Martedì, 28 settembre 2021 - ore 08.26

La scomparsa e il declino della biodiversità danneggiano tutta l’umanità

Necessaria un'azione coraggiosa per porre fine alla crisi della biodiversità, per salvare l’economia e la salute umana

| Scritto da Redazione
La scomparsa e il declino della biodiversità danneggiano tutta l’umanità

Il segmento politico di alto livello, presieduto del presidente della Colombia Iván Duque Márquez, ha tenuto ieri meeting virtuale incontro politico di alto livello in formato virtuale durante la  Third Session of the Open-Ended Working Group on the Post-2020 Global Biodiversity Framework (WG2020-3), che si concluderà il 3 settembre, per «aumentare lo slancio politico attorno al processo che definirà i nuovi obiettivi e traguardi globali sulla biodiversità per i prossimi decenni. Al meeting di alto livello hanno partecipazione i leader di coalizioni fondamentali per la mobilitazione di azioni e sostegno per la protezione e dell’uso sostenibile della biodiversità, tra cui la High Ambition Coalition, la Global Ocean Alliance e il Leader’s Pledge for Nature, ministri, banche multilaterali, leader di organizzazioni delle donne, dei giovani e delle popolazioni indigene.

I leader dei diversi Paesi erano invitati a rendere noti gli impegni e le iniziative per promuovere l’adozione e l’attuazione del post-2020 global biodiversity framework  che sarà adottato alla 15esima Conferenza delle parti della Convention on bioological diversity (COP15 CBD) che si terrà a Kunming, in Cina, il prossimo anno.

Nel suo discorso di apertura, la segretaria esecutiva della CBD,  Elizabeth Maruma Mrema ha evidenziato che «Innanzitutto, la biodiversità è al centro dei maggiori problemi che il mondo deve affrontare. La perdita e il declino della biodiversità hanno un impatto su tutti noi. La nostra salute, il benessere, lo sviluppo e la resilienza dipendono in modo significativo dalla biodiversità. Più adottiamo un approccio sistemico, più possiamo visualizzare come la biodiversità sia indissolubilmente legata ai piani di recupero post-Covid-19, alla prevenzione della salute e delle malattie, alla sicurezza alimentare, all’uguaglianza, all’azione per il clima e a tante altre questioni critiche per lo sviluppo umano sostenibile. Le nostre economie sono integrate nei sistemi naturali e dipendono notevolmente dal flusso di beni e servizi ecosistemici, come cibo, altre materie prime, impollinazione, filtrazione dell’acqua e regolazione del clima. Anche le nostre società sono legate alla natura. Centinaia di milioni di persone si affidano alla natura per l’aria che respiriamo, il cibo che mangiamo, le medicine di cui abbiamo bisogno, i lavori per il nostro benessere o sopravvivenza, e la valutano come un importante patrimonio culturale e non come una risorsa gratuita per tutti da saccheggiare».

Di fronte a un milione di specie a rischio estinzione, nel suo intervento il segretario generale dell’Onu António Guterres ha chiesto «Una maggiore leadership e volontà politica per porre fine alla crisi della biodiversità» e ha sottolineato «La necessità di impegno, ambizione e credibilità. Il futuro dell’umanità dipende dai nostri sforzi collettivi. Lavoriamo insieme per sostenere tutta la vita sulla Terra in modo che le persone e la natura possano trarne beneficio».

Guterres ha ricordato che «Ci stiamo incontrando in un momento critico poiché la biodiversità sta crollando – e noi siamo i perdenti. Mentre persone e bestiame invadono ulteriormente gli habitat selvaggi, corriamo il rischio di scatenare nuove terrificanti pandemie».

Riferendosi alla COP15 CBD  il capo dell’Onu ha sottolineato che «Il mondo conta su un nuovo ambizioso accordo che trasformerà il rapporto dell’umanità con la natura e che rifletta pienamente il valore della biodiversità e degli ecosistemi sani, anche per l’economia globale. Il nuovo piano deve supportare gli ecosistemi che aiutano l’umanità ad adattarsi e costruire la resilienza ai cambiamenti climatici.

Dare potere alle popolazioni indigene». Poi ha nuovamente esortato i governi a «Spostare i sussidi perversi che distruggono i suoli sani, inquinano la nostra acqua e svuotano gli oceani di pesci a quelli che incentivano le azioni per sostenere la natura. Devono inoltre istituire aree di conservazione più ampie e meglio gestite per salvaguardare le specie, gli ecosistemi funzionanti e gli stock di carbonio per le generazioni attuali e future. E dobbiamo salvaguardare e potenziare la leadership delle popolazioni indigene e delle comunità locali le cui terre racchiudono gran parte della biodiversità rimanente del mondo. Soprattutto, il mondo ha bisogno di impegno, ambizione e credibilità. Tutti devono agire nella consapevolezza che proteggere la natura creerà un mondo più giusto, più sano e più sostenibile. Sono ottimista che questo possa accadere, soprattutto quando vedo la consapevolezza e l’impegno dei giovani del mondo. E plaudo agli impegni già presi». Ma Guterres ha concluso ricordando che «Tuttavia, solo un’azione coraggiosa sul terreno porrà fine alla crisi della biodiversità».

Secondo il rapporto “Biodiversity: Finance and the Economic and Business Case for Action”, pubblicato dall’Ocse nel 2019, a livello globale, i servizi della natura valgono circa 125-140 trilioni di dollari all’anno, cioè  più di 2  – 1,5 volte l’ammontare del prodotto interno lordo mondiale, e più della metà del prodotto interno lordo totale del mondo (44 trilioni di dollari), riguarda attività che dipendono moderatamente o fortemente dalla natura. Per questo la Mrema ha sottolineato che «Gli attori dei settori economici, in particolare il businesses  e la finanza, avranno quindi un ruolo centrale da svolgere nel spostare il loro modello di business, le operazioni e le pratiche da nature-negative a nature-positive. Identificare e divulgare le loro dipendenze e impatti sulla natura, nonché i rischi associati, è un passo fondamentale per raggiungere questo obiettivo».

E la segretaria esecutiva della CBD ha ricordato nuovamente che «Anche le connessioni tra il benessere umano e la salute dei nostri ecosistemi sono estese. L’attuale pandemia di Covid-19 fornisce prove dei rischi di invasione dell’habitat con conseguente malattie zoonotiche che possono sopraffare le nostre società. Le economie nazionali si sono chiuse e i sistemi sanitari si sono du ovuti ampliare eccessivamente a causa del Covid-19 che ha annullato anni di progressi sugli obiettivi di sviluppo sostenibile. È chiaro che dobbiamo proteggere l’erosione della biodiversità per proteggere noi stessi».

Per la Mrema, «Mettere la biodiversità sulla strada del recupero è la sfida decisiva del nostro tempo. Ci troviamo in un momento decisivo che richiede cambiamenti trasformativi. Per raggiungere la 2050 Vision di vivere in armonia con la natura, dobbiamo guardare a una leadership globale e nazionale per un cambiamento integrato, ambizioso e trasformativo che assicuri un percorso futuro nel quale la conservazione della biodiversità e lo sviluppo sostenibile siano indivisibili. La scienza ci mostra che i cambiamenti necessari per la transizione verso un futuro sostenibile ed equo, ma, per cogliere questa opportunità, abbiamo bisogno di una forte volontà politica. Dobbiamo rendere la biodiversità un interesse a lungo termine per tutti. Anche le prospettive e i benefici a lungo termine per le persone, il pianeta e la nostra prosperità devono essere comunicati e compresi con forza».

Il quinto Global Biodiversity Outlook ha delineato le 8 principali transizioni necessarie per rallentare e poi  arrestare il declino accelerato della natura e portare le nostre società a una coesistenza più sostenibile con la natura: Terra e foreste; Acqua dolce sostenibile; Pesca e oceani sostenibili; Agricoltura sostenibile; Sistemi alimentari sostenibili; Città e infrastrutture; Azione per il clima sostenibile; Approccio One Health che include la biodiversità, per occuparsi della salute delle persone, degli animali selvatici e domestici e dell’ambiente in generale.

Per la leader della CBD, «La biodiversità deve essere valutata nel processo decisionale, a tutti i livelli, e considerata come una priorità di sostenibilità a lungo termine. Questo è di fondamentale importanza se vogliamo migliorare la nostra responsabilità collettiva, pubblica e privata, di utilizzare in modo efficiente e fornire accesso ai beni e ai servizi forniti dalla biodiversità. Allo stesso tempo, la biodiversità deve potersi rigenerare in modo che tali beni e servizi possano essere sostenuti o valorizzati nel tempo. L’adozione di un ambizioso post-2020 global biodiversity framework  darà una direzione decisiva alla nostra road map collettiva per l’azione. Si tratta di un’opportunità epocale per stabilire il più alto livello di ambizione politica per ridurre e invertire la perdita di biodiversità e per salvaguardare i suoi inestimabili contributi alle persone e al pianeta, garantendo che i benefici siano condivisi in modo equo ed equo e che le risorse e gli strumenti necessari siano mobilitati per raggiungere la nostra 2050 Vision».

La Mrema ha concluso: «Il viaggio verso Kunming continua ad evolversi. La vostra guida per il post-2020 global biodiversity framework avrà impatti profondi per il prossimo secolo e oltre. Sebbene il lavoro sul post-2020 framework sia in corso, sono profondamente incoraggiato dalla determinazione incrollabile a lottare per un quadro che metta in primo piano il valore e i benefici della natura in tutte le aree e i settori dell’economia e della società. Il successo dell’attuazione del post-2020 framework richiederà la mobilitazione di partnership, reindirizzando o riutilizzando le risorse in tutti i settori per co-creare modelli di cambiamento che si allontanino dai consumi e dalle produzioni insostenibili e autorizzino le transizioni necessarie per consentire reali cambiamento sul erreno. Sfruttiamo ogni opportunità per essere audaci e ambiziosi nei nostri approcci, creare partnership di grande impatto e mobilitare tutti gli attori per incorporare il valore della biodiversità nelle attività pubbliche e private, in modo che, insieme, possiamo costruire un futuro migliore per tutti».

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