Domenica, 07 marzo 2021 - ore 22.45

Nuovo Statuto dei lavoratori Baseotto (Cgil) ‘La nostra strada verso i diritti’

"La Carta dei diritti universali sta ottenendo grande consenso tra i lavoratori. Il governo vuole dividere il lavoro, mentre noi lo vogliamo unire nel segno dei diritti. È questa l'unica via per uscire dalla crisi"

| Scritto da Redazione
Nuovo Statuto dei lavoratori Baseotto (Cgil) ‘La nostra strada verso i diritti’

Manca circa un mese alla fine della consultazione straordinaria messa in atto dalla Cgil per discutere con i suoi iscritti dei contenuti della Carta dei diritti universali dei lavoratori. “Ed è ancora possibile arrivare alla quota che ci eravamo prefissati: un milione di persone coinvolte.  La programmazione delle assemblee corre ormai rapidamente verso quota trentamila. E' tanto. Bisognerebbe chiedersi chi altri in questo paese, a parte il sindacato, sarebbe in grado di parlare a così tanta gente”. Lo ha detto Nino Baseotto, segretario confederale della Cgil, ai microfoni di Italia Parla su RadioArticolo1.

Intanto, però, la crisi torna a mostrare il suo volto più duro, con le ore di cassa integrazione che continuano a salire. “I gufi sono animali molto simpatici  - ha continuato Baseotto - e noi non ci vergogniamo di essere considerati tali. Il problema però è un altro: al di là dei tweet e delle dichiarazioni roboanti di questo governo e di altri governi europei, la crisi non è finita. E anzi molti parlano ormai esplicitamente di una uova probabile fase di recessione. Questo vuol dire che abbiamo fatto bene e che facciamo ancora bene a non mollare la presa, a considerare la lotta alla crisi una priorità per l'Italia e per l'Europa. Finora la politica di austerità che è stata approntata per contrastare la recessione ha ristretto l'area del welfare e compresso i diritti, riducendo il lavoro a disvalore e costo. Invece il lavoro può essere soluzione del problema.  Dopo quasi 10 anni di errori di questo tipo, però, è ormai tempo di cambiare politica ottica e visione. Anche per questo la proposta della Cgil di una Carta dei diritti universali del lavoro è di fondamentale importanza.”     

“La Carta – ha aggiunto il dirigente di Corso d'Italia - va infatti nella direzione della ricostruzione dei diritti del lavoro, perché è l'unica strada possibile per uscire finalmente da questa crisi. La politica invece va da tempo in direzione opposta. Noi ci auguriamo che ci sia dialogo e confronto su questi temi, ma non ci facciamo illusioni. Questo è un governo che fa del disprezzo verso le forme di dialogo con le organizzazioni di rappresentanza sociale un vanto. Ma così trascineranno il paese nel baratro”.

“Si parla oggi – ha detto poi - di un'altra manovra correttiva da venti miliardi. Il problema è che dobbiamo chiederci a cosa serviranno questi soldi, e dove si andranno a prendere. Se si continuerà nella stessa direzione e li si andrà a prendere  dalle tasche dei soliti noti, dal lavoro dipendente e dalle pensioni, da tagli agli enti locali e dalla penalizzazione delle aziende che fanno innovazione, allora sarà un film già visto e sarà un film totalmente dannoso”.

Nelle migliaia di assemblee che la Cgil ha organizzato finora per portare in giro per l'Italia la Carta dei diritti universali del lavoro, invece, Baseotto ha avuto la conferma “che c'è un consenso molto largo per le proposte del sindacato. Si tratta di un un consenso spontaneo, generato da una grande attenzione da parte dei lavoratori durante tutte le assemblee. Ci sono stati interventi da parte dei lavoratori che hanno messo in relazione diretta la nostra Carta con le condizioni di lavoro e di vita con cui le persone hanno a che fare ogni giorno. Da questa consultazione stiamo imparando una volta di più che il dialogo con i lavoratori e i pensionati è il sale dell'iniziativa del sindacato. Non è certo una sorpresa, ma la conferma che dobbiamo procedere in questa direzione”.

“Anche il lavoro autonomo sta dedicando molta attenzione alla nostra iniziativa, molta più di quella che è stata rivolta alle proposte del governo su questo tema – ha concluso Baseotto –. Dire che ce l'aspettavamo sarebbe presuntuoso, ma ci contavamo e abbiamo lavorato perché succedesse. Perché le proposte del governo vivono in una logica vecchia, quella per cui ci sarebbe di una divisione del mondo del lavoro: da una parte i dipendenti, da un'altra i precari, da un'altra ancora gli autonomi.  La nostra Carta invece propone un'innovazione. Noi vogliamo che la legge garantisca alle persone dei diritti inalienabili indipendentemente dalla tipologia di lavoro che svolgono.  E' la cosa più semplice del mondo, ma a quanto pare cambia la carte in tavola.”

Fonte: rassegna sindacale

 

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