Domenica, 22 settembre 2019 - ore 03.24

Pianeta migranti. I corridoi umanitari della società civile italiana presentati al Parlamento europeo

In una fase di stallo delle politiche migratorie europee i corridoi organizzati dalle chiese e dalle associazioni si dimostrano uno strumento fattibile, sicuro ed efficace per far fronte ai flussi dei migranti. Ma l’Europa seguirà questa strada?

| Scritto da Redazione
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I corridoi umanitari sono nati in Italia ad opera della Tavola Valdese, Federazione delle Chiese Evangeliche (Fcei) e Comunità di S. Egidio. Dal febbraio scorso hanno consentito a circa 300 cittadini siriani e iracheni di arrivare attraverso un regolare volo di linea.

I promotori dei corridoi, il 28 giugno scorso, a Bruxelles, hanno incontrato il vicepresidente del Parlamento Antonio Tajani, il membro della Vicepresidenza della Commissione europea Giulio Di Blasi e il direttore regionale per l’Europa dell’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni Eugenio Ambrosi. In platea, numerosi europarlamentari anche italiani, oltre a significativi rappresentanti  della società civile e delle chiese tra cui, l’Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati e la Commissione delle chiese europee per i migranti.

I relatori hanno presentato la validità del progetto. Una via conforme al regolamento vigente nella zona Schengen; una via sicura sia per gli immigrati che non rischiano la vita in mare che per i paesi di accoglienza in quanto tutte le persone vengono identificate a partire dal luogo di provenienza. Una via che non comporta un aggravio di spese visto che i viaggi sono finanziati dalle associazioni e dalle chiese. In tal senso i corridoi sono un segno concreto di solidarietà ed ecumenismo: frutto del coordinamento tenace tra soggetti che perseguono il valore dell’incontro tra le culture e le civiltà a livello internazionale . 

Ancor prima del Parlamento europeo, i corridoi umanitari hanno ricevuto l’attenzione da parte delle istituzioni di Germania, Francia, Svizzera, grazie soprattutto al ruolo delle chiese evangeliche che hanno fatto da tramite in questi ambiti. Il Parlamento svizzero, per esempio, ha approvato una mozione di sostegno, facendo riferimento proprio all’iniziativa italiana.

In un momento di stallo delle politiche migratorie europee ripiegate sulle  chiusure nazionali, i corridoi della società civile dimostrano che è possibile aiutare i migranti rispettando la loro dignità e nello stesso tempo combattere i trafficanti di esseri umani consentendo vie legali e sicure. Restano pertanto un esempio da seguire attraverso una collaborazione organizzativa e diplomatica tra associazioni e istituzioni nazionali ed europee.

Al Parlamento di Bruxelles, che ha politicamente riconosciuto questo modello, è stato esplicitamente chiesto di sostenerlo e accompagnarlo, ben sapendo che saranno però i governi a decidere se adottare o meno questa procedura. Cosa faranno i governi? Si continuerà a devolvere miliardi alla Turchia perché trattenga dentro le sue frontiere i  profughi invece di finanziare le vie alternative? Tenere i profughi lontani dall’Europa serve a dare un illusorio senso di sicurezza a quanti creano muri e filo spinato per difendersi; serve ad avere i consensi di quella fetta di elettorato populista pronto a votare quei politici che seguono la linea dura in materia di immigrazione anche se tutto ciò non risolve il problema ma lo peggiora.

 

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