Sabato, 05 dicembre 2020 - ore 23.24

Nei promessi sposi ho trovato analogie fra la pandemia Covid-19 e la peste di allora |G.C. Storti

Durante il primo assalto del Covid-19 ho riletto ‘I promessi sposi’ di Alessandro Manzoni . Oltre che a scuola , nel corso degli anni, anche in concomitanza di fiction televisive, lo avevo riletto. Lo scopo allora era quello di capire come il lavoro televisivo fosse più o meno aderente al testo.

| Scritto da Redazione
Nei promessi sposi ho trovato analogie fra la pandemia Covid-19 e la peste di allora |G.C. Storti

Nei promessi sposi ho trovato analogie fra la pandemia Covid-19 e la peste di allora |G.C. Storti

Durante il  primo assalto del Covid-19 ho riletto ‘I promessi sposi’ di Alessandro Manzoni . Oltre che a scuola , nel corso degli anni, anche in concomitanza di fiction televisive, lo avevo riletto. Lo scopo allora era quello di capire come il lavoro televisivo fosse più o meno aderente al testo.

A scuola avevo una insegnante di italiano molto severa e questo mi aiutò molto non solo nello studio scolastico ma anche mi ha dato gli stimoli per leggere molto.

Perché quindi ho riletto questo libro antico e da molti considerato ‘vecchio’ e ‘superato’ ?.

A rileggerlo son partito dall’inizio  ma ho dato particolare attenzione  alle parti del libro che parlavano della peste.

Del povero Renzo che si aggirava per Milano descrivendo quello che vedeva e cercare di capire i sentimenti della gente comune e dei ricchi di allora.

Orbene nella lettura ho avuto conferma che i sentimenti ed i comportamenti della gente di allora  erano pari pari  quelli  che ho riscontrato durante la pandemia del Covid-19.

Ed anche i comportamenti delle autorità si sono in parte ripetuti.

Qualche esempio.

I ricchi  della peste non si  mischiavano con il popolo, con la gente. Avevano servi che li accudivano a distanza, che procuravano loro il cibo e che difendevano le loro proprietà.

Il clima di sospetto era ovunque, si cercava di sapere chi poteva essere l’untore ed il giro di persone che aveva frequentato.

Ed il ‘Lazzaretto’ non vi fa pensare al grande ospedale Covid-19  che la Regione Lombardia ha cercato di costruire alla Fiera di Milano?

A livello di massa ci siamo comportati come allora. Evitare incontri , sapere chi incontravi e per non arrivare al peggio proclamare il lockdown.

Le paure e le ansie  di oggi erano le stesse di allora, e come durante quegli anni i ricchi erano più difesi, più protetti.

Quante volte in questa pandemia sono state infrante le regole su quando ed a chi fare il tampone? Chi aveva una particolare posizione sociale è arrivato prima. E poi hanno liberalizzato la prestazione. I meno abbienti erano in lista di attesa e chi poteva spendere il tampone lo aveva subito.

La gestione del Covid-19 quindi è stata uguale a quella della ‘peste’ ? Per fortuna no !

Molto simili ad allora sono stati i sentimenti delle persone ( cerco di difendermi  da solo con i denti)  ma la differenza fondamentale, oltre a quella ovvia che la scienza è più avanti, è, per nostra fortuna uno Stato più forte e più unitario che pur con tante difficoltà è riuscito a fornire un quadro normativo ed una gestione sanitaria che ci ha permesso di uscire dal tunnel.

 Però alcuni Governatori di Regione in alcuni casi si sono comportati  con  i signori feudali di allora. Anche in quegli anni questi poteri avevano bisogno, per reggere, del consenso dei sudditi e per questo individuavano   spesso il nemico più o meno vicino.

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