Domenica, 08 febbraio 2026 - ore 23.35

Pianeta Migranti. A che prezzo diminuiscono gli ingressi?

Piantedosi: «Meno 50% degli sbarchi rispetto a gennaio 2025». Ma in dieci giorni si stimano 380 morti in mare.

| Scritto da Redazione
Pianeta Migranti. A che prezzo diminuiscono gli ingressi?

 

Pianeta Migranti. A che prezzo diminuiscono gli ingressi?

Piantedosi: «Meno 50% degli sbarchi rispetto a gennaio 2025». Ma in dieci giorni si stimano 380 morti in mare.

Numeri e frammenti di storie che dipingono un quadro drammatico nel Mediterraneo centrale, perché intere imbarcazioni rischiano di scomparire senza lasciare traccia, se non in un dispaccio satellitare o nel racconto spezzato di chi, per caso, riesce a sopravvivere.

Di queste morti, si dirà che i responsabili sono i trafficanti di esseri umani, che caricano le imbarcazioni fino a sfinirle, in cambio di denaro e di una promessa di salvezza. Uomini senza scrupoli. Ma i trafficanti esistono anche perché non ci sono vie sicure e legali di partenza, perché l’Europa è una fortezza, perché accordi e memorandum con i Paesi di transito e di origine mirano a trattenere le persone lontano dai confini europei. A qualunque costo.

È proprio in questo sistema di chiusure, respingimenti, esternalizzazione delle frontiere europee e assenza di alternative legali e sicure, che queste traversate continuano ad esistere. E con queste, le stragi e i morti che il mare si ingoia. 380 persone sono dichiarate disperse a causa del ciclone Harry. Una strage. Una ferita dolorosa. Ma il ministro Piantedosi, come riportato da Mediterranea, ha dichiarato: “A gennaio 2026 siamo alla metà degli arrivi dell’anno scorso. Un grande successo”. Successo? 

Padre Camillo Ripamonti presidente del Centro Astalli per i Rifugiati di Roma ha denunciato: «Dalla progressiva riduzione delle informazioni sugli spostamenti dei migranti nel Mediterraneo, sempre meno pattugliato, e sulle morti in mare, deriva un atteggiamento di deresponsabilizzazione, assimilabile a un pilatesco “lavarsene le mani”

Le parole di una sopravvissuta

Ricordare queste vite disperse è un atto di responsabilità civile: per sottrarre queste persone all’oblio, per riconoscere valore ad ogni esistenza perduta e rivendicare il diritto alla verità, anche quando il mare cancella le prove.

Senza corpi e senza nomi, il lutto resta sospeso e anche la morte rischia di diventare invisibile.

Ecco le parole di una donna camerunense: partita da Sfax in Tunisia tentando di arrivare in Europa, ha fatto naufragio. Lei non è morta in mare: riportata a terra, è stata arrestata e venduta dalla Garde Nationale tunisina alle milizie libiche. Così parla dei morti del Mediterraneo, nell’ultima strage:

Potrebbe essere tua sorella, tuo fratello, tua moglie, tua cugina, tuo cugino…

Partiti per un viaggio senza ritorno, soprattutto travolti dal mare, là dove non puoi nemmeno gridare aiuto… e dove nessuno esce a salvarti.

L’acqua è senza limiti. Anche se mostri tutta la tua forza, l’acqua ti trascina e sarai sempre esausto.

Sono naufragata nel mare Mediterraneo, miei cari fratelli e sorelle, e non è stato facile.

Le lacrime mi salgono agli occhi quando ci penso.

Immagino quante volte abbiano sofferto prima che la morte arrivasse.

Dio, volgi il tuo sguardo verso di noi qui.

Dietro di noi, nulla va bene.

Ecco i tuoi figli rimasti nell’acqua, mio Signore.

Che le loro anime riposino in pace nel regno dei cieli

e che la tua pace consoli il cuore delle loro famiglie”.

 

 

 

918 visite

Articoli correlati

Petizioni online
Sondaggi online