Sabato, 24 febbraio 2024 - ore 11.20

LILA 1° Dicembre, Giornata Mondiale per la Lotta all’AIDS

Le 10 associazioni della campagna U=U lanciano l’allarme: “Troppe diagnosi tardive, non disperdiamo i progressi della scienza”

| Scritto da Redazione
LILA 1° Dicembre, Giornata Mondiale per la Lotta all’AIDS

LILA 1° Dicembre, Giornata Mondiale per la Lotta all’AIDS - Le 10 associazioni della campagna U=U lanciano l’allarme: “Troppe diagnosi tardive, non disperdiamo i progressi della scienza”

Il 58,8 % delle persone che nel 2022 hanno ricevuto una diagnosi per HIV era già in AIDS o prossima a questa fase. Ma conoscere il proprio stato sierologico e accedere a una terapia efficace permette di azzerare la carica virale e non trasmettere il virus.

I dati 2022 sulle nuove diagnosi da HIV in Italia, elaborati dal Centro Operativo AIDS dell’Istituto Superiore di Sanità, con il contributo dei componenti del Comitato Tecnico Sanitario del Ministero della Salute, disegnano una situazione epidemiologica in linea con quella dei paesi più avanzati. Si confermano, tuttavia, anche alcune persistenti criticità, prima fra tutte quella delle diagnosi tardive, in progressivo aumento in Italia, molto sopra la media europea.

 “Un dato inaccettabile - sottolineano ANLAIDS ETS, Arcigay APS, ASA Milano ODV, C.I.C.A, Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli, LILA ONLUS, Milano Check Point ETS, Nadir ETS, NPS Italia APS, PLUS APS, dieci associazioni impegnate in Italia nella lotta all’HIV - dal momento che da anni la scienza ci ha fornito strumenti terapeutici in grado di rendere il virus non trasmissibile e di assicurare alle persone con HIV prospettive di vita, in linea con la popolazione generale. Conoscere il proprio stato sierologico è la prima condizione per mettersi ciascun* al sicuro”.

 U=U impossibile sbagliare è il claim della campagna che ANLAIDS ETS, Arcigay APS, ASA Milano ODV, C.I.C.A, Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli, LILA ONLUS, Milano Check Point ETS, Nadir ETS, NPS Italia APS, PLUS APS hanno lanciato per riaprire il dibattito pubblico in Italia sull’HIV. La campagna è patrocinata da SIMIT, la Società Italiana di Malattie Infettive e Tropicali e promossa da ICAR, la Conferenza Italiana sull’AIDS e la Ricerca Antivirale.

 Un excursus nei dati 2022

La curva delle nuove infezioni è in netta discesa da oltre un decennio. Tuttavia, nel 2022 sono stati 1880 i casi notificati che, con i ritardi di notifica si stima arriveranno a circa 2 mila, in lieve ripresa rispetto ai 1770 del 2021 (erano stati 1303 nel 2020, il minimo storico, per effetto della pandemia da COVID). Nell’ultimo biennio, dunque, l’andamento al ribasso sembra essersi fermato muovendosi su livelli più stabili. È possibile che il sistema dei servizi per le malattie infettive risenta ancora degli stravolgimenti causati dal COVID. Le segnalazioni diminuiscono o restano stabili in tutte le fasce d’età, sia in numeri assoluti, sia in percentuale, a eccezione, di quella degli over 50 che, percentualmente, vede un crescente aumento di segnalazioni. Le nuove diagnosi che riguardano i grandi adulti e gli anziani passano dal 17,2% del 2012 al 31,2% del 2022 arrivando a rappresentare un terzo del totale. L’84% delle diagnosi è legato alla trasmissione sessuale. Le diagnosi dovute a rapporti eterosessuali non protetti rappresentano il 43% del totale, quelle dovute a rapporti sessuali non protetti tra MSM, uomini che fanno sesso con altri uomini, sono quasi il 41%. Tra gli eterosessuali che hanno ricevuto una nuova diagnosi i maschi sono circa il 25%, le donne quasi il 18%.

 L’allarme delle associazioni: “Troppe diagnosi tardive”

“Il dato più preoccupante - sottolineano le associazioni - è rappresentato dal numero elevatissimo di diagnosi tardive, i cosiddetti late presenter, persone che scoprono di aver contratto l’HIV tardi, cioè quando il loro sistema immunitario è già compromesso o quando sono già in AIDS, cioè mostrano i sintomi delle patologie correlate”.

 Nel 2022 quasi il 60% (58,1%) di chi ha ricevuto la diagnosi di HIV era già in AIDS (403 persone) o prossim* a questa condizione; non a caso il motivo principale per cui le persone hanno eseguito un test (oltre il 40%) è stato la comparsa di sintomi o di patologie AIDS correlate e solo il 24% ha eseguito il test perché consapevole di aver avuto rapporti non protetti. Al terzo posto, con quasi il 9%, prende consistenza la percentuale di chi esegue il test nell’ambito di altri controlli e in occasione di campagne informative o di screening, sul modello di quelle offerte da diverse ONG. Un dato che conferma l’importanza dei test offerti da check point, servizi friendly, non sanitari, vicini ai target meno propensi a rivolgersi ai servizi tradizionali.

 I late presenter sono in aumento per tutte le modalità di trasmissione ma i con profili di rischio più alti nella popolazione eterosessuale, soprattutto maschile. In particolare, nel 2022 hanno ricevuto diagnosi tardive i 2/3 degli eterosessuali maschi (circa il 66%) italiani e stranieri e più della metà delle donne eterosessuali. Per gli MSM (uomini che fanno sesso con altri uomini) la percentuale è del 50%. La probabilità di diagnosi tardive cresce, inoltre, con il crescere dell’età rappresentando tra i maschi, soprattutto eterosessuali, il 69,3% nella fascia 50-59 anni e il 79,2% negli ultrasessantenni; numeri inferiori ma sempre molto alti anche tra le donne delle stesse fasce d’età. Le diagnosi tardive sembrano, dunque, più numerose in gruppi di popolazione e in fasce d’età che non si percepiscono a rischio e/o che sono percepite come tali. Dal punto di vista de* late presenter, l’Italia è osservata speciale in Europa: 58% è il dato delle diagnosi tardive in Italia, 51% la media europea.

 “Questo fatto è tanto più inaccettabile - ricordano le associazioni - alla luce dei vantaggi offerti dalle attuali terapie antiretrovirali, in grado di preservare la vita e la salute delle persone con HIV e di rendere il virus non trasmissibile per via sessuale. Ecco perché in occasione di questo 1° dicembre, Giornata Mondiale della Lotta contro l'AIDS, siamo tutte impegnate nella campagna “U=U impossibile sbagliare”.

 La campagna “U=U Impossibile Sbagliare”

U=U (che sta per Undetectable = Untransmittable, cioè Non Rilevabile è uguale a Non Trasmissibile) è la formula adottatta in tutto il mondo e che traduce con un linguaggio immediato quello che le evidenze scientifiche hanno dimostrato senza alcun dubbio: le persone che vivono con l'HIV e hanno raggiunto una carica virale non rilevabile grazie a una terapia antiretrovirale efficace non possono trasmettere il virus, nemmeno attraverso rapporti sessuali non protetti.

 “Siamo di fronte ad un enorme passo avanti della scienza nella lotta contro l'HIV, è un fatto scientificamente dimostrato e non può essere negato”, spiegano le associazioni. E questo passo avanti ha importanti ricadute nella vita delle persone con HIV. Significa avere la stessa aspettativa di vita di qualunque altra persona, avere relazioni sessuali sane e soddisfacenti. Significa poter avere figli e figlie con la certezza di non trasmettere loro il virus. U=U significa che il rischio di trasmissione dell’HIV è ZERO. Significa finalmente libertà”.

 La campagna U=U Impossibile Sbagliare è innanzitutto il sito impossibilesbagliare.it, che raccoglie tutte le informazioni aggiornate in tema di HIV e le fonti da cui sono tratte. Ci sono anche un glossario per apprendere il linguaggio corretto da utilizzare, una guida alla prevenzione, e lo strumento per individuare il presidio più vicino per effettuare il test.

 C’è anche uno spot, ideato e realizzato da Diversity Lab con la direzione creativa di Giorgia Di Pasquale, ha come testimonial la speaker radiofonica e scrittrice Florencia Di Stefano-Abichain. È lei, nelle vesti di moderna divulgatrice, a guidarci in un rapido viaggio che ripercorre domande fondamentali a cui tutte e tutti sappiamo dare risposta: la Terra? è tonda; il fuoco? Brucia; 2+2? Fa 4. Risposte su cui è, appunto, impossibile sbagliare. All’interno di questi incrollabili dati di fatto vogliamo si inserisca U=U, Non rilevabile = Non trasmissibile.

 L’Ufficio Stampa Arcigay

 

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