Domenica, 18 gennaio 2026 - ore 09.13

Pianeta Migranti. Il picco del mercato delle armi produce il picco dei migranti

I dati dell'Istituto Internazionale di Ricerche sulla Pace di Stoccolma (SIPRI) dimostrano un’impennata nella produzione di armi nel mondo.

| Scritto da Redazione
Pianeta Migranti. Il picco del mercato delle armi produce il picco dei migranti

 

Pianeta Migranti. Il picco del mercato delle armi produce il picco dei migranti

I dati dell'Istituto Internazionale di Ricerche sulla Pace di Stoccolma (SIPRI) dimostrano un’impennata nella produzione di armi nel mondo.

 

Più armi significa inevitabilmente più guerre, e più guerre significano più persone costrette a fuggire. I conflitti non nascono dal nulla: sono alimentati da un sistema economico che produce, commercia e trae profitto dalla violenza armata.

L’espansione del mercato delle armi non è un dato neutro, ma un motore che accresce instabilità e sofferenza. Ne è un esempi quanto succede a Gaza, in Ucraina, in Sudan e in altri luoghi. Proprio a causa di queste guerre e delle tensioni geopolitiche in varie regioni del mondo, il mercato delle armi ha registrato una domanda crescente di ordinativi.

Nel 2024, i ricavi delle 100 maggiori aziende produttrici di armi sono cresciuti del 5,9%, raggiungendo la cifra record di 679 miliardi di dollari, il livello più alto mai registrato fino ad ora, secondo l’istituto SIPRI. La forte richiesta di armi ha spinto le industrie armiere ad espandere la loro produzione in nuove filiere. La crescita maggiore si registra per le aziende europee (+13%, pari a 151 miliardi di dollari) e per quelle degli Stati Uniti (+ 3,8%, pari a 334 miliardi di dollari), che figurano in testa alla lista.

Il SIPRI segnala che nel mercato USA è entrata anche l’azienda SpaceX, che nel 2024 ha più che raddoppiato raddoppiato i ricavi derivanti rispetto al 2023 (+103,4%), raggiungendo 1,8 miliardi di dollari.

Tra le aziende europee la ceca Czechoslovak Group ha registrato il più forte aumento percentuale di ricavi con una crescita del 193%, pari a 3,6 miliardi di dollari.

In Germania le quattro aziende tedesche nella lista delle Top 100 del SIPRI hanno chiuso l’anno con un + 36% e 14,9 miliardi di dollari.

Anche JSC Ukrainian Defense Industry ha aumentato i ricavi del 41%, incassando 3 miliardi di dollari.

Altri dati rilevanti riguardano le due aziende russe nella lista, Rostec e United Shipbuilding Corporation, i cui ricavi, nonostante le sanzioni internazionali, sono cresciuti complessivamente del 23%, raggiungendo i 31,2 miliardi di dollari.

Per la prima volta, infine, nella Top 100 sono entrate nove aziende con sede in Medioriente, che contano un fatturato complessivo di 31 miliardi di dollari (+ 14%). Tre di queste sono israeliane (fatturato complessivo + 16%, pari a 16,2 miliardi di dollari).

Il colosso statale emiratino EDGE Group nel 2024 ha avuto un fatturato nel settore degli armamenti di 4,7 miliardi di dollari.

Anche in Turchia, le cinque aziende incluse nella lista hanno registrato un aumento dell’11% su base annua, con un fatturato complessivo di 10,1 miliardi di dollari.

Invece, per Asia e Oceania si nota un calo generale (del 1,2%, pari a 130 miliardi di dollari).

Vanno in controtendenza le industrie armiere giapponesi e sudcoreane, che grazie alla forte domanda europea e interna hanno ricavi in salita.

La sfida è politica e culturale: trasformare un’economia che trae profitto dalla distruzione in un’economia che genera convivenza e futuro. Solo così il pianeta potrà smettere di essere un “pianeta migranti” per diventare un pianeta di pace.

 

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