Mercoledì, 21 novembre 2018 - ore 02.22

Pianeta Migranti. Diventare tutore di un minore non accompagnato.

In Lombardia sono più di 300 gli aspiranti tutori. Si fanno carico della rappresentanza giuridica del ragazzo e vigilano sul suo benessere. I minori trovano aiuto e affetto in adulti che si prestano a un importante compito umano e civile: costruire la società a colori del futuro.

| Scritto da Redazione
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“Cerchiamo privati cittadini disponibili ad esercitare la rappresentanza legale di ogni minore arrivato in Italia senza adulti di riferimento e avere cura che vengano tutelati i suoi interessi, ascoltati i suoi bisogni, coltivate le sue potenzialità e garantita la sua salute senza la presa in carico domiciliare ed economica. “

Dopo aver seguito un corso di formazione organizzato dai garanti regionali, gli aspiranti tutori vengono inseriti nell’elenco istituito presso il tribunale  per i minorenni della regione di residenza o di domicilio. Da questo elenco il giudice seleziona un tutore volontario per ogni minore.

Per minore straniero non accompagnato si intende il “minorenne non avente cittadinanza italiana o dell'Unione europea che si trova per qualsiasi causa in Italia, privo di assistenza e di rappresentanza da parte dei genitori o di altri adulti per lui legalmente responsabili in base alle leggi vigenti nell'ordinamento italiano.”

I dati aggiornati al 10 ottobre, parlano di 14mila minori non accompagnati, arrivati sulle nostre coste. I dati del Ministero del lavoro dicono che l’83% dei minori non accompagnati ha un’età fra i 16 e i 17 anni; il 92,9% è di sesso maschile. La maggior parte di loro arriva da Gambia, Egitto, Albania, Nigeria, Guinea e Costa d’Avorio. I minori non accompagnati presenti in Lombardia sarebbero almeno un migliaio.

I dati dell’ufficio del Garante per l'infanzia e l'adolescenza della Regione Lombardia che ha aperto il bando a luglio, registra più di 300 domande ad aspirante tutore.

La figura del tutore volontario, introdotta dalla legge 47 -aprile 2017 "Disposizioni in materia di misure di protezione dei minori stranieri non accompagnati", prevede che l’adulto si faccia carico della rappresentanza giuridica del minore e che  sviluppi una “genitorialità sociale” e cittadinanza attiva. Deve vigilare sul benessere psico-fisico del tutelato, amministrare il suo eventuale patrimonio, seguirne percorsi formativi, scolastici e il suo ricongiungimento familiare.  Riconquistata la fiducia del ragazzo e instaurata una relazione autentica, il tutore raccoglie tutte le informazioni possibili per costruire insieme agli educatori della comunità, agli assistenti sociali e all’ufficio del garante il progetto educativo del ragazzo.

L’attività di tutore è gratuita: non ha diritto a permessi di lavoro per questa funzione, non ha in affido il minoreche può essere assegnato a strutture di accoglienza, oppure a persone diverse dal tutore volontario. In questo caso, l’ affidatario e il tutore collaborano nel rispetto delle reciproche competenze. Con il raggiungimento della maggiore età del minore finisce il compito del tutore. Ma è auspicabile che anche dopo il compimento dei 18 anni proseguano i rapporti di affettività tra gli ex tutori e i ragazzi secondo il modello di genitorialità sociale diffusa.

Delle oltre 300 candidature pervenute in Lombardia, 265 sono state valutate e ritenute idonee. Tra queste 141 provengono dalla provincia di Milano, mentre le altre sono arrivate da Bergamo (25), Monza e Brianza (22), Varese (17), Brescia (16), Como (12), Lecco (11), Pavia (8), Lodi (6), Mantova (4), Sondrio (2) e Cremona (1). Le domande, continuano ad arrivare. Al momento sono state formate due liste: una per il tribunale dei minorenni di Milano e l'altra per quello di Brescia.

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