinazione, possa decidere eventualmente di ritornare in tempo nel Paese di provenienza, oltre alla dimostrazione della disponibilità di una somma necessaria per il sostentamento durante il soggiorno. Questo sistema consentirebbe di mettere in sicurezza i viaggi sottraendo risorse e possibilità di operare illegalmente  alle organizzazioni che gestiscono i traffici umani. Una proposta modesta e limitata? Certo, ma sicuramente concreta. E, a mio parere, da sostenere.

 Sergio  Ravelli

Esponente radicale Cremona

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