Lunedì, 26 agosto 2019 - ore 00.41

Pianeta Migranti. I 60 anni dell’Europa…chiusa tra i muri.

162 organizzazioni della società civile, hanno scritto ai capi di Stato d’Europa chiedendo dove sono finiti i valori fondativi se l’Europa inseguendo l’ondata dei populismi xenofobi disprezza i diritti umani dei migranti e pur di respingerli favorisce regimi dittatoriali e repressivi.

| Scritto da Redazione
Pianeta Migranti. I 60 anni dell’Europa…chiusa tra i muri. Pianeta Migranti. I 60 anni dell’Europa…chiusa tra i muri.

Cari capi di Stato e di governo,

Siamo organizzazioni della società civile, sostenute da centinaia di migliaia di persone in tutta Europa e lavoriamo con chi è meno fortunato per alleviare la povertà, fornire servizi essenziali e difendere i diritti delle persone.

Di fronte alla preoccupante narrativa populista e xenofoba che sta caratterizzando il dibattito sulla migrazione in Europa e nel mondo, vogliamo lanciare con questa lettera un appello a voi leader europei perché vi facciate portavoce in Europa e nel mondo

dei diritti e dei valori che caratterizzano l’Unione Europea da ormai 60 anni. Dobbiamo essere uniti nell’impedire che una gestione dei flussi migratori basato sulla deterrenza e la chiusura delle frontiere denigri e saboti il più ampio progetto europeo.

Ogni giorno, siamo testimoni della solidarietà diffusa verso le persone che fuggono da guerre brutali, persecuzioni, violazioni dei diritti umani, instabilità e povertà estrema. In tutta Europa e nel mondo, vediamo persone accogliere rifugiati e migranti nelle

loro comunità, aprire le proprie case e donare denaro, beni di prima necessità e tempo.

Questa settimana, molte di queste persone hanno viaggiato fino a Bruxelles per chiedere ai politici di mantenere il loro impegno riguardo in termini di ricollocamento dei richiedenti asilo dalla Grecia per “portarli qui”.

Siamo orgogliosi dell’impegno che l’Europa ha preso in passato nel garantire il rispetto del diritto internazionale dei diritti umani e confidiamo in voi per portare avanti e promuovere questo impegno sia all’interno che all’esterno dell’Europa. Tuttavia, con l’aumento del numero di persone bisognose arrivate in Europa nell’estate 2015, l’Europa stessa non è stata capace di rispondere con umanità, dignità, solidarietà alle pressioni migratorie e alle richieste di aiuto di gente disperata in fuga o in ricerca di una vita migliore.

Abbiamo sentito ribadire il vostro impegno per i valori europei: il rispetto della dignità umana, della libertà, della democrazia, dell’uguaglianza, dello Stato di diritto e dei diritti umani. E’ arrivato il momento di tradurre questo impegno in azione.

L’Europa e gli stati membri hanno concentrato le loro politiche migratorie sul controllo delle frontiere bloccando l’arrivo dei migranti e richiedenti asilo al di fuori dei confini europei, in paesi di transito spesso pericolosi, che non garantiscono adeguato accesso alla protezione internazionale.

Vi chiediamo dunque una gestione del fenomeno migratorio che sia etica e fondata su principi e azioni lontani dalla retorica populista. Dimostrare forza non significa cacciare chi è in difficoltà. Dimostrare forza significa avanzare sicuri e uniti sulla via

della difesa dei propri valori umani.

Paesi come la Turchia, la Giordania e il Libano continuano ad accogliere milioni di rifugiati. L’Unione Europea e gli stati membri devono continuare ad agire in quanto attori politici credibili e non costringere migliaia di persone a vivere in condizioni inumane e degradanti sulle isole greche, o respingendole in zone di guerra come in Libia.

Un approccio basato sulla deterrenza e la chiusura delle frontiere non deve prevalere su politiche migratorie sostenibili e capaci di garantire i diritti delle persone.

Chiediamo a voi e ai leader europei di aprire vie regolari e sicure verso l’Europa, ad esempio attraverso il rilascio dei visti umanitari e di altri tipi di visti, l’incremento delle quote di reinsediamento, l’accesso a programmi di ricongiungimento familiare rapidi ed efficaci, una più efficace mobilità lavorativa che consideri tutti i livelli di qualificazione.

Ricordate sempre che le vostre decisioni hanno conseguenze importanti sulla vita  e la morte di tante persone. Continuando un pericoloso gioco al ribasso degli standard di accoglienza, gli altri paesi del mondo seguiranno il vostro esempio.

L’Europa riprenda coraggiosamente il suo ruolo di garante dei diritti umani e fondamentali nel mondo.

www.ipsia-acli.it

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