Lunedì, 25 ottobre 2021 - ore 20.01

Luciano lama Ventesimo anniversario sua morte. Il ricordo della Cgil e delle istituzioni

Il 31 maggio di venti anni fa moriva a Roma Luciano Lama, partigiano, sindacalista, politico, segretario generale della Confederazione generale italiana del lavoro al 1970 al 1986. Nell’anniversario dalla morte, la Cgil nazionale lo ricorda attraverso una giornata piena di iniziative.

| Scritto da Redazione
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Alle ore 8.30, presso il Cimitero del Verano è stata deposta una corona di fiori sulla sua tomba. Il segretario riposa nel mausoleo del Pci progettato nel 1970 dall’architetto Gualtiero Costa e inaugurato due anni dopo. Nello stesso mausoleo (che comprende un totale di 44 loculi), riposano Giuseppe Di Vittorio e Agostino Novella. Saranno presenti Susanna Camusso e la famiglia.

Alle 10.30 in Senato il ricordo istituzionale: la vicepresidente Valeria Fedeli modererà il convegno dal titolo Ricordando Luciano Lama, a vent’anni dalla scomparsa, in cui interverranno il presidente del Senato Pietro Grasso, il presidente emerito della Repubblica Giorgio Napolitano, il segretario generale della Cgil Susanna Camusso, lo storico Edmondo Montali e l’ex amministratore delegato della Fiat Cesare Romiti.

Alle personalità presenti sarà fatto dono del catalogo della mostra Luciano Lama, il sindacalista che parlava al Paese, inaugurata il 27 maggio a Lecce nel corso delle Giornate del lavoro. L’evento, cui sarà presente il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, si svolgerà presso la Sala Koch di Palazzo Madama. Al tramonto, Piazza di Pietra sarà il teatro romano in cui si svolgerà la notte della Cgil, e non solo, per Luciano (altre iniziative sono in programma ad Amelia, Palermo, Roma e Torino).

Nella cornice che la Piazza offre, verrà proiettato il film Luciano Lama, l’Italia del lavoro, a cura dell’Archivio audiovisivo del movimento operaio e democratico. Realizzato attraverso il montaggio di audio e video anche inediti, il film rappresenta di fatto una biografia per immagini dal forte impatto visivo, capaci di far rivivere i principali snodi della storia di Luciano Lama e della Cgil nell’Italia repubblicana e nell’Europa del secondo dopoguerra. Tra i vari documenti audiovisivi riprodotti ricordiamo la partecipazione di Lama ai funerali di Togliatti, i suoi discorsi sulla strage di Brescia e sul rapimento Moro, la manifestazione di Reggio del 1972, il suo impegno contro la mafia.

Gli stessi discorsi - integralmente riprodotti all’interno dei 20 pannelli della mostra Luciano Lama, il sindacalista che parlava al Paese, riproposta  attraverso immagini e fotografie durante la serata -  saranno anche oggetto di lettura durante la notte a Lama dedicata. Fra i principali artefici dell’intesa unitaria, strenuo sostenitore dell’unità sindacale e ideatore del Patto federativo dopo che le speranze dell’unità organica erano state momentaneamente accantonate in seguito alla vittoria del centro-destra nelle elezioni politiche anticipate del maggio 1972, uomo riservato e a volte schivo dalla immensa personalità e carica umana amato da compagni e lavoratori e stimato dagli avversari come avversario duro ma leale, la segreteria di Lama è la più lunga nella storia ultracentenaria della Cgil.

Ricordarlo a venti anni dalla scomparsa per la Cgil non è soltanto un atto dovuto verso un dirigente cui il sindacato e l’Italia devono molto, ma un’occasione di riflessione sul proprio passato, sul proprio presente e sul proprio futuro. “Un uomo che parlava al paese” lo definisce sulle colonne de «l’Unità» Giorgio Napolitano il giorno seguente alla sua morte. Scriverà il 3 giugno Bruno Trentin nel suo diario personale, riservato e ancora inedito: “Venerdì scorso è morto Luciano Lama. E da quel momento […] mi sono ritrovato immerso nella tristezza e nei ricordi […] Molte cose ci hanno diviso durante la sua direzione della Cgil e dopo; e certamente le nostre ‘ansie’ erano diverse. Ma egli resta il dirigente migliore che la Cgil poteva esprimere nel lungo periodo della sua reggenza e ha segnato una parte importante della nostra vita. Certamente della mia”.

Ilaria Romeo è responsabile Archivio storico Cgil Nazionale

Fonte rassegna sindacale

 

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