Non c’è il miracolo dietro l’angolo. Per battere lo smog non bastano, anche se sono le benvenute, nuove misure d’emergenza. I pannicelli caldi (targhe alterne, limitazioni di velocità, stop agli euro 3 etc.) hanno caratterizzato il passato e hanno lasciato inalterato le cose. Le ferrovie svolgono un ruolo troppo marginale solo 700mila i pendolari usano il treno. Davvero pochi se si pensa che nella sola Monaco di Baviera circolano il doppio di pendolari al giorno in treno. Prima di tutto va offerto un efficiente servizio pubblico in tutte le città e provincie lombarde. Vanno anche potenziati i trasporti extraurbani e tra hinterland e hinterland che invece stanno crollando. Nessun governo locale europeo lascerebbe la programmazione dei servizi di trasporto in mano ad Agenzie della Mobilità senza competenze e nate già vecchie con logiche spartitorie. ATM e aziende ti trasporto urbane, aziende di autobus extraurbane e ferrovie (compresa Trenord) tra loro non dialogano, non hanno strategie comuni e qualche volta addirittura sono configgenti come nei tanti casi dove vi sono delle sovrapposizioni di offerta di servizi sulla stessa tratta. Basti pensare che non c’è ancora un biglietto unico integrato valido per tutti i mezzi come in ogni città europea. Peggio non esiste un organismo di coordinamento (autority) della mobilità metropolitana e lombarda. Un piano per il superamento degli impianti di riscaldamento a gasolio deve caratterizzare senza rinvii il prossimo futuro.
Dario Balotta responsabile trasporti Legambiente della lombardia