Mercoledì, 11 febbraio 2026 - ore 19.00

Pianeta Migranti. Una pratica usuale per cacciare i Palestinesi dalla Cisgiordania

Coloni attaccano una famiglia di pastori palestinesi: uccisi animali e colpiti i bambini

| Scritto da Redazione
Pianeta Migranti. Una pratica usuale per cacciare i Palestinesi dalla Cisgiordania

 

Pianeta Migranti. Una pratica usuale per cacciare i Palestinesi dalla Cisgiordania

Coloni attaccano una famiglia di pastori palestinesi: uccisi animali e colpiti i bambini

A Wadi Jakhsh, nei pressi di Samu, nel sud della Cisgiordania, la famiglia palestinese Daramin, che vive di pastorizia, è stata vittima di ripetuti attacchi da parte di coloni israeliani provenienti da insediamenti e avamposti vicini. Gli episodi, avvenuti tra ottobre e dicembre, hanno avuto conseguenze gravi sia sul piano umano sia su quello economico.

La casa della famiglia Daramin si trova nell’Area B della Cisgiordania, dove l’Autorità Nazionale Palestinese ha il controllo civile, ma a chi importa davvero? Le Forze di Difesa Israeliane e i coloni ora stanno espellendo anche i palestinesi dall’Area B.

Questa è una terra di illegalità, peggiorata ulteriormente dopo il 7 ottobre. Fino ad allora la vita della famiglia Daramin era relativamente tranquilla.

Mahmoud, 35 anni, coltiva la terra e lavora in una cava di pietra lì vicino; lui e sua moglie, Wafa, 31 anni, hanno quattro figli: Mohammed, 7 anni, Ahmed, 4 anni, Saddam, 2 anni, e Omri, 6 mesi, tutti in pericolo a causa delle incursioni dei loro vicini violenti e indesiderati. Subito dopo lo scoppio della guerra a Gaza, i coloni hanno intrapreso una campagna incessante di abusi e molestie, impedendo ai Daramin di accedere al terreno di loro proprietà vicino a casa: 8 dunam (2 acri) di campi di orzo e grano, un uliveto e pascoli. Quando hanno cercato di raggiungere i loro campi, i coloni li hanno attaccati e hanno sparato.

Secondo quanto riportato dal quotidiano israeliano Haaretz e ripreso da Bocche Scucite, i coloni hanno fatto irruzione nella proprietà della famiglia con il volto coperto, vandalizzando l’abitazione, distruggendo finestre e porte e danneggiando un’automobile. Durante gli assalti è stato spruzzato gas urticante all’interno della casa, provocando difficoltà respiratorie soprattutto ai bambini, alcuni dei quali hanno dovuto ricorrere a cure mediche.

La violenza si è estesa anche al gregge, principale fonte di sostentamento della famiglia: diverse pecore e agnellini sono stati uccisi a colpi di bastone e oggetti pesanti, mentre mangimi e medicinali per gli animali sono stati distrutti. Un agnellino è nato prematuro dopo che la madre era stata aggredita.

A seguito degli attacchi, i Daramin vivono in uno stato di costante paura e hanno drasticamente ridotto gli spostamenti e l’accesso ai pascoli, temendo nuove aggressioni. Le restrizioni imposte di fatto dai coloni hanno costretto il capofamiglia a vendere parte del bestiame, aggravando una situazione economica già fragile.

Questi episodi si collocano all’interno di un contesto più ampio di crescente pressione e violenza dei coloni nei territori occupati. Una realtà che, secondo diverse organizzazioni per i diritti umani, si accompagna a scarsa protezione per la popolazione palestinese e a un diffuso senso di impunità. Oltre che all’indifferenza e al silenzio internazionale.

 

Qui i coloni non mostrano pietà nemmeno per le pecore e gli agnelli – BOCCHE SCUCITE

 

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