Martedì, 31 gennaio 2023 - ore 10.17

Pedemontana Veneta : ONLIT (BALOTTA), fallito il project financing, serve exit strategy

Per continuare a finanziare la pedemontana, la Regione Veneto vuole introdurre una addizionale IRPEF per i suoi cittadini,definendola "temporanea".

| Scritto da Redazione
Pedemontana Veneta : ONLIT (BALOTTA), fallito il project financing, serve exit strategy

Ciò in alternativa ad aumentare i pedaggi (che sarebbero già doppi rispetto a quelli della media nazionale) dato l'aumento dei costi dell'opera,frutto di previsioni sbagliate e sottostimate. Con la tassa regionale,però, stravolgerebbe il senso del Project financing con il risultato contrario rispetto agli obiettivi per i quali è nato cioè di far pagare l'opera ai non utenti anzichè agli utilizzatori dell'autostrada.

Eppure il project doveva essere approvato solo se avesse avuto una base  di fattibilità economica. Ora il committente pubblico (Regione e Stato) deve spiegare perché quest'opera é stata gestita come se fosse un Project Financing. È evidente  che il fine è stato solo per poter dire sul piano politico che l'infrastruttura si sarebbe realizzata con finanziamenti privati.  Con l'invenzione del canone di disponibilità, Zaia garantisce la remunerazione alla Società Concessionaria SIS. La regione e lo Stato invece si accollano tutto il rischio dell’opera così come  se l’avessero realizzata con un appalto tradizionale. In tal modo è venuta  meno un'altra ragione  per il ricorso al PF: minimizzare le risorse pubbliche impegnate e non far ricadere totalmente l’investimento sulla spesa pubblica.

È evidente che, al netto di ogni considerazione ambientale, il progetto non aveva basi di fattibilità economica e perché il Committente ha voluto fin dall'inizio sgravare la Società Concessionaria  dal rischio imprenditoriale,accollandolo tutto alla mano pubblica, compreso il nuovo prestito di 300 milioni richiesto alla cassa depositi prestiti. La Pedemontana oggi a maggior ragione non serve più, visto che è stato ammesso che dai 33 mila veicoli giornalieri previsti si passerà (forse)ai 18 mila transiti giornalieri. Anziché studiare una exit strategy, riduzione della lunghezza della tratta e riduzione delle carreggiate, con minor consumo di suolo e minori costi, si vuole proseguire su una "strada" fallimentare.

Strada che ha aperto uno strascico legale con l'inevitabile ricorso di Salini,secondo classificato nella gara del 2009 che ora afferma che le carte in tavola non si possono cambiare.  Salini ha reso noto che il Consorzio Sis non sta adempiendo ai suoi obblighi di convenzione, non riuscendo neppure ad acquisire le risorse finanziarie che era tenuto a reperire per realizzare l'opera nel rispetto degli obblighi della convenzione sottoscritta.

Dario Balotta presidente Onlit (Osservatorio Nazionale Liberalizzazioni Infrastrutture e Trasporti)

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