Lunedì, 18 maggio 2026 - ore 18.10

Obiettivo 2017 : Cremona libera dall’inceneritore!

10 Punti proposti da Acli, Arci, Legambiente, AmbienteScienze, Andiamo Oltre, A Tutto Compost, CreaFuturo, Democratici per Cremona, Filiera Corta Solidale, Italia Nostra, Salviamo il paesaggio, WWF

| Scritto da Redazione
Obiettivo 2017 : Cremona libera dall’inceneritore! Obiettivo 2017 : Cremona libera dall’inceneritore! Obiettivo 2017 : Cremona libera dall’inceneritore! Obiettivo 2017 : Cremona libera dall’inceneritore!

Le associazioni ambientaliste cremonesi passano all'attacco. Di seguito presentiamo i 10 punti discussi e decisi sul tema rifiuti e inceneritore di Cremona che sono stati illustrati oggi, insieme alla Memoria da consegnare alla Magistratura, nel corso della Conferenza indetta dalla associazioni indicate  

Continuano gli organizzatori: ‘Ma il salto di qualità che intendiamo compiere sta nelle novità del nostro impegno: essere attori che si rivolgono direttamente ai cittadini attraverso specifiche Campagne e che cercano in Lombardia alleanze territoriali più vaste con altre associazioni per intervenire sul deficit di democrazia che si è verificato in questa vicenda che consideriamo emblematica. I negoziatori di LGH e dei Comuni detentori di quote azionarie in LGH  hanno giustificato la logica tecnocratica e finanziaria seguita come l’unica logica “ realistica”, rifiutandosi di prendere in considerazione possibili strade alternativa che pure altre esperienze, ACCAM di Busto Arsizio per esempio, hanno seguito. Non dobbiamo scoraggiarci. Intendiamo sviluppare la collaborazione tra le associazioni in due direzioni: elaborazione di proposte davvero in coerenza con l’economia circolare e azione di corretta informazione e sensibilizzazione sul territorio dei cittadini,  cercando di coniugare un lavoro prepolitico e culturale a un lavoro politico e civile che dia forza alla cittadinanza attiva e alla partecipazione, cioè alla democrazia a tutti i livelli: locale, regionale e nazionale'.

Insomma un vero e proprio 'atto di guerra' contro le scelte della giunta Galimberti che ha deciso la confluenza di LgH in A2A senza ottenere la dismissione dell'inecenritore di Cremona . 

Nella foto la Presidenza in rappresentanza delle associazioni firmatarie ed il pubblico

Ecco il documento dei 10 punti : Obiettivo 2017 : Cremona libera dall’inceneritore!

1) Inaccettabile per i cittadini di Cremona passare ancora 9 anni con l’inceneritore di San Rocco in funzione

2) Prendere coscienza che gli inceneritori in Pianura Padana sono tra gli impianti a maggior emissione di CO2 e gas climalteranti. Nella lotta ai cambiamenti climatici  le Istituzioni e i servizi pubblici o controllati dal pubblico dovrebbero dare l’esempio, pena la loro credibilità.

3) La questione salute non andrebbe collocata all’ultimo posto in qualsiasi Agenda che ritenga prioritaria la tutela dei Beni Comuni. Se esistono tecnologie più pulite che non emettono gas climalteranti e microparticelle cancerogene quali le diossine, andrebbero al più presto adottate in sostituzione di quelle più inquinanti. Un Ente pubblico davvero responsabile di fronte ai propri cittadini ne farebbe una priorità. Il fatto è che queste tecnologie e piattaforme industriali innovative già esistono e costituiscono l’ossatura dell’economia circolare.

4) L’economia circolare, cioè la realizzazione della Fabbrica dei materiali, è l’esatto opposto dell’inceneritore.   L’economia circolare recupera, ricicla e riutilizza i rifiuti come materie prime-seconde, mentre la tecnica dell’incenerimento li brucia e li distrugge per sempre.

5) La raccolta differenziata spinta e la tariffa puntuale che valorizza le buone pratiche dei cittadini ha senso se si completa conferendo i rifiuti nell’economia circolare. Non è virtuoso quel Comune che mantiene un inceneritore sul proprio territorio.

6) Una comunità locale è responsabile delle logiche economiche e finanziarie che prendono corpo nel proprio territorio. Il negoziato tra Lgh e A2A ha visto prevalere la logica finanziaria utile a coprire, almeno temporaneamente, i debiti bancari di AEM. In questa logica l’inceneritore è stato utilizzato come pedina per procurare profitti ad A2A per i prossimi 9 anni, sempre che le logiche tecnocratiche non vengano messe in discussione. 

7) Noi associazioni, ritenendo che per il Bene Comune della nostra città sia prioritaria la chiusura dell’inceneritore, in piena autonomia, decidiamo di considerare il 18 dicembre 2015 la data simbolo per cominciare a programmare la chiusura dell’inceneritore, prevedendo  tre anni di transizione utili per costruire le alternative dell’economia circolare. Dunque diamo vita pubblicamente, ribadendolo ripetutamente nel corso del tempo,  aI “ Conto alla rovescia”, considerando il 18 dicembre 2015 come – 3 anni alla doverosa chiusura dell’inceneritore, se solo l’Amministrazione comunale tenesse fede ai propri passati impegni programmatici o, comunque, ritenesse tale obiettivo una priorità. Nel dicembre 2016 lo conteggeremo come - 2. Nel dicembre 2017 come  – 1.  Queste scadenze comportano l’ avvio di una vera e propria Campagna, fatta di tappe e iniziative pubbliche in successione,  che intendiamo intitolare “ Obiettivo 2017 : Cremona libera dall’inceneritore.”

8) Questa Campagna di pressione e di informazione diffusa ai cittadini non esclude, anzi auspica che l’Amministrazione comunale di Cremona decida di recuperare nel Piano industriale di Lgh-A2A la possibilità di programmare la chiusura dell’inceneritore entro il dicembre 2017, data giudicata nel recente Rapporto conclusivo tra quelle compatibili con le normative e la programmazione della Regione Lombardia.  

9) Giudichiamo opportuno rilanciare anche una Campagna di dimensione regionale al fine di promuovere, con esperti di livello nazionale ed europeo,  piattaforme di economia circolare in grado di accelerare la graduale dismissione degli inceneritori in Lombardia. Questo lavoro di elaborazione e di azione sociale andrà compiuto in stretta collaborazione con Legambiente regionale e nazionale, con il Movimento Zero Waste, con ISDE Italia Medici per l’Ambiente. Sarà altrettanto importante  collegarci in rete con altri territori e ampliare l’orizzonte dei nostri impegni alla qualità dell’aria e alla qualità di innovazione sociale delle multiutility.

10) E’ opportuno infine elaborare proposte e strumenti per far contare i territori nell’ottica di una democrazia ascendente, partecipata e policentrica. La democrazia come “poliarchia”, con centri decisionali diffusi e trasparenti, non concentrati in poche mani e non strumenti di passivo consenso a processi neo-centralistici. Una particolare attenzione e discussione va posta alla Riforma del Titolo V della nostra Costituzione, dove si tolgono competenze importanti alle Regioni per spostarle nelle mani decisionistiche dei Governi presenti e futuri.  

In allegato due documenti in formato pdf:

1° I quattro errori: di misura, di valutazione, di segnalazione, di mancato tempestivo intervento : Per due anni, dal settembre 2013 al settembre 2015, l’Inceneritore di Cremona ha operato con una sistema di monitoraggio delle polveri emesse che forniva valori quattro volte inferiori a quelli reali. Ciò è dovuto ad un errore nell’inserimento dei dati per la calibrazione del sistema da parte del personale tecnico incaricato. Ecc.

2° Sintesi della ricerca  “Nuovi elementi sugli effetti sanitari delle emissioni inquinanti” (IIIª Nota aggiuntiva al dossier “La questione dell’inceneritore di Cremona – Alternative”)

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