Venerdì, 18 giugno 2021 - ore 21.07

Le mani nelle nostre tasche di C.Fontana

| Scritto da Redazione
Le mani nelle nostre tasche di C.Fontana

Le mani nelle nostre tasche di C.Fontana
SE NON ORA, QUANDO?  13 febbraio: giornata di mobilitazione in tutte le piazze d’Italia.
Si sta estendendo a macchia d’olio la lista delle piazze in cui si svolgerà la mobilitazione di domenica 13 febbraio. Fino ad oggi sono già più di cento le città d’Italia e l’elenco si allarga di ora in ora.
Un movimento trasversale, corale, di chi vuole prendere parola pubblica per reclamare DIGNITA’ e per dire BASTA al degrado morale, politico, istituzionale e culturale in cui sta cadendo il nostro Paese.
E’ tempo di esserci, tutte e tutti. E’ tempo di uscire tutti insieme dalle nostre case e mostrare la nostra faccia! SE NON ORA, QUANDO? SE NON IO, CHI?
 
Ecco gli appuntamenti nel nostro territorio:
CREMA: piazza Duomo – ore 15.30-18.30
CREMONA: Giardini pubblici di piazza Roma – ore 15.00-18.30
“Noi chiediamo a tutte le donne, senza alcuna distinzione, di difendere il valore della loro, della nostra dignità e diciamo agli uomini: se non ora, quando? E’ il tempo di dimostrare amicizia verso le donne”.
 
 
LE MANI NELLE TASCHE: ECCO LE SCELTE DI LEGA E PDL
 
FEDERALISMO MUNICIPALE
MENO SOLDI PER I COMUNI E PIU’ TASSE PER TUTTI
Ben misero, ben pasticciato e, soprattutto, ben salato per i cittadini il cosiddetto “federalismo municipale” uscito maldestramente dal Governo di Lega e Pdl.
Quella che doveva essere una delle più grandi e condivise riforme dello Stato volta ad introdurre e concretizzare finalmente nel nostro Paese i concetti di responsabilità, efficienza e trasparenza, di controllo della spesa e dei processi decisionali pubblici, di riduzione degli sprechi, di rapporto diretto tra amministratore ed amministrato nella gestione delle risorse e, insieme, di rendere esigibili su tutto il territorio nazionale i diritti costituzionali di cittadinanza, si è ridotta ad essere un misto di norme confuse, che contraddicono apertamente i principi dai quali essa veniva ispirata.
Abbiamo, come PD, dato un contributo importante e serio nella discussione sulla legge delega sul federalismo dello scorso anno, riuscendo a spostare nettamente l’asse secessionista da cui partiva il pensiero leghista verso quella concezione di federalismo responsabile e solidale che rappresenta uno dei capisaldi della nostra storia e che con la modifica costituzionale voluta dal centrosinistra abbiamo introdotto nel Paese.
Ma sul primo vero decreto attuativo, quello appunto relativo al “federalismo municipale”, ecco che Lega e Pdl sono scivolate su una serie di errori, privilegiando demagogia, propaganda e mercato dei voti e toppando così un appuntamento fondamentale per ridisegnare il rapporto tra livello locale e livello statale. Altro che riforma epocale!
Ne è così uscito un testo che nulla ha a che fare con il decentramento delle risorse, visto che non fornisce risorse certe ai Comuni, mette in dubbio il principio del pieno finanziamento delle funzioni fondamentali e, soprattutto, conferma il pesantissimo e insostenibile taglio dei trasferimenti deciso con la Finanziaria dello scorso anno. Del resto, sarà proprio questo Governo di Lega e Pdl ad essere ricordato come uno dei Governi più centralisti della storia repubblicana.
Un testo che nulla ha a che fare con la responsabilizzazione nella gestione della spesa pubblica da parte degli amministratori locali nei confronti dei propri cittadini, considerato che la principale imposta comunale che si introduce (l’IMU) graverebbe prevalentemente sui soggetti non residenti.
Ma, soprattutto, Lega e Pdl hanno voluto approvare con questo testo un salasso per i cittadini: sblocco delle addizionali Irpef, introduzione delle tasse di scopo, dell’imposta di soggiorno e di una vera e propria patrimoniale per artigiani e commercianti (nascosta, ma pur sempre di patrimoniale si tratta!).
Attenzione: della tanto auspicata ed utile riforma fiscale non vi è traccia alcuna tra i provvedimenti del Governo, per cui queste sono tasse che si aggiungono sommandosi a quelle già esistenti ed è per questo motivo che sono per noi inaccettabili.
In pratica, senza entrare nei tecnicismi, il “federalismo municipale” si tradurrà in un aumento della tassazione per i cittadini. E su un tema come questo, sulle conseguenze che esso rischia di introdurre al sistema Paese, sulle ricadute che esso implica per Comuni e cittadini, sul fallimento di una riforma che aveva ben altri intendimenti ed obiettivi, è penoso rivedere le immagini di una giornata in cui il decreto viene bocciato dalla Commissione bicamerale, viene illegittimamente riapprovato in un Consiglio dei ministri con un arrogante strappo alle regole mai visto, per venire subito poi dichiarato “irricevibile” e “scorretto” dal Presidente della Repubblica.
Nel mentre, in quelle stesse ore, 315 deputati di Lega e Pdl senza alcun pudore né vergogna applaudono soddisfatti il loro voto contrario alle richieste dei Pm che indagano sul caso Ruby, coprendosi di ridicolo agli occhi di tutto il mondo per la motivazione sostenuta e dando purtroppo ancora prova di un spettacolo umiliante, avvilente e indecoroso che ferisce profondamente la dignità di un Paese intero.
 
Ma, sempre a proposito delle “mani nelle tasche”, vediamo anche altre questioni, di cui poco si parla e si conosce, e che confermano invece come la politica del Governo di centrodestra, in ogni scelta, giorno dopo giorno, stia impoverendo il reddito delle famiglie.

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