Martedì, 06 dicembre 2022 - ore 15.57

La ripresa del trasporto pubblico locale passa dagli autobus elettrici

Già oggi i costi totali per questi mezzi innovativi sono più bassi rispetto ai bus diesel, ma restano da colmare le lacune dell’infrastruttura di ricarica

| Scritto da Redazione
La ripresa del trasporto pubblico locale passa dagli autobus elettrici

Investire nel trasporto pubblico locale al 100% elettrico, con la massiccia introduzione di nuovi bus a batteria (Beb), rappresenta una scelta non solo ecologica ma anche di convenienza economica. A mostrarlo è il vademecum Autobus elettrici per il Tpl, presentato da Motus-e insieme ad Asstra e Anav, che punta a diventare un valido strumento per supportare Regioni, enti locali e aziende di trasporto pubblico nella transizione ecologica del comparto. Che riparte adesso da un anno nerissimo, quello della pandemia.

In Italia il sistema delle aziende di trasporto pubblico locale e regionale impiega oltre 124.000 addetti, offre oltre 2 miliardi di chilometri vettura annui, trasporta 5,4 miliardi di passeggeri l’anno e produce un fatturato di circa 12 miliardi di euro. L’avvento della crisi sanitaria del Covid-19 ha però creato profondi squilibri tra la domanda e l’offerta di trasporto pubblico, tanto che si prevede che le minori entrate per vendita titoli di viaggio, per il 2020, saranno complessivamente circa 1,66 mld di euro.

Le possibilità di una ripartenza sostenibile affondano le radici nei mutamenti positivi inanellati dal comparto negli ultimi anni: il mercato degli autobus elettrici a batteria ha registrato una crescita significativa negli ultimi anni facendone ormai un alternativa interessante agli autobus diesel. Anche sotto il profilo dei costi economici.

La batteria, che rappresenta in alcuni casi il 50% del valore dell’intero veicolo – sottolinea il vademecum – ha progressivamente ridotto il suo prezzo per kWh di capacità, permettendo agli OEM di ridurre il prezzo dei mezzi oppure di fornire capacità accumulative più elevate (e quindi maggiori autonomie del mezzo) a parità di prezzo. Il Total Cost of Ownership (TCO) dei bus elettrici, per via della ridotta manutenzione necessaria e del più basso costo dell’elettricità rispetto al gasolio, è inferiore al TCO dei bus diesel (come vedremo più avanti). Tuttavia, i BEB richiedono una nuova infrastruttura di ricarica, e ciò contribuisce a tenere alti i costi di capitale iniziali da affrontare, la più grande barriera alla loro diffusione.

«Il vademecum – osserva nel merito Andrea Gibelli, presidente Asstra – è uno strumento di lavoro che dimostra la grande occasione che si presenta al paese. in questo contesto, visto che c’è una grandissima sensibilità pubblica al tema della sostenibilità, che orienta anche le scelte politiche, servirà ridisegnare le nostre città: abbiamo bisogno di una transizione energetica come quella indicata dal Pnrr, e uno strumento tecnico come quello presentato oggi è un valido elemento di analisi per aziende e operatori, per avere indicatori per ridisegnare proprio modello industriale».

Partendo da una panoramica del attuale panorama degli autobus elettrici e dei benefici della mobilità elettrica, il vademecum illustra le tecnologie disponibili per la propulsione elettrica, dalle tipologie di batterie alle infrastrutture di ricarica dedicate (come il pantografo o la ricarica in deposito). Sono illustrati inoltre i futuri scenari sui prezzi dei pacchi batterie ed i costi delle strategie di ricarica nella gestione delle flotte. Sono analizzati poi i vantaggi della mobilità elettrica sull’ambiente rispetto ai veicoli endotermici e con i mezzi alimentati a idrogeno e a gas. Infine, sono illustrate le linee guida per la manutenzione di veicoli elettrici, e il quadro normativo e alcuni key studies a livello europeo.

«La pubblica amministrazione deve dare il buon esempio per la mobilità a zero emissioni – conclude il presidente Motus-e, Francesco Venturini – Una delle prime cose, la più visibile per l’utente comune in città, è l’elettrificazione del trasporto pubblico: una necessità per rendere le nostre città più vivibili, ma anche un esempio per spiegare ai nostri concittadini che si sta andando verso un mondo diverso, che la transizione energetica sta effettivamente accadendo».

Tanto più che il passaggio alla mobilità elettrica è già oggi da considerarsi competitivo rispetto alla mobilità caratterizzata da motori endotermici, specie se si considerano anche le esternalità causate dai combustibili fossili.

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