Martedì, 02 giugno 2026 - ore 23.09

Libera Unione Pensionati Italiani: ‘Ma di Visco e Vargas cosa ce ne facciamo?’

Sergio Denti: «Chi ci rimette sono sempre i risparmiatori!»

| Scritto da Redazione
Libera Unione Pensionati Italiani: ‘Ma di Visco e Vargas cosa ce ne facciamo?’

«Secondo le regole europee, in vigore da diverso tempo e applicate indistintamente a chi ha un conto con la banca o chi apre un nuovo conto, una banca, prima di vendere uno strumento finanziario, deve vedere il profilo del cliente sottoscritto e valutare il livello di rischio (che va da 1 a 5) del cliente»: così Sergio Denti, della Libera Unione Pensionati Italiani. «Viene il dubbio che questa valutazione del cliente non sia stata fatta o fatta in modo da eludere le regole, perché l’obiettivo era vendere azioni e obbligazioni della stessa banca per salvarla, mettendo in pratica a rischio i piccoli risparmiatori che non avevano le caratteristiche. In altre parole, il risparmiatore che aveva sottoscritto un profilo che aveva 2, ossia poteva acquistare al massimo BTP, BTPI o CCT, solo eludendo potevano affibbiare a ignari risparmiatori le loro SUB! E qui entrano in ballo la Banca d’Italia e Consob, che non svolgono il loro lavoro, ma spesso sono accondiscendenti e fingono di ignorare! Ricordiamo Sindona (Banca Privata), Calvi (Banco Ambrosiano), IOR (Banco di Santo Spirito) e ora queste», prosegue Denti.

«Il sistema finanziario, attraverso mercati e intermediari, svolge la funzione di trasferire risorse finanziarie dai risparmiatori a chi ne ha necessità per effettuare investimenti. Le banche partecipano a questo processo raccogliendo, da un lato, risparmio con i depositi e altri strumenti e selezionando, dall’altro, i progetti e le iniziative meritevoli di credito. Se questo circuito non funziona correttamente, ne risentono l’attività economica e l’occupazione. Per tale motivo l’articolo 47 della Costituzione della Repubblica contempla tra gli obiettivi da perseguire la tutela del risparmio e la disciplina e controllo dell’esercizio del credito. L’attività finanziaria è disciplinata da norme ed è sottoposta a controlli più estesi e penetranti (a volte non applicate) rispetto a quanto previsto per imprese operanti in altri settori sia per le sue caratteristiche peculiari sia per l’alto grado di interconnessione tra l’operatività di banche, intermediari non bancari, istituti di moneta elettronica (IMEL), istituti di pagamento, SIM, SGR, SICAV e SICAF: la fragilità di un singolo intermediario o l’instabilità che si determina in un mercato può rapidamente trasmettersi agli altri, ma chi ci rimette sono sempre i risparmiatori!», conclude Denti.

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