Le associazioni cremonesi di Legambiente, WWF, Arci, Acli, Filiera Corta Solidale, A tutto compost, AmbienteScienze e Creafuturo rivolgono un appello pubblico ai senatori e deputati eletti nel territorio della provincia di Cremona perchè si attivino urgentemente in Parlamento e presso il Governo perchè l'inceneritore di Cremona venga escluso dalla Rete Integrata Nazionale, prevista dall'articolo 35 della Legge Sblocca Italia, che lo obbligherebbe a ricevere rifiuti provenienti da qualsiasi parte.
Contemporaneamente auspicano che la prevista Conferenza Stato-Regioni trovi soluzioni condivise e non imposte dall'alto al problema dello smaltimento nazionale dei rifiuti, attraverso il concorso e la libera adesione dei territori e delle loro rappresentanze, tenendo conto che l'U.E. non ci obbliga a soluzioni autarchiche e che il volume complesivo dei rifiuti è destinato a diminuire, anche in Italia.
I parlamentari eletti nel nostro territorio, indipendentemente dalle legittime opinioni personali, dalle diverse collocazioni politiche e dai diversi ruoli istituzionali ricoperti, dovrebbero rappresentare nelle Sedi appropriate la volontà esplicita e democraticamente espressa dalle istituzioni locali di non essere costrette ad accogliere rifiuti di provenienza extraregionale, visto che l'inceneritore di San Rocco ha ormai raggiunto il massimo delle sue potenzialità, che si è avviato il percorso della sua dismissione e che, al contrario, il revamping sarebbe costosissimo .
In un Paese democratico le autonomie locali e le loro scelte, se compiute nella legalità, andrebbero sempre rispettate, salvo casi di coscienza.
Responsabilmente l'Amministrazione comunale di Cremona ha fatto presente al Governo il proprio chiaro orientamento e lo ha fatto sapere prima che il Ministero dell'Ambiente decida la lista degli inceneritori da inserire nella Rete Integrata nazionale.
Sarebbe un calcolo miope e poco responsabile puntare sullo scontro tra scelte del Governo e scelte del Comune di Cremona, quando questo scontro è ancora evitabile.
Comprendiamo che calcoli politici diversi possano portare chi è all'opposizione del Governo Renzi a lasciar andare le cose per accentuare il solco tra locale e nazionale.
Mentre chi sostiene il Governo potrebbe illudersi di piegare la volontà e l'autonomia del Comune di Cremona giustificando l'imposizione dall'alto con l' interesse nazionale.
Prevenire lo scenario dello scontro è ancora possibile, magari con un documento congiunto firmato dai parlamentari eletti nel nostro territorio. Rispettare gli orientamenti democraticamente espressi dalle autonomie locali rafforza, non indebolisce, la coesione nazionale. L'interesse nazionale non lo si impone con decisioni centralistiche, lo si afferma con una programmazione condivisa con Regioni e territori per affrontare e risolvere insieme l'emergenza rifiuti.



