Domenica, 17 ottobre 2021 - ore 08.00

Milioni di studenti nel mondo ancora a casa

Milioni di studenti nel mondo ancora a casa

| Scritto da Redazione
Milioni di studenti nel mondo ancora a casa

Secondo un nuovo studio dell’UNICEF, a diciotto mesi dall’inizio della pandemia da COVID-19, le scuole per quasi 77 milioni di studenti in sei paesi continuano ad essere quasi completamente chiuse.

Secondo lo studio, Bangladesh, Filippine e Panama sono tra i paesi che hanno tenuto le scuole chiuse più a lungo. In totale, si stima che 131 milioni di studenti in 11 paesi abbiano perso più di tre quarti del loro apprendimento in presenza. Circa il 27% dei paesi in tutto il mondo continuano ad avere scuole completamente o parzialmente chiuse.

"Con la ripresa delle lezioni in molti paesi del mondo, milioni di studenti stanno entrando in un terzo anno scolastico senza mettere piede in un'aula", ha dichiarato il Direttore generale dell'UNICEF Henrietta Fore. "Le perdite che gli studenti stanno subendo non andando a scuola potrebbero non essere mai recuperate".

Per richiamare l'attenzione sui 18 mesi di apprendimento perduto, sul potenziale rimandato e sul futuro incerto, e per sollecitare i governi a riaprire le scuole il prima possibile, l'UNICEF e i partner chiuderanno i loro canali digitali oggi alle 15.00 per 18 ore. Anche l’UNICEF Italia aderisce all’iniziativa.

La chiusura delle scuole ha creato l’ombra di una crisi per i bambini. Oltre a rimanere indietro con l'istruzione, molti bambini stanno perdendo i pasti scolastici e le vaccinazioni di routine, sperimentando l'isolamento sociale e provando un maggiore stato d’ansia, e vengono esposti ad abusi e violenza. Per alcuni, la chiusura delle scuole ha portato all'abbandono, al lavoro minorile e al matrimonio precoce. Molti genitori non sono stati in grado di continuare a lavorare e allo stesso tempo di bilanciare le esigenze di cura e di apprendimento dei loro figli. Alcuni hanno perso del tutto il lavoro, spingendo le loro famiglie nella povertà e creando una crisi economica più profonda.

Mentre l'apprendimento a distanza è stato un'ancora di salvezza per milioni di scolari, l'accesso alla tecnologia e la qualità dell’offerta formativa sono stati ineguali anche all'interno delle comunità e dei distretti scolastici.

L'esperienza dimostra che le scuole non sono i principali motori di trasmissione e che è possibile tenerle aperte per l'apprendimento in presenza. L'UNICEF esorta i governi, le autorità locali e le amministrazioni scolastiche a riaprire le scuole il prima possibile e a prendere tutte le misure possibili per mitigare la trasmissione del virus nelle scuole, come ad esempio: attuare politiche in cui si prevede l’uso di mascherine per studenti e personale, in accordo con le linee guida nazionali e locali; fornire strutture per lavarsi le mani e/o disinfettanti per le mani; pulire frequentemente le superfici e gli oggetti condivisi; assicurare un’areazione adeguata e appropriata; formare piccoli gruppi di studenti e insegnanti che non si mescolino; scaglionare gli orari di entrata, ricreazione, utilizzo dei bagni, consumo dei pasti e uscita; e alternare la presenza fisica; stabilire meccanismi di condivisione delle informazioni con genitori, studenti e insegnanti; pur non essendo un prerequisito per la riapertura delle scuole, gli insegnanti dovrebbero ricevere il vaccino contro il COVID-19 in via prioritaria, dopo gli operatori sanitari di prima linea e i soggetti più a rischio, per aiutarli a proteggersi dalla trasmissione comunitaria.

Per sostenere queste azioni, l'UNICEF ha contribuito a realizzare delle linee guida multi-agenzia per la riapertura delle scuole per fornire consigli pratici e flessibili ai governi nazionali e locali e sostenere le loro azioni per riportare gli studenti all'apprendimento in presenza.

"La crisi dell'istruzione è ancora qui, e ogni giorno che passa in cui le aule rimangono al buio, la devastazione peggiora", ha concluso Fore. "Questa è una crisi che non permetteremo al mondo di ignorare. I nostri canali sono silenziosi, ma il nostro messaggio è forte: ogni comunità, ovunque, deve riaprire le scuole il più presto possibile. Le scuole devono essere le ultime a chiudere e le prime a riaprire. Dobbiamo iniziare a mettere al primo posto l'interesse di ogni bambino. In tutti i casi, tranne i più estremi, questo significa riportare gli studenti in classe". (aise) 

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