È molto interessante l’affermazione di Franco Mazzini, Amministratore Delegato di LGH, nell’intervista apparsa ieri sul quotidiano La Provincia: «LGH non appartiene al centrosinistra o al centrodestra. Appartiene ed è patrimonio della comunità locale». Oggi Mazzini specifica che oltre alla vendita di mezza LGH ad A2A c’erano due sole possibilità: i fondi di investimento o la Borsa. Ciò che va notato è che tutte e tre queste “opzioni” guardano solo al mercato finanziario come fonte di credito e come ambito di movimento per LGH. Peccato che LGH sia una “scatola” costituita da società pubbliche interamente partecipate dai comuni proprietari e che proprio grazie a questa sua qualità abbia svolto finora con le sue aziende di gestione, in affidamento diretto, importanti servizi pubblici a favore dei cittadini.
Il mantra di questi giorni è che «non ci sono alternative». Non è vero. Non è mai stata presa in considerazione e approfondita una quarta e ben più naturale via, quella della partecipazione diretta da parte dei comuni alla multiutility LGH, proposta fatta più volte in maggioranza a Cremona dalla lista Sinistra per Cremona - Energia Civile, di cui Rifondazione Comunista fa parte. Dico «via naturale» perché sarebbe l’unica delle quattro a rispettare appieno lo scopo con cui LGH è nata nove anni fa; l’unica a rispettare gli accordi su cui si è costituita questa maggioranza e il programma del Sindaco Galimberti; l’unica che attua concretamente il passo della delibera del 30 marzo 2015 in cui il consiglio comunale ha deciso (a chiare lettere) di procedere in direzione di un aumento del controllo da parte degli enti locali su LGH. È evidente che la cessione della maggioranza di LGH, al contrario, allontana gli enti locali da un controllo più diretto nella società e che il loro peso nelle scelte industriali calerà ulteriormente.
Mi fa piacere leggere sulla stampa locale che anche i sindacati qualche dubbio in proposito ce l’abbiano, ma temo che i criteri con cui saranno fatti gli investimenti risponderanno più al profitto aziendale della nuova LGH (quella controllata da A2A) che ai diritti dei cittadini-utenti e dei lavoratori. Una premessa infatti grava sulle scelte del famoso piano industriale “condiviso” (tanto sbandierato per farci credere che questa operazione sia una partnership e non una semplice vendita di LGH), eccola: «Per lo sviluppo dei Piani Industriali, fatto salvo il raggiungimento di obiettivi economici finanziari in termini di aumento della redditività e dei dividendi e di riduzione del debito, sono ripresi e confermati i principi alla base della partnership riferiti ai razionali strategici e industriali» (slide di A2A). La filosofia che sta sotto a questi tecnicismi è chiara: si facciano scelte, magari anche condivise, basta che garantiscano il guadagno. L’economia e la finanza quindi saranno messe prima della salute dei cittadini, prima dei diritti dei lavoratori, prima dell’ambiente.
Chiediamoci: siamo convinti che LGH dopo il 21 dicembre sarà ancora patrimonio dei cittadini, che le nostre società partecipate saranno strumento per far crescere la democrazia locale e saranno garanzia per i servizi essenziali ai cittadini?
Francesca Berardi (Rifondazione Comunista Cremona)
LGH-A2A, Rifondazione Comunista Cremona: ‘Venga prima la salute dei cittadini’
Trasmettiamo in forma integrale il comunicato di Francesca Berardi (per la segreteria PRC Cremona)

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