Mercoledì, 27 ottobre 2021 - ore 00.27

La Camera approva le modifiche al codice pari opportunità | ISA Maggi

Finalmente dall'Aula della Camera è arrivato il SI alle modifiche al Codice sulle pari opportunità tra uomo e donna in ambito lavorativo

| Scritto da Redazione
La Camera approva le modifiche al codice pari opportunità | ISA Maggi

La Camera approva le modifiche al codice pari opportunità | ISA Maggi

Finalmente dall'Aula della Camera è arrivato il SI alle modifiche al Codice sulle pari opportunità tra uomo e donna in ambito lavorativo, per incentivare la presenza femminile nel mercato del lavoro e ridurre il cosiddetto "gender gap" nelle retribuzioni.

Oggi alla Camera dei Deputati è stato compiuto un ulteriore piccolo ma necessario passo verso la piena parità di genere, cosi plaudono gli Stati generali delle Donne a margine del voto unanime con cui l'Aula di Montecitorio ha approvato il testo unificato di modifiche al Codice delle Pari Opportunità migliorando in alcuni passaggi il “Codice” del 2006.

La norma costituirà un importante stimolo per le aziende pubbliche e private a raggiungere una piena parità tra uomini e donne, contrastando soprattutto le disparità di trattamento economico e rendendo più efficace il monitoraggio pubblico sul rispetto delle pari opportunità. Particolarmente importante è l'estensione della garanzia di almeno il 40% di rappresentanza femminile negli organi amministrativi anche nelle società pubbliche non quotate, come spesso abbiamo auspicato, così come aver legato gli sgravi contributivi ed altri benefici fiscali soltanto alle aziende che davvero incentivino non solo le assunzioni di donne, ma anche la possibilità di avanzamenti di carriera al pari degli uomini.

Non meno importante è aver esteso il concetto di discriminazione sul posto di lavoro anche a quegli aspetti organizzativi che, limitando la partecipazione alle scelte aziendali o ai meccanismi di avanzamento, di fatto penalizzano le donne. Infine, l'introduzione della figura del/della Consigliere nazionale di Parità a cui è affidata la presentazione di una relazione biennale al Parlamento e l'obbligo per le aziende con più di 50 dipendenti di relazionare sulla situazione del personale, aiuteranno a monitorare meglio un processo che nei prossimi anni dovrà assolutamente segnare il raggiungimento di una piena parità tra donne e uomini, nel lavoro e in tutti gli aspetti della vita economica e sociale.

Adesso gli Stati Generali delle donne auspicano una stretta collaborazione di tutti i gruppi parlamentari e del Governo affinché l'iter al Senato sia il più possibile rapido, così da consentire a numerose aziende interessate da queste misure di poter usufruire degli sgravi e delle premialità previste già dall’anno d’imposta 2021.Vengono previsti, tra l'altro, strumenti per favorire la “armonizzazione”dei tempi di vita e dei tempi di lavoro e di un sistema di certificazione della parità di genere.

Vengono poi introdotte, tra le fattispecie che danno luogo a discriminazione indiretta, anche gli atti di natura organizzativa o incidenti sull'orario di lavoro che, modificando l'organizzazione delle condizioni e il tempo del lavoro, mettono o possono mettere i lavoratori/ici in una posizione di particolare svantaggio rispetto a lavoratori dell'altro sesso. Arriva, poi, dal prossimo primo gennaio, la certificazione della parità di genere, che dovrà attestare, tra l'altro, le misure adottate dai datori di lavoro per ridurre il divario di genere in relazione alle opportunità di crescita in azienda, alla parità salariale a parità di mansioni, alle politiche di gestione delle differenze di genere e alla tutela della maternità. Certificazione accompagnata da un conseguente meccanismo di premialità consistente in uno sgravio contributivo fino a 50mila euro all'anno per ciascuna azienda.

Isa Maggi,  Stati Generali delle Donne

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