Milano.Campioni olimpici in canpo per museo dello sport
I CAMPIONI OLIMPICI DI TUTTA ITALIA SCENDONO IN CAMPO PER IL MUSEO DELLO SPORT DI MILANO.
ONORATO ARISI, PRESIDENTE DEL MUSEO: "NON CI SIAMO MAI FERMATI,
PRESTO REGALEREMO ALLA CITTA' IL SUO TEMPIO SPORTIVO"
Il mondo dello sport italiano alza la voce e scende in campo per il Museo dello Sport di Milano.
Le voci sul congelamento del tempio dello sport milanese da parte delle istituzioni comunali riportate dalla stampa nelle scorse settimane in relazione ai tagli al bilancio hanno preoccupato e deluso anche gli atleti.
Pronto a superare ogni ostacolo, affrontando anche sforzi non previsti e poco prevedibili, Onorato Arisi, presidente del Museo, dichiara: "Milano avrà il suo Museo dello Sport, e presto. I Campioni che hanno deciso di essere parte attiva e imprescindibile di questo progetto continuano a fare il tifo per noi, e le mail e le telefonate che arrivano in ufficio ne sono una forte dimostrazione; le aziende ci stanno sostenendo; i "volontari" del sogno lavorano forte e bene. Il sogno, che sembra diventato impossibile, si mostrerà come regalo, a questo punto, inaspettato."
Si sono schierati in prima linea, ovviamente, le Eccellenze sportive del capoluogo lombardo, gli indiscussi protagonisti del Museo. «È un progetto incredibile, che emoziona e che finalmente dà il giusto valore e ricordo alle nostre imprese, motivo di orgoglio per questa città» commenta il pugile Giacobbe Fragomeni, che in questa città si è laureato Campione del mondo nel 2008 e che venerdì 8 luglio è tornato sul ring a Civitanova Marche per saggiare la forma in vista dell'incontro che lo vedrà battersi contro Silvio Branco nel prossimo autunno.
Gli fanno eco - solo per citarne alcuni - il collega Roberto Cammarelle, i ciclisti Gianni Bugno, Sante Gaiardoni e Gianni Motta, sua Maestà 10.000 m Alberto Cova, i marciatori Ivano Brugnetti e Michele Didoni, la formidabile coppia sui pattini sul ghiaccio Barbara Fusar Poli e Maurizio Margaglio, la tennista Lea Pericoli, gli schermidori Alfredo Rota, Angelo Mazzoni e Diana Bianchedi, capeggiati dal grande e plurimedagliato Edoardo Mangiarotti.



