L'Oglio Po di fronte al cambiamento climatico: scenari critici per il futuro
Una ricerca condotta da GAL Oglio Po e EURAC evidenzia vulnerabilità preoccupanti che richiedono strategie condivise. Presentazione pubblica l'11 settembre a Calvatone
Calvatone (CR), 5 settembre 2025 - Temperature in costante aumento, precipitazioni sempre più irregolari e un rischio idrogeologico in crescita esponenziale: per la prima volta, l’Oglio Po è al centro di un'analisi scientifica approfondita che delinea con precisione le sfide climatiche dei prossimi decenni, con i risultati che impongono una svolta nelle strategie di sviluppo territoriale.
La ricerca, finanziata da Fondazione Cariplo e condotta dal GAL Oglio Po in collaborazione con EURAC Research, prestigioso centro di ricerca di Bolzano che da decenni si dedica all’impatto del cambiamento climatico, sarà la base per definire la Strategia Clima dell’Oglio Po. I dati che stanno emergendo, sono così significativi da spingere il GAL a condividerli con i portatori di interesse e tutto il territorio. A questo scopo si terrà una presentazione aperta il prossimo giovedì 11 settembre alle ore 21.00 presso la Sala Civica "B. Tosatto" di Calvatone.
L'analisi di rischio climatico è stata condotta secondo la metodologia scientifica dell'IPCC (Intergovernmental Panel on Climate Change), organismo delle Nazioni Unite che definisce gli standard internazionali per lo studio dei cambiamenti climatici. La ricerca prende in considerazione l'interazione di quattro elementi fondamentali: i fattori climatici di base (come l'aumento delle temperature e le variazioni delle precipitazioni), i pericoli che ne derivano (alluvioni, siccità, ondate di calore), l'esposizione del territorio (popolazione, agricoltura, infrastrutture) e la vulnerabilità specifica dell'area. Il risultato è una fotografia precisa dei rischi che il territorio dovrà affrontare nei prossimi decenni.
EURAC prende in considerazione due scenari: uno moderato, che ipotizza che il territorio si attivi e intervenga mitigando l’impatto del climate change, e uno pessimistico che prevede il mantenimento delle attuali tendenze. Entrambi gli scenari evidenziano impatti significativi per l'Oglio Po, con il secondo che presenta conseguenze severe per l’area.
La conformazione pianeggiante, la densa rete idrografica e la forte dipendenza da risorse idriche superficiali che caratterizzano fortemente le nostre zone sono anche elementi critici che aumentano significativamente il rischio idrogeologico, dovuto ad una combinazione di periodi di siccità prolungata alternati a piogge intense che metteranno a dura prova i sistemi di drenaggio esistenti. Situazioni già in parte riscontrate negli ultimi anni e destinate a peggiorare.
Particolarmente critica appare la situazione per il settore agricolo, pilastro dell'economia locale con l'80% della superficie dedicata all'agricoltura e zootecnia, così come l’aumento medio delle temperature e il numero di notti tropicali in crescita colpirà duramente la popolazione sempre più anziana del territorio.
"I risultati di questa ricerca ci impongono di guardare in faccia la realtà", sottolinea il Presidente del GAL Oglio Po Domenico Maschi. "Non possiamo più considerare i cambiamenti climatici come un problema futuro: sono già qui e richiedono risposte immediate e coordinate da parte di tutti gli attori del territorio. La collaborazione con EURAC Research ci fornisce strumenti scientifici di altissimo livello per pianificare il nostro futuro."
Il Direttore Giusy Botti evidenzia l'urgenza della condivisione: "Questi dati non possono rimanere confinati negli studi scientifici. È fondamentale che amministratori, imprenditori agricoli, associazioni e cittadini comprendano la portata delle sfide che ci attendono. Solo attraverso una strategia condivisa potremo trasformare le vulnerabilità in opportunità di resilienza."
La presentazione dell'11 settembre vedrà la partecipazione di un'ampia rappresentanza dei soggetti coinvolti nella definizione della Strategia Clima, tra cui il Parco Regionale dell'Oglio Sud, l'Università Cattolica del Sacro Cuore CREFIS, la Fondazione Banca dell'Acqua, i Consorzi di Bonifica Garda Chiese e del Navarolo, oltre alla Fondazione Istituto Ospedaliero di Sospiro e alla Fondazione Italiana Ambiente.
L'incontro rappresenta un momento cruciale per avviare un percorso di consapevolezza e azione collettiva, trasformando le evidenze scientifiche in strategie concrete di adattamento e resilienza.
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EURAC Research è un centro di ricerca privato fondato nel 1992 con sede a Bolzano, in Alto Adige, che oggi conta circa 700 ricercatori provenienti da oltre 40 paesi e undici istituti specializzati. Riconosciuto come punto di riferimento internazionale per lo studio dei cambiamenti climatici e delle strategie di adattamento territoriale, EURAC collabora con organizzazioni internazionali come le Nazioni Unite (UNEP), l'Agenzia Spaziale Europea (ESA) e le Convenzioni delle Alpi e dei Carpazi. Il centro, che ospita l'unica sede italiana dell'Università delle Nazioni Unite (UNU), applica un approccio multidisciplinare per affrontare le sfide del futuro, sviluppando soluzioni scientifiche che dalle esigenze locali dei territori montani vengono estese a livello internazionale. Tra i suoi successi più significativi, la realizzazione del Piano Clima dell'Alto Adige 2040, che ha portato la provincia autonoma di Bolzano verso la neutralità climatica.
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