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MittelCinemaFest 2013. A Bratislava il meglio dell’ultima produzione del cinema italiano

| Scritto da Redazione
MittelCinemaFest 2013. A Bratislava il meglio dell’ultima produzione del cinema italiano

È con grande entusiasmo che anche quest’anno l’Istituto Italiano di Cultura di Bratislava celebra insieme agli Istituti italiani di Cultura di Budapest, Cracovia, Praga la XI edizione del MittelCinemaFest,

Siamo orgogliosi di presentare al pubblico slovacco amante del cinema alcuni tra i migliori film della cinematografia contemporanea italiana che contribuiscono a far svanire i dubbi sulla salute del nostro cinema il quale ha, invece, dimostrato di offrire prodotti interessanti e innovativi e non solo per il pubblico nostrano. Tuttavia, per non dimenticare i grandi maestri che continuano ad ispirare e a rappresentare dei modelli per tutti i giovani registi, si è deciso di avviare la nostra rassegna con un omaggio ad un grande regista di cui quest’anno celebriamo il ventennale della scomparsa, Federico Fellini, da parte di un amico e collega, Ettore Scola, con il lavoro “Che strano chiamarsi Federico!”.

Continueremo con Paolo Virzì che ha saputo interpretare al meglio l’eredità della commedia all’italiana riuscendo a leggere e mettere in scena temi scottanti della società italiana contemporanea: conflitto intergenerazionale, contrasto fra provincia e capitale, precarietà emozionale e professionale, ma che con l’ultimo lavoro “Tutti i santi giorni” ha cambiato completamente registro.

Presenteremo l‘ultimo film del pluripremiato e meritatamente osannato Paolo Sorrentino, “La grande bellezza”, selezionato per gli Academy Awards di marzo 2014, che ha diviso la critica e il pubblico, ma non ha lasciato nessuno indifferente e rappresenta un tributo alla bellezza della città eterna con la sua umanità variegata, barocca, superficiale, a volte anche volgare, e con cui molti di noi italiani, incluso il regista, hanno un rapporto ambivalente.

Giorgio Diritti ci ha già stupito con le prove precedenti, il suo primo film è stato assimilato ad un trattato di antropologia, genuino e privo di retorica, mentre nel secondo proseguendo sul tracciato dell’analisi antropologica di una comunità ben definita geograficamente e linguisticamente, racconta un pezzo di storia d’Italia (la strage nazista di Marzabotto) attraverso lo sguardo di alcuni dei suoi protagonisti e riesce a trasmettere allo spettatore le emozioni e il dolore personale di ciascuno; ci stupirà ed emozionerà anche con quest’ultimo lavoro, “Un giorno devi andare”, in cui la protagonista va alla ricerca del senso della vita in Amazzonia.

Conosciamo Edoardo Leo grazie al piccolo schermo, ma sappiamo che l’attore ha già dato ottima prova di sé come attore di teatro, sceneggiatore e regista pertanto attendiamo di assaporare il suo secondo lavoro da regista, “Buongiorno papà”.

Il film di Ivano De Matteo, “Gli equilibristi”, è stato già presentato in Slovacchia nell’ambito dell’ArtFilmFestival 2013 di TrečianskeTeplice che ha conferito un premio all’attrice Barbora Bobulova, protagonista del film insieme a Valerio Mastandrea, tuttavia siamo contenti di riproporlo al pubblico di Bratislava che sicuramente apprezzerà la capacità del regista di raccontare una storia che fa riflettere su un tema scottante nella società italiana contemporanea: il progressivo impoverimento economico e umano di un uomo “separato” dalla famiglia.

Maria Sole Tognazzi non poteva mancare nella nostra rassegna, è l’unica regista-donna; ha avuto il coraggio di rappresentare una donna vera, interpretata da Margherita Buy, però anomala rispetto ai canoni tradizionali in cui la maternità finisce spesso per essere l’elemento caratterizzante dei personaggi femminili. Ed è stata premiata dal pubblico e dalla critica con il suo “Viaggio sola”.

A confermare la vitalità e la non convenzionalità della cinematografia italiana contemporanea, Roberto Andò, noto al pubblico internazionale soprattutto come regista di teatro e d’opera, trae l’ultima sua prova cinematografica dal suo libro vincitore del Premio Campiello Opera Prima 2012: “Viva la libertà” sembra un messaggio ironico a coloro che ambiscono a guidare le sorti dell’Italia sorprendendoci per la nettezza dello sguardo e la compattezza di scrittura.

Concluderemo la rassegna con il film vincitore del Leone d’Oro alla Mostra internazionale di arte cinematografica-Biennale di Venezia 2013 “Sacro GRA” (il Grande Raccordo Anulare, la più lunga autostrada urbana d’Italia). Erano 15 anni che il Leone d’Oro non andava ad un film italiano. La premiazione di un documentario ha finalmente sdoganato questo genere sulla scena cinematografica internazionale riconsegnandogli la dignità che merita. In realtà, come da più parti è stato detto, non sarebbe corretto, e noi ci permettiamo di essere d’accordo con questa interpretazione, definire Sacro GRA un documentario in considerazione del fatto che le tante storie individuali raccontate sono talmente poetiche ed emozionanti da superare il cinema di finzione. I personaggi veri che popolano il raccordo anulare di Roma caratterizzano i luoghi e non viceversa, si tratta di una umanità paradossale, assurda e imprevedibile come è spesso la realtà. Per il cinema italiano ciò rappresenta una consacrazione del fatto che è vivo e vitale e non intende soccombere alla crisi e alla propaganda distruttiva. Sembra una metafora della società italiana composta da tante persone normali eppure eccezionali nella loro capacità di resistere e andare avanti…

Circolarmente, passando attraverso La Grande Bellezza e Sacro GRA che, sebbene con stili molto diversi, hanno entrambi saputo raccontare aspetti della vita romana contemporanea, si ritorna alla origini, si ritorna al grande maestro, a Fellini, al suo film Roma.

Antonia Grande

Direttore Istituto Italiano di Cultura Bratislava

Fonte: http://www.buongiornoslovacchia.sk/index.php/archives/41811

2013-12-03

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