MARIETTI1820 presenta Marilynne Robinson LEGGERE GENESI
In libreria da venerdì 11 aprile Traduzione di Laura Scarmoncin, Francesca Cosi e Alessandra Repossi Marietti1820, 288 pagine, 19 euro
«Siamo disastrosamente erranti e ribelli, e irriducibilmente sacri. E Dio è conscio di noi» Marilynne Robinson
Bologna, 17 marzo 2025 - Marilynne Robinson, una delle voci più autorevoli della letteratura e del pensiero contemporaneo, torna in libreria per Marietti1820 venerdì 11 aprile con Leggere Genesi, nella traduzione di Laura Scarmoncin, Francesca Cosi e Alessandra Repossi. Un'opera che offre una nuova e profonda riflessione sulla Genesi, il libro biblico che più di ogni altro ha influenzato la storia della cultura occidentale.
"La Bibbia non è solo un testo primario su cui si basa la teologia, ma è essa stessa un'opera di teologia", afferma la Robinson, che in queste pagine affronta con acume e sensibilità la complessità della narrazione biblica. "L'impeccabile Creazione di Dio va incontro a una serie di alterazioni, deterioramenti che consentono l'anomalia di una creatura manchevole e alienata al centro di tutto: noi, pur sempre sacri, pur sempre amati da Dio".
L’autrice di Gilead, Premio Pulitzer nel 2005, si addentra nei primi capitoli della Genesi con uno sguardo che fonde teologia, filosofia e letteratura, restituendo al testo biblico la sua profonda ricchezza simbolica. "Non si tratta di stabilire se gli eventi raccontati siano accaduti o meno, ma di riconoscere che la loro sequenza rappresenta un complesso enunciato sulla realtà", sottolinea Robinson.
Il libro si interroga sulla natura della Bibbia, sulla sua autorità e sulla genesi dei suoi testi: "Parlo degli 'scrittori' dei libri di Mosè", spiega l’autrice, "perché questi testi mi paiono essere il prodotto di riflessioni e affinamenti avvenuti nel corso di generazioni o secoli". Non si tratta di una semplice ipotesi documentaria, ma di una ricerca sulla stratificazione del testo, sull'integrazione delle voci che lo hanno composto e tramandato nel tempo.
La Robinson si oppone con fermezza alla lettura riduzionista della Bibbia, spesso filtrata attraverso la cosiddetta "ermeneutica del sospetto". "Per noi moderni – scrive l’autrice - c’è una sorta di sicurezza nel trovare una macchia di faziosità o egoismo in tutto quello che gli esseri umani hanno fatto. Ma nel fare ciò, perdiamo di vista la profondità di questi racconti, la loro capacità di illuminare il senso dell’esistenza umana".
Uno degli aspetti più affascinanti di Leggere Genesi è il confronto tra il testo biblico e le grandi narrazioni mitologiche del Vicino Oriente antico, in particolare l’EnÅ«ma Eliš e l’Epopea di Gilgameš. "Gli dèi dell’EnÅ«ma Eliš patiscono fame, terrore e carenza di sonno", scrive Robinson. "Sono capricciosi, assorti in conflitti e rancori, indifferenti o ostili al genere umano. Al contrario, la Bibbia afferma che Dio è il creatore buono di una creazione buona". E ancora:
"Sullo sfondo di questo mito ambiente, dire che Dio è il creatore buono di una creazione buona non è un'affermazione da poco".
Il libro si spinge oltre la semplice analisi esegetica per riflettere sul ruolo della narrazione biblica nella costruzione dell’identità umana e della nostra percezione del tempo e della storia. "La Scrittura è cresciuta da un sostrato che si è evoluto per secoli, ripensandosi di continuo, considerando il dispiegarsi della storia significativo o rivelatorio, proprio come lo erano state le vite dei patriarchi e il grande esodo", scrive Robinson.
Per la Robinson, la Genesi non è solo un testo religioso, ma un'opera di pensiero che attraversa i secoli e continua a interrogarci sul significato dell’esistenza e del rapporto tra l’uomo e il divino. Leggere Genesi è un libro che invita a riconsiderare le proprie certezze e a immergersi in uno dei testi più densi e affascinanti della storia dell’umanità offrendo uno spaccato originale sulla straordinaria bellezza delle Scritture e sul loro potere ininterrotto di interrogare l’attualità.
Marilynne Robinson è una delle più grandi e importanti scrittrici statunitensi del XXI secolo. Nel 2012 ha ricevuto la National Humanities Medal, insignitale dal presidente Barack Obama per «la sua grazia e intelligenza nella scrittura». Con il romanzo Gilead (2004), ha vinto il Premio Pulitzer 2005 per la narrativa e il National Book Critics Circle Award; Casa (2008) è stato premiato con l’Orange Prize e il Los Angeles Times Book Prize; Lila (2014) ha ricevuto il National Book Critics Circle Award; mentre Jack (2020) è stato annoverato fra i bestseller dal New York Times. Il suo primo romanzo, Le cure domestiche (1980), ha vinto il PEN/ Hemingway Award per la migliore opera prima.
MARIETTI1820
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