Domenica, 17 novembre 2019 - ore 10.46

L'Italia cambia strada.Eravamo in tanti|C.Vacchelli

| Scritto da Redazione
L'Italia cambia strada.Eravamo in tanti|C.Vacchelli

Eravamo davvero in tanti ieri pomeriggio a Milano in occasione della manifestazione
nazionale "L'ITALIA CAMBIA STRADA", organizzata dalla rete per la mobilitànuova.
L'atmosfera bellissima, gioiosa, il sole caldissimo, la temperatura estiva.
Le strade ed i viali che ci hanno autorizzato a percorrere, dal piazzale della stazione centrale
fino a  Piazza del Duomo, seppur per poche ore, invase da soli pedoni e ciclisti.
Presenti numerosissime associazioni e comitati ambientalisti, pedoni, pendolari, ciclisti, automobilisti loro malgrado,  i "genitori antismog"
di Milano, tutti i comitati che si battono contro le autostrade costruende ed in progettazione previste
per il territorio lombardo (altri 650 Km di inutili mostri d'asfalto).

E tanta, tanta gente, intere famiglie e bambini liberi finalmente di percorrere in bicicletta ed in piena sicurezza le strade della
loro città.
Il corteo si snodava festoso e, incredibile ma vero, le persone riuscivano finalmente a parlarsi, al posto dello smog il profumo degli ippocastani in piena fioritura, niente caos ma il sottofondo degli scampanellii delle biciclette.
All'improvviso il passaggio di un'autoambulanza e, in pochissimi istanti, eravamo tutti sui marciapiedi ed ai bordi della strada, rendendone agevole e soprattutto veloce il passaggio.
Ve la immaginate la stessa scena ma col traffico che normalmente percorre queste strade?
Non c'è confronto.
Poi il corteo ha ripreso il suo festoso cammino e, anche se per un solo pomeriggio, ha donato a questa parte di Milano la dignità di molte altre città, piccole e grandi, che in Europa hanno fatto della mobilità sostenibile uno dei loro tratti più distintivi.
Verso le 16,30 l'arrivo in Piazza Duomo dove abbiamo ascoltato i bellissimi  interventi conclusivi tra cui quelli degli esponenti della Rete per la #MobilitàNuova, gli organizzatori, a cui va tutto il nostro ringraziamento per quello che hanno saputo fare.
Tutti eravamo ormai confluiti in piazza occupandola in ogni sua parte. Ai piedi del sagrato del Duomo l'enorme striscione giallo di Legambiente con la scritta "NO ALLO SMOG".
Quasi una specie di preghiera laica, una supplica, affidata alla maestosità del Duomo e delle sue guglie protese verso il cielo.
Ma torniamo con la convinzione che ciò che abbiamo vissuto oggi a Milano non è un sogno, ma
può e deve diventare la realtà in un futuro che è già cominciato..
Ieri abbiamo contribuito a dare una spallata alle vecchie idee, alle consunte politiche nazionali e regionali che espongono la nostra collettività a gravi rischi per la salute e  ad enormi spese per costruire le infrastrutture del passato, quando invece c'è un gran bisogno di futuro.

E ieri a Milano c'eravamo anche noi in rappresentanza del Coordinamento Comitati contro le Autostrade Cr-Mn e Ti-Bre, di Salviamo il paesaggio Cremonese, Cremasco e Casalasco
e del Coordinamento Comitati ambientalisti Lombardia, "corredati" dai nostri cartelli, dalle bandiere NO TAV e Salviamoilpaesaggio, dallo storico striscione del coordinamento noautostrade
ma soprattutto da tanta e tanta voglia di reale cambiamento.
Cesare Vacchelli

Piadena 5 maggio 2013
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Oggi a Milano c'eravamo anche noi in rappresentanza
del Coordinamento Comitati contro le Autostrade Cr-Mn e Ti-Bre,
di Salviamo il paesaggio Cremonese, Cremasco e Casalasco
e del Coordinamento Comitati ambientalisti Lombardia,
insieme a migliaia e migliaia di altre persone, in corteo per le strade del centro (dal piazzale della stazione a piazza del Duomo), a chiedere che il nostro paese cambi veramente strada in tema di mobilità. Comitati e associazioni, pedoni, ciclisti, pendolari e automobilisti loro malgrado, tutti insieme per dire basta allo smog, all'economia del petrolio e quella delle grandi infrastrutture stradali. Perchè una mobilità nuova è possibile anzi, indispensabile. L'incubo della crescita infinita di traffico e congestione si è interrotto già da tempo, il traffico è in calo, gli acquisti di veicoli pure, e nel paesaggio urbano si è rarefatta la presenza invadente e ossessiva delle pubblicità di automobili.

Per soddisfare la domanda di mobilità del 2,8% delle persone e delle merci (è questa la quota di spostamenti quotidiani superiori ai 50 chilometri) si impegna il 75% dei fondi pubblici destinati alle infrastrutture del settore, mentre all’insieme degli interventi per le aree urbane e per il pendolarismo (dove si muove il 97,2% della popolazione) lo Stato destina solo il 25% delle risorse.
NON PUO' CONTINUARE COSI'.

Per questo oggi è partita la raccolta di firme (obiettivo un milione di adesioni) per una proposta di legge di iniziativa popolare che vincoli almeno i tre quarti delle risorse statali e locali disponibili per il settore trasporti a opere pubbliche che favoriscono lo sviluppo del trasporto collettivo e di quello individuale non motorizzato.

 PERCHE’:
 
La Mobilità Nuova sposta i soldi per muovere le persone.
La mobilità vecchia sposta le persone per muovere i soldi.

NON CHIEDIAMO NUOVE AUTOSTRADE
CHIEDIAMO UNA MOBILITA' NUOVA

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