Domenica, 22 maggio 2022 - ore 03.28

LEGA AL FIANCO DELL'AGROALIMENTARE, NO A POSIZIONI IDEOLOGICHE SU GABBIE

LEGA AL FIANCO DELL'AGROALIMENTARE, NO A POSIZIONI IDEOLOGICHE SU GABBIE

| Scritto da Redazione
 LEGA AL FIANCO DELL'AGROALIMENTARE, NO A POSIZIONI IDEOLOGICHE SU GABBIE

Preso atto della lettera che il Presidente della Libera Associazione

Agricoltori Cremonesi Riccardo Crotti ha indirizzato al Sindaco

Galimberti, il Gruppo Lega in Consiglio Comunale unitamente alla

Segreteria cittadina, ribadisce il proprio sostegno al comparto

dell'agroalimentare del territorio, coerentemente con l'intervento del

Consigliere Simona Sommi, in sede di discussione della mozione della

maggioranza in Consiglio Comunale, durante la quale è stato espresso il

voto contrario della Lega.



La stessa Sommi dichiara quanto segue: «Il Parlamento europeo ha

approvato una risoluzione che chiede alla Commissione europea di

avviare

un processo di transizione negli allevamenti europei, con l'obiettivo

di

eliminare gradualmente l'uso delle gabbie, valutando la possibilità di

completare tale transizione entro il 2027. Non c’è comunque una

demonizzazione delle gabbie, poiché nella stessa risoluzione il

Parlamento europeo invita a riconoscere che “in taluni casi, una

qualche forma di gabbia per la stabulazione comporta maggiori benefici

piuttosto che effetti negativi in termini di benessere dell'animale

interessato; che in ogni caso le gabbie devono essere proporzionate

alle

dimensioni dell'animale allevato e all'obiettivo da perseguire”.



L’obiettivo di migliorare il benessere animale per garantire un buon

stato di salute degli animali, è condivisibile, ma è necessario però

valutare come gli allevamenti all’aperto, a certe condizioni e per

alcune specie animali, rischiano di essere più pericolosi rispetto ad

alcune gabbie cosiddette “benessere” utilizzate nel nostro Paese che

garantiscono buone condizioni di allevamento. Cosa diversa sono le

gabbie adottate in altri Paesi anche della stessa Unione europea, per

non parlare dei Paesi terzi, dove spesso si trovano vecchie strutture

nelle quali gli animali vivono in pericolosa costrizione. Gli

allevatori

italiani devono infatti fronteggiare la concorrenza di prodotti che

arrivano da allevamenti che utilizzano gabbie di vecchia generazione,

un

tema messo in luce anche dallo stesso Parlamento europeo che ha

invitato

“la Commissione a rivalutare gli accordi commerciali con i paesi terzi

per garantire che rispettino le stesse norme in materia di benessere

degli animali e di qualità dei prodotti”.



L’Europarlamento ha chiesto per questo alla Commissione di

“sostenere gli agricoltori nei loro sforzi per migliorare il benessere

degli animali, in particolare nel contesto del Green Deal europeo, dei

piani strategici della Pac e della strategia "Dal produttore al

consumatore", al fine di evitare una perdita di competitività e una

conseguente delocalizzazione della produzione dell'Ue verso Paesi terzi

con obiettivi meno ambiziosi in termini di benessere degli animali”.

Insomma il rischio è che si arrivi al paradosso di favorire

l’acquisto e quindi il consumo di produzioni alimentari realizzate in

Paesi dove non vengono adottati quei rigidi criteri in termini di

benessere e di nutrizione sana e garantita che caratterizzano invece le

produzioni italiane.



Le gabbie saranno comunque necessarie per ospitare gli animali nel caso

di alcune produzioni, ove si possono manifestare problemi di gerarchia

e

aggressività fra gli animali allevati in gruppo. Si parla infatti di

gabbie di nuova concezione, che dovranno consentire agli animali di

appartarsi, di riposare e di fare attività motoria (gabbie arricchite).

Per esempio, già oggi gli allevamenti cunicoli faticano a far quadrare

i conti, spesso in rosso durante le ricorrenti crisi di mercato. Una

visione ideologica sul tema delle gabbie rischia di precipitare il

comparto cunicolo lombardo e italiano in una crisi senza ritorno. La

richiesta di sostituire le gabbie attualmente in essere con sistemi di

allevamenti a parchetto è sintomo di una visione animalista che

metterà i nostri allevatori fuori dal mercato. Un discorso simile

riguarda il settore suinicolo.  Non avere le gabbie in sala parto

comporterà una perdita dal 7 al 10 per cento dei suinetti.  Quello che

non va bene quindi è l’abolizione delle gabbie, punto e a capo.

Velatamente, si insinua il dubbio che la nostra filiera agroalimentare

si caratterizzi per utilizzare metodi e strumenti lesivi del benessere

animale, quando conosciamo molto bene il valore di assoluta eccellenza

della stessa, motore e vanto per il nostro territorio. Per questo la

Lega si è espressa con voto contrario su questa mozione sostenuta dalla

maggioranza (Sindaco compreso) in Consiglio Comunale.  In premessa al

dispositivo della mozione, viene citata tra l’altro la raccolta firme

End the Cage Age (ICE).  Sono state raccolte 1 milione e 400 mila firme

che chiedono l’eliminazione delle gabbie dagli allevamenti intensivi,

pari al solo 0,31% della popolazione europea. Il benessere animale sta

a

cuore alla Lega, così come i temi collegati alla sostenibilità

economica delle nostre filiere agroalimentari, che caratterizzano il

territorio cremonese e lombardo e che rischiano di subire un

contraccolpo inaccettabile senza un opportuno accompagnamento e

sostegno

economico».

 

 

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