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Le donne sono state colpite in modo sproporzionato dalla crisi | Cisl Asse del PD CR-MN

La pandemia da Covid-19 ha evidenziato le carenze esistenti nei sistemi sanitari e assistenziali, rivelando un aumento delle disuguaglianze

| Scritto da Redazione
Le donne sono state colpite in modo sproporzionato dalla crisi | Cisl Asse del PD CR-MN

Le donne, nelle diverse forme di occupazione sono state colpite in modo sproporzionato dalla crisi

 A livello mondiale nei confronti di governi e istituzioni alle prese con politiche di sostegno e ripresa per uscire dalla crisi provocata dalla pandemia, sanitaria in primis, economica e sociale poi, sta emergendo con sempre più chiara evidenza il tema d e l l’uguaglianza di genere.

  Il sindacato internazionale ha posto la necessità di un nuovo contratto sociale che abbia tra i suoi aspetti fondamentali l’obiettivo dell’uguaglianza di genere.

La pandemia da Covid-19 ha evidenziato le carenze esistenti nei sistemi sanitari e assistenziali, rivelando un aumento delle disuguaglianze di sociali e di genere.

 Le donne, nelle diverse forme di occupazione sono state colpite in modo sproporzionato dalla crisi, anche in termini di incremento della violenza e delle discriminazioni, comprese quelle di classe, etniche, razziali e dello status migratorio.

 In questo quadro, desta ulteriore preoccupazione l’u s cit a della Turchia dalla Convenzione di Istanbul per le sue potenziali conseguenze, sia sulle condizioni delle donne e ragazze turche, nonché per l’effetto domino che potrebbe avere su altri paesi. Per il mondo del lavoro e della rappresentanza sociale costruire la resilienza vuol dire integrare lavoro dignitoso, parità di genere, protezione sociale, equità e giustizia, valori che dovranno necessariamente permeare le politiche pubbliche e società dei vari Paesi se si vuole uscire davvero dal tunnel sociale e umano della pandemia.

 L’Agenda Onu 2030, oltre ad affrontare gli obiettivi di sviluppo sostenibile per la crescita e lo sviluppo del pianeta, può costituire terreno fertile per il raggiungimento della giustizia sociale e dell’uguaglianza. Per questo sindacati e organizzazioni non governative hanno condiviso e apprezzato i lavori della Commissione delle Nazioni Unite sullo Status delle donne (Commission on the Status of Women–CSW), riguardo l’approvazione di precise raccomandazioni a governi e organismi sociali sulla promozione dei diritti delle donne, una dichiarazione con alcune priorità per andare più decisamente nella direzione della parità di genere.

 I temi centrali che la CSW ha affrontato in questa sessione hanno riguardato in particolare la piena ed effettiva partecipazione delle donne al processo decisionale nella vita pubblica, così come l’eliminazione della violenza, l’empowerment e il legame con lo sviluppo sostenibile.

 Disuguaglianza e stereotipi di genere, disomogeneità alla partecipazione al mercato del lavoro, disparità nell’istruzione e nella formazione, differenze nell’accesso alla tecnologia e alla digitalizzazione restano le cause principali della disuguaglianza e delle divisioni sociali. Inoltre, l’Agenda 2030 attraverso azioni e provvedimenti concreti permette tra le altre cose: la ratifica universale della Convenzione OIL 190 e la sua effettiva attuazione, per un mondo del lavoro libero dalla violenza e dalle molestie di genere; la ratifica e l’attuazione delle altre convenzioni OIL che affrontano gli ostacoli strutturali alla partecipazione delle donne alla forza lavoro, quali: uguale salario per lavori di pari valore in tutti i settori; il rispetto dei diritti umani fondamentali, compresa la libertà di associazione e il diritto alla contrattazione collettiva; le garanzie di salute e sicurezza sul lavoro; le misure per migliorare l’accesso delle donne all'istruzione e alla formazione professionale di qualità, soprattutto nei settori in cui vi è segregazione lavorativa di genere; l’adozione di leggi e politiche che facilitino la conciliazione tra lavoro e vita privata, nonché sistemi di protezione sociale, tra cui maternità retribuita, paternità, schemi di congedo parentale.

 Insomma, realizzare una «nuova normalità» fondata sul principio di pari opportunità ad ogni livello. Per l’Italia, sarà importante, stante le indicazioni del Governo che ha colto la problematicità di genere, il raggiungimento della parità di condizioni tra generi a partire da un riequilibrio del gap salariale e da un sistema di welfare in grado di superare la scelta, spesso obbligata, tra famiglia e lavoro.

DINO PERBONI Segretario Generale Cisl Asse del Po

PATRIZIA RANCATI Segretario Cisl Asse del Po

10 aprile 2021

 

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