Venerdì, 18 settembre 2026 - ore 17.37

NON MI INTERESSA NIENTE DEL CARCERE | VINCENZO ANDRAOUS (PV)

Quante volte ho sentito questa frase ripetuta all’infinito da chi sta al governo, all’opposizione e da chi sopravvive tra scaracchi e aculei accuminati

| Scritto da Redazione
NON MI INTERESSA NIENTE DEL CARCERE | VINCENZO ANDRAOUS (PV)

 

NON MI INTERESSA NIENTE DEL CARCERE | VINCENZO ANDRAOUS (PV)

Quante volte ho sentito questa frase ripetuta all’infinito da chi sta al governo, all’opposizione e da chi sopravvive tra scaracchi e aculei accuminati. Al bar come a Montecitorio, in strada come all’Universita’, in ogni avamposto del vivere civile non si guarda al carcere come a un pezzo della società, bensì come a una sorta di terra di nessuno dove scaricare proiezioni d’ombra e deliri di commiserazione.

Eppure nella mia lunga carcerazione, anni e decenni di galera fino a diventare io stesso un pezzo di edilizia penitenziaria, ormai un’era jiurassica, cretacea, ricordo bene che a fianco della mia cella non ho incontrato soltanto delinquentoni e pregiudicati come era lo scrivente, tutt’altro, adulti appena passati maggiorenni, esacerbati e incrinati in una torsione del tutto innaturale prodotta da fascinazione ed emulazione incollate al piedistallo di cartone. Ho conosciuto dottori, operai, giudici, agenti, avvocati, maestri e professori, padri e madri di famiglia, come a dire che in quel putridume creato a misura, non per un accidente ma per una volontà politica creata a tavolino chiunque può andare a farci i conti; tuo padre, tuo figlio, tua madre, tua sorella, tuo fratello e il tuo amico più caro, chiunque, fino a ieri irreprensibile cittadino libero. Ieri, oggi, domani, sul carcere ognuno spara ad alzo zero, butta via la chiave e andiamo oltre. Come a voler significare che a casa mia non ci sono delinquenti, ladri, tossici, neppure bulli e maranza, per cui non mi frega un accidente di chi sta in una cella perché ha commesso un reato, in fin dei conti male non fare paura non avere. Eppure in quella galera ultimo baluardo della sicurezza della collettività, non ci sono per comodo istituzionale soltanto cose o colpevoli, ma persone e anche degli innocenti, Ci sono persone che hanno prossimità con il futuro, nella realizzazione dell’integrazione sociale, del raggiungimento di almeno alcuni degli obiettivi che la società e la nostra Costituzione indica come meritevoli di essere raggiunti. Perché allora smantellare quelle poche esperienze carcerarie rimaste che ottemperano al dettato costituzionale di riscatto, riconciliazione e riparazione. Il carcere del 70% di recidiva, di 70-80-90 suicidi all’anno, di imposizione alla violenza, illegalità e ingiustizia che però non sono contemplate in alcun codice penale, riforma penitenziaria e costituzione, significa non voler avere a che fare con nessuna politica che sia servizio. Forse.

 

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