Sabato, 14 dicembre 2019 - ore 22.43

Pianeta Migranti. Se le elezioni si giocano sui migranti e rifugiati.

Amnesty Italia invita i leader politici a contare fino a 10 prima di pronunciare parole di odio e sta monitorando il loro uso in campagna elettorale. Alcune forze politiche si sono già classificate ai primi posti. La conseguenza dell’odio ostentato e legittimato dai politici è uno scivolamento culturale con inevitabili ripercussioni sui comportamenti sociali.

| Scritto da Redazione
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Pianeta Migranti. Se le elezioni si giocano sui migranti e rifugiati.

Amnesty Italia invita i leader politici a contare fino a 10 prima di pronunciare parole di odio e sta monitorando il loro uso in campagna elettorale. Alcune forze politiche si sono già classificate ai primi posti. La conseguenza dell’odio ostentato e legittimato dai politici è uno scivolamento culturale con inevitabili ripercussioni sui comportamenti sociali. 

Frasi come “l’immigrazione è un bomba sociale pronta ad esplodere.. e bisogna espellere 600 mila migranti” oppure,  “la sopravvivenza della razza bianca è minacciata”, pronunciate da leader di partiti, lasciano sicuramente un segno nell’immaginario di chi le ascolta. Macerata insegna che per razzismo si può anche compiere una strage. Nonostante ciò, certi partiti continuano a costruire la loro campagna elettorale sull’odio ai migranti e ai rifugiati. Una campagna molto spesso brutale, con frasi dure, discutibili, spesso basate su dati e notizie false. Per esempio, secondo il leader di Forza Italia se “ogni venti secondi si verifica un reato, ogni 4 minuti un furto in un negozio e ogni due giorni si verificano tre rapine in banca” è perché - a suo avviso - “alla criminalità italiana si è aggiunta la criminalità di 466 mila immigrati in Italia che per mangiare devono delinquere.” Notizia falsa.

Secondo l’ultimo Dossier immigrazione di Idos, il tasso di criminalità è più basso tra gli stranieri che tra gli italiani. Inoltre, sia per gli uni che per gli altri nel 2016 le denunce sono diminuite rispetto all'anno precedente, mentre nel periodo 2008-2015, secondo Eurostat, le denunce contro italiani sono aumentate del 7,4% e quelle contro stranieri sono diminuite dell'1,7%. Ma la falsa notizia serve a indirizzare la rabbia di tanti italiani, danneggiati dalla crisi prodotta dal mondo finanziario, verso un capro espiatorio preciso, allo scopo di depistare il diffuso disagio sociale. Si tratta di un’operazione di distrazione di massa da quelli che sono i reali problemi della gente.

Amnesty International ha acceso i riflettori sulla campagna elettorale in corso lanciando una iniziativa di sensibilizzazione denominata: “Conta fino a 10”. Il fine è contrastare i discorsi violenti, aggressivi e discriminatori che prevalgono nel confronto politico in questo periodo. La campagna invita ogni politico a contare fino a 10 prima di pronunciare una parola di odio, rendendosi in tal modo più responsabile delle parole che pronuncia e dell’effetto che possono suscitare.

Attraverso un apposito osservatorio, Amnesty monitorerà ogni giorno fino al 2 marzo l’odio in rete diffuso dai partiti politici, raccogliendo stereotipi, dichiarazioni offensive, razziste, discriminatorie e di incitamento alla violenza nei confronti dei migranti e rifugiati di un campione rappresentativo di candidati alle politiche e pubblicati sui social. 

Dall’8 febbraio ad oggi, sono state individuate oltre 89 frasi razziste e xenofobe. La Lega è il partito che le ha usate di più, per il 69% delle volte. Seguono Forza Italia, Fratelli d’Italia e il Movimento 5 stelle. Che la Lega sia al primo posto non è novità. Ma la novità è che si candida alla guida del paese.

E’ in atto uno sdoganamento del razzismo come arma politica, che dà più forza ai messaggi dei leghisti, di Forza Italia ma anche dei Cinque stelle.

Purtroppo, oggi, la politica si fa perpetuando se stessi e i privilegi acquisiti, oppure sulla pelle dei migranti, oppure alimentando le paure collettive. Si fa offendendo l’avversario, semplificando le questioni e fabbricando capri espiatori. Oggi si grida, non si analizza. Peggio, si dimentica che questo clima è stato preparato nel tempo: dagli attacchi alle ong, ai respingimenti in Libia, al decreto sicurezza, gradatamente il dibattito politico è uscito dai limiti dell’ambito civile per assumere un aspetto di inciviltà  umana prima che della comunicazione.

 

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