Giovedì, 22 gennaio 2026 - ore 14.59

Pianeta Migranti. Il diritto d’asilo in Italia è un miraggio

Il Rapporto 2025 della Fondazione Migrantes, intitolato “Richiedenti asilo: le speranze recluse”, fotografa una realtà drammatica.

| Scritto da Redazione
Pianeta Migranti. Il diritto d’asilo in Italia è un miraggio

 

Pianeta Migranti. Il diritto d’asilo in Italia è un miraggio

Il Rapporto 2025 della Fondazione Migrantes, intitolato “Richiedenti asilo: le speranze recluse”, fotografa una realtà drammatica.

Un mondo in fuga

Nel 2023 le persone costrette allo sradicamento forzato hanno raggiunto la cifra record di 123,2 milioni, con un incremento del 6% rispetto all’anno precedente. È il segno di un pianeta in crisi permanente, dove guerre, instabilità e cambiamenti climatici continuano a generare spostamenti di popolazioni, mentre i sistemi di protezione arretrano, tra esternalizzazione dei confini, reclusione e rinuncia alla responsabilità politica.

Tre rifugiati su quattro trovano accoglienza in Stati a basso o medio reddito, segno di un’asimmetria globale.

Italia: record di domande e di dinieghi

Mentre nell’Unione Europea le richieste di asilo sono diminuite del 13%, l’Italia ha registrato nel 2024 il suo massimo storico: quasi 159 mila domande. Tuttavia, la risposta è stata segnata da un numero record di rifiuti: il 64% dei dinieghi, contro una media europea del 51%. Nel primo semestre 2025 la percentuale è salita al 69,5%.

Un sistema di esclusione

Il sistema di accoglienza italiano viene descritto nel Rapporto come una vera e propria “infrastruttura di esclusione”. Si parla di marginalità e “zone di non essere”: luoghi di disumanizzazione come le “file della vergogna in Questura, le espulsioni improvvise, le segregazioni nei Cpr e la rinuncia di molti territori ai progetti SAI. In questi spazi i migranti vengono ridotti a semplici “oggetti amministrati”.

Una ricerca finanziata dall’Unhcr rivela inoltre che il 67% dei titolari di protezione internazionale o temporanea in Italia vive in povertà relativa, a fronte del 17% della popolazione italiana.

Il Patto europeo e la subordinazione della cooperazione alla sicurezza

Il nuovo Patto europeo su migrazione e asilo, che entrerà in vigore nel giugno 2026, accentua la logica del contenimento: procedure accelerate, esternalizzazione dei controlli e ampliamento del concetto di “Paese terzo sicuro”. Parallelamente, la cooperazione internazionale e gli aiuti allo sviluppo vengono subordinati alle logiche della sicurezza, del controllo migratorio e dell’interesse economico nazionale.

Rimettere al centro l’umanità

Il Rapporto invita istituzioni e società civile a riportare al centro il diritto internazionale, il diritto d’asilo, la diplomazia e il bene comune. In un mondo che rischia di normalizzare crisi e disumanizzazione, il riconoscimento dell’umanità di chi fugge resta il fondamento irrinunciabile di ogni democrazia. Si legge nell’introduzione del Rapporto: “Le guerre non sono il nostro destino ineluttabile, così come non lo è la corsa al riarmo. Il diritto internazionale, il diritto d’asilo, la diplomazia e la ricerca del bene comune possono e devono tornare al centro. La fraternità e la sorellanza, insieme al rispetto per la terra, sono valori che possiamo e dobbiamo continuare a coltivare”.

Qui: Sintesi del Report.

 

 

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